In questa tappa numero 28 e in parte sulla tappa 29 della via Francigena, ti riassumo tutto ciò che ho fatto e che sicuramente avrai visto nel mio video su youtube qui sotto. Se non hai visto il video, prova a vederlo e magari mettimi un like al video o se preferisci. 👍 Questo mi aiuterà a crescere. Grazie! 😄

SCORRI TRA LE TAPPE
TAPPA 30 ➡️

Non fatevi ingannare dalla lunghezza del post. Ci sono tantissime immagini!

Partiamo! La credenziale del pellegrino l’avevo già acquistata in precedenza all’info point a San Miniato, città che dista solo 20 chilometri da casa mia, pagando i 5 euro in contanti. Se non sai cosa è la credenziale, ti invito a leggere questo primo post sulla via Francigena che ti spiega esattamente che cosa è il cammino e tutto ciò che gli ruota attorno in termini di credenziali, timbri e testimonium.



INDICE




VIA FRANCIGENA TAPPA 28




ALTIMETRIA

Profilo altimetrico tappa 28 via francigena Lucca Altopascio Porcari Galleno Toscana Altimetria
L’altimetria della tappa 28 della via Francigena da Lucca ad Altopascio




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DATI TECNICI TAPPA

💪 Difficoltà: Facile 🟢🟢🟢
📍 Partenza: Lucca
📍 Arrivo: Altopascio
🛣️ Distanza: 18,5 chilometri
⏱️ Tempo di percorrenza a piedi: 4.00 h
🚰 Quanta acqua portare: 1 litro
↗️ Dislivello in salita: 30 m
↘️ Dislivello in discesa: 30 m
⬆️ Quota massima: 24 m
Strade pavimentate: 96%
Strade sterrate e carrarecce: 1%
Mulattiere e sentieri: 3%
🚴‍♂️ Ciclabilità: 100%
Come arrivare al punto di partenza: Linee FS Viareggio-Firenze e Aulla-Lucca, stazione Lucca




DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE

Potrei darvi tantissime indicazioni su dove dormire e dove mangiare ma come sapere questi posti dove pernottare o dove fare ristoro sono in continua evoluzione e in continuo cambiamento. Ho trovato molti luoghi dopo Siena chiusi dopo la pandemia e che non hanno mai più riaperto. Per cui vi rimando direttamente al sito ufficiale in questa pagina dove terranno costantemente aggiornati gli ostelli, i ristoranti, gli alberghi e tanto altro. In questo modo sono sicuro di darvi informazioni aggiornate sempre e non rischiare di farvi perdere del tempo telefonando a strutture chiuse.

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PARTENZA DA LUCCA

La mattina era bella fresca e nuvolosa. Il meteo non dava pioggia ma c’erano molte nubi alle 6:30 del mattino. Inizia così la mia tappa numero 28 della via Francigena. Solo 18,6 km separano Lucca da Altopascio e si percorrono in 4 ore circa. Il mio cammino parte in solitaria con la consapevolezza di poter incontrare persone sul cammino. L’idea iniziale era quella di unire la tappa 28 della Via Francigena alla prima metà della tappa numero 29. Questo lo vedrai più avanti.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
L’ingresso in piazza Anfiteatro a Lucca

Ma in questa prima tappa della via Francigena, non ho trovato nessuno. 🤷‍♂️ Probabilmente perché era il 2 giugno e molti hanno preferito trascorrere questo giorno di festa in altro modo. In molti non percorrono questo pezzo della via Francigena che collega Lucca ad Altopascio perché si passa su asfalto e si costeggia una zona industriale. Ho imparato però a prendere gli aspetti non positivi di un cammino cercando di trovare sempre qualcosa di positivo e devo dire che non è stato poi così malvagio come tutti lo descrivevano. Lo vedrete più avanti nell’ articolo.

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Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Piazza Anfiteatro a Lucca

Prima di partire però voglio dirti che qui a Lucca puoi fare molte cose, puoi passeggiare sulle mura, puoi vedere piazza San Michele, Piazza San Martino, la bellissima piazza anfiteatro, la Torre Giunigi ed entrare in varie chiese ma non ti dimenticare mi raccomando di andare a vedere il labirinto che si trova sul pilone destro della facciata della cattedrale di San Martino.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Il labirinto sulla Chiesa di San Martino a Lucca

Uno dei simboli della via francigena se non il vero simbolo per me. Nel corso della storia gli vennero attribuiti anche poteri dei magici tra cui quelli di attirare ed intrappolare al suo interno gli spiriti negativi o maligni. Per questo se passi da Lucca devi soffermarti qui e pensare anche al significato del tuo viaggio sulla francigena, in modo che possa in qualche modo aiutarti a ritrovare il tuo filo d’Arianna, per seguire poi la strada che ti condurrà verso la tua serenità terrena o ultraterrena che sia. Ed è da qui che ho deciso di far partire il mio cammino sulla via Francigena.

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LE STRADE DELLA LUCCHESIA


Si lascia Lucca per un percorso facile e pianeggiante, tutto ovviamente su asfalto. Bisogna stare attenti ad attraversare le numerose strade provinciali che si incrociano. Alcune macchine non prestano molta attenzione alle strisce pedonali e vanno abbastanza veloci.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Chiesa di San Michele Arcangelo dopo 4 chilometri da Lucca

Interessante, questo pezzo perché si incrociano numerosi edifici storici e religiosi. Dopo un’ ora e mezzo circa e dopo 6,5 chilometri raggiungo Capannori con la pieve di San Quirico e Giuditta. Volendo ai primi bar che trovi puoi farti mettere il timbro sulla credenziale come ho fatto io. Non ci sono cose da vedere in zona per cui il tempo di bere qualcosa e fare colazione di nuovo, riprendo il cammino sempre sulla provinciale e quindi sempre su asfalto. Dopo altri sei chilometri circa ed un’altra ora e mezzo di cammino arrivo a Porcari.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana Porcari
Porcari dall’alto

L’unica cosa che merita una visita a Porcari è la chiesa parrocchiale di San Giusto ma ci sarebbe da fare una bella salita, quindi decidete voi quanto volete soffrire.

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Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana Porcari
Chiesa di Porcari dopo la salita

Attenzione che passata la città di Porcari arriverai in un centro sportivo e proprio sul lato della strada dove passerai, di lato al campetto sportivo da calcio troverai un bellissimo murales della via Francigena. Ideale se vuoi farti delle foto da mettere poi sui social.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana Porcari Murales
Il Murales davanti il campo sportivo di Porcari

Ho percorso fino ad adesso circa dodici chilometri.
Attraverso l’ennesima strada provinciale l’ultima così pericolosa. Le macchine sfrecciano sempre veloci senza badare troppo alle strisce pedonali.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
La prima strada bianca dopo l’asfalto di Lucca

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Prima di Badia a Pozzeveri arrivo finalmente in una strada bianca e si entra in un vigneto, prima di costeggiare il cimitero dove per altro trovate la prima fontanella d’acqua dove rifrescarvi. Mi siedo un attimo sulla panchina e poi riprendo la marcia.

La fontanella dietro al cimitero di Badia a Pozzeveri

Appena passato il cimitero di Badia A Pozzeveri sulla destra c’è una vecchia chiesa e sul retro ci stanno costruendo un ostello. Se passerai da qui nei prossimi anni magari potrai trovarlo bello ristrutturato e pronto per accogliere i pellegrini. Fammi sapere!

Cartello stradale

Passato il cartello di Badia a Pozzeveri si percorre un pezzo sempre su asfalto, si supera la ferrovia e si arriva finalmente alla fine di questa tappa numero 28 ad Altopascio.

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ALTOPASCIO

Cartello stradale Altopascio

Dietro al borgo di Altopascio c’è un bellissimo giardino dove potete stendervi, rilassarvi e vedere la torre dell’orologio da lontano.

Il parco di Altopascio dove riposare

Altopascio è una delle prime località che s’incontrava nell’antichità dopo Lucca. Va ricordato che attorno all’anno mille la via Romea o Via Francigena in questo tratto era famosa soprattutto per le rapine dei briganti ed, oltre a ciò, il pellegrino doveva faticare a camminare su un sentiero simile ad una marea di fango. La città di Altopascio era infatti nata su un passaggio obbligato tra la palude di Fucecchio ed il lago di Sesto, oggi completamente scomparso perché bonificato. La città prese il nome, come risulta da un documento del 1056 negli archivi storici di Lucca dal rio Teupascio oggi scomparso.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
La piazza dentro al borgo di Altopascio

Verso la seconda metà dell’undicesimo secolo, fu fondata la Domus hospitalis Sancti Jacobi de Altopassu, cioè un ospedale per i pellegrini. La struttura venne ampliata e potenziata, protetta da mura con un’alta torre dotata di campana.

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Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Le mura di Altopascio trasformate oggi in abitazioni

Questa campana fungeva da faro guida per i pellegrini perché dopo il tramonto continuava a suonare per un’ora e se la notte era particolarmente buia e tenebrosa, sul terrazzo della torre veniva acceso anche un fuoco. Sul campanile si può vedere ancora oggi il simbolo del Tau, forse il simbolo della croce, il simbolo del picchetto dei manutentori dei ponti o forse una stampella ospedaliera. Molto più probabile la prima.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Targa sulla Torre Campanaria

Si racconta che dentro a questo ospitale bollisse sempre un gran pentolone di minestra che serviva per are da mangiare ai numerosi pellegrini. Troviamo una testimonianza di questo nel Boccaccio nella novella di frate Cipolla, non se l’avete mai letta. In questa novella viene descritto il cappuccio di Guccio Porco, il servo del protagonista, con questa frase: “il suo servo aveva un cappuccio sopra il quale c’era tanto untume che avrebbe condito il calderone di Altopascio!”. Non un esempio molto bello da immaginare.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
San Iacopo

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C’è anche una leggenda come in ogni città che si rispetti che dà il nome alla smarrita cioè alla Campana della Torre della città. Il nome, infatti, deriva dalla storia di una fanciulla che si era avventurata nella palude per poi non fare più ritorno a casa. Da allora ad ogni tramonto del sole, la campana di Altopascio suonava per richiamare la ragazza che non riuscì però mai a tornare a casa ma questo suono contribuì a salvare molti pellegrini che riuscivano ad orientarsi anche nel buio. Il suo nome la “smarrita” fu tale da far ribattezzare le altre campane della via Francigena come la seconda smarrita, la terza e così via. Lungo tutto il percorso.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
La Torre Campanaria vista dalla piazza interna

Mi sono dimenticato di dirvi dove ho fatto il Timbro sulla credenziale. L’ho fatto alla biblioteca salendo sulla ripida scalinata alla sinistra del municipio. Uno dei timbri più belli che ho sulla credenziale secondo me. Nel caso la biblioteca fosse chiusa esattamente sotto la torre campanaria c’è l’ufficio turistico e l’associazione culturale “I Pellegrini della Francigena“.

L’associazione i Pellegrini della Via Francigena

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DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE

Potrei darvi tantissime indicazioni su dove dormire e dove mangiare ma come sapere questi posti dove pernottare o dove fare ristoro sono in continua evoluzione e in continuo cambiamento. Ho trovato molti luoghi dopo Siena chiusi dopo la pandemia e che non hanno mai più riaperto. Per cui vi rimando direttamente al sito ufficiale in questa pagina dove terranno costantemente aggiornati gli ostelli, i ristoranti, gli alberghi e tanto altro. In questo modo sono sicuro di darvi informazioni aggiornate sempre e non rischiare di farvi perdere del tempo telefonando a strutture chiuse.

Ricordati di vedere anche il video di questa tappa della Via Francigena. Ti rimetto il video sotto e di sostenermi, con l’iscrizione ai miei vari social, Instagram o Youtube se hai trovato info utili e se ti è piaciuto qualcosa in generale. Ci metto passione, cuore e tempo libero. Grazie se vorrai sostenermi. Non perderti la prossima tappa!

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VIA FRANCIGENA TAPPA 29




ALTIMETRIA

Profilo altimetrico tappa 29 via francigena Altopascio San Miniato Toscana Altimetria
La tappa 29 della via Francigena da Altopascio a San Miniato




DATI TECNICI

💪 Difficoltà: Facile 🟢🟢🟢
📍 Partenza: Altopascio (Chiesa San Iacopo)
📍 Arrivo: San Miniato (Piazza Bonaparte)
🛣️ Distanza: 29,53 chilometri
⏱️ Tempo di percorrenza a piedi: 6.00 h
🚰 Quanta acqua portare: 1 litro
↗️ Dislivello in salita: 283 m
↘️ Dislivello in discesa: 173 m
⬆️ Quota massima: 130 m (San Miniato)
Strade pavimentate: 44%
Strade sterrate e carrarecce: 53%
Mulattiere e sentieri: 3%
🚴‍♂️ Ciclabilità: 100%
Come arrivare al punto di partenza: Linee FS Viareggio-Firenze, stazione Altopascio




PARTENZA DA ALTOPASCIO

Giusto il tempo di pranzare con dei panini che mi ero preparato in precedenza e riprendo il cammino non prima però di aver fatto scorta di acqua alla fontana in piazza Umberto Primo, dietro alla chiesa di San Rocco. Se volete dopo aver fatto scorta di liquidi potete prendervi un gelato alla gelateria che s’intravede sullo sfondo nell’immagine sotto. Ho deciso infatti di unire la tappa 28 della via Francigena alla prima metà della tappa 29.

La fontana in piazza ad Altopascio

Una volta usciti da Altopascio, finisce l’asfalto e il pezzo meno bello di questa mia via Francigena. Dopo aver attraversato una rotonda si arriva in un sentiero in terra battura e strada bianca.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
La strada dopo la rotonda fuori da Altopascio

Questo tratto è il primo sotto agli alberi che faccio dopo la partenza da Lucca. Finalmente sotto al piccolo bosco e finalmente lontano dai rumori delle auto e della città, ci voleva proprio.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Il tratto nel Bosco fino a Galleno

Questo bellissimo pezzo di strada mi fa uscire dalla provincia di Lucca, passando per Villa Campanile, la strada si alterna tra strada bianca e tratti sotto agli alberi. A Villa Campanile, in un piccolo parcheggio troverai una piccola fontanella.

La fine della provincia di Lucca

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Prima di arrivare a Galleno però trovo il ponte Agreppi sbarrato e chiuso. Niente panico però perché il piccolo ruscello che passa sotto si può attraversare facilmente. Spero onestamente che il ponte sia già stato sistemato una volta che ci passerai tu.

Il ponte Agreppi sbarrato

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GALLENO

La strada sotto al bosco sbuca alle porte di Galleno. Costeggerai prima il cimitero sulla sinistra, poi la Chiesa prima di arrivare all’incrocio di tre strade, dove dovrai proseguire sempre dritto, costeggiando la strada asfaltata. Attenzione che prima di uscire dal sentiero sulla sinistra trovate una targa con una poesia di Pascoli, in ricordo ai numerosi pellegrini transitati per la via Francigena durante il Giubileo nel 2000.

La targa con la Poesia di Pascoli

Il centro abitato di Galleno non offre particolari cose da vedere. Ci sono vari bar e ristoranti che potete sfruttare per mangiare o bere qualcosa. La strada come vi dicevo costeggia l’asfalto e per 1,5 chilometri si va a destra dopo una rotonda e si prosegue su sterrato.

La strada in uscita da Galleno

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BOSCO DELLE CERBAIE

Questo tratto è il più bello di tutta la tappa perché si attraversa il bosco delle Cerbaie. Qua entro in crisi perché faceva un caldo infernale e perché sostanzialmente ero da solo dall’inizio della tappa. Senza nessuno con cui parlare i chilometri passano lenti e quando arrivi ormai ad aver percorso quasi 33 chilometri in solitaria, se non hai qualcuno che ti trasmette un po’ di forza morale è dura. Unire la tappa 28 della Via Francigena alla prima metà della tappa 29 non è stata una grandissima idea. non ero nemmeno molto allenato.

Via Francigena Tappa 28 Lucca Altopascio azonzoconzazzu a zonzo con zazzu Gianluca Stefanelli Toscana
Un raro esemplare di Zazzu semi distrutto dal caldo e dai chilometri

Il percorso da qui è molto articolato ma ben indicato. Ci sono numerose deviazioni nelle piste forestali che troverete ma voi dovete sempre mantenervi in direzione sud-est fino a Poggio Adorno. Prima di Ponte a Cappiano la strada si alterna in un saliscendi tra asfalto e strada bianca.

La verità è che dovevo arrivare fino a Fucecchio, in modo da unire la tappa 28 della via Francigena alla 29 ma il dolore al piede mi ha spinto a non forzare e non compromettere le tappe successive. Avrei dovuto fare altri cinque chilometri. Nel caso vi succeda come a me ricordatevi che a Ponte a Cappiano c’è un bellissimo ostello proprio sul Ponte che vedete in foto sopra. Anche qui a Ponte a Cappiano ci sono numerosi posti dove comprare da bere e mangiare. Basta guardarsi un po’ attorno il paese è piccolo.

La storia di ponte a Cappiano

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PONTE A CAPPIANO

Ponte a Cappiano è un piccolo paese ma molto carino. Il suo ponte pensate donato da Cosimo Primo dei Medici ha avuto un impatto notevole per l’economia della zona nel medioevo. Quando attraverserai il ponte troverai la bellissima targa commemorativa.

L’esistenza del ponte è invece documentata a partire dal primo Medioevo: era gestito dagli Ospitalieri di Altopascio e su di esso transitava l’antica Via Francigena. Nell’itinerario di Sigerico, l’Arcivescovo di Canterbury, la località era allora definita Acqua Nigra, molto probabilmente a causa dell’acqua scura del canale Usciana, allora detto Gusciana, emissario del Padule di Fucecchio. Persino Leonardo da Vinci, nel suo codice Windsor, raffigura il ponte con le strutture difensive esistenti all’epoca. Stai attraversando un piccolo ponte in un paesino piccolo ma dalla storia enorme.

La sosta del Pellegrino, in attesa del Babbo

Trovo una bellissima panchina proprio con vista sul canale e di lato al Ponte Mediceo. La targa diceva “La sosta del Pellegrino“. Quale miglior posto per riposare in attesa che il babbo arrivi a prendermi. Fermarmi quì è stata una grande idea, dopo aver fatto tutta la tappa 28 della via Francigena non sarei riuscito a prolungare la tappa 29 fino a Fucecchio.

La mia prima giornata sulla Via Francigena finisce qua a Ponte a Cappiano con 18,5 chilometri della tappa 28 e quasi metà dei chilometri della tappa 29. In molti non consigliano di fare questo tratto ma di iniziare a San Miniato. Onestamente non sono d’accordo. Sì, è vero ci sono numerosi pezzi su asfalto ma Altopascio, ad esempio, è un borgo da vedere e lo stesso vale per Ponte a Cappiano. Per cui se sei indeciso se fare o meno questo pezzo, il mio consiglio è fallo! Non dare retta alle guide, anche quelle ufficiali, che snobbano il percorso di questa tappa. Prenditi ogni tappa della via Francigena e vivitela a pieno senza dare retta agli altri. Ci sono notevoli interessi economici dietro alle soste indicate sulle guide che nemmeno hai idea.

Zazzu distrutto 😀

Se ti stai chiedendo perché sto rientrando a casa e perché non ho dormito fuori, la risposta è che era il due giugno. Festa nazionale italiana. Quasi tutti bar erano chiusi e pure i ristoranti. La toscana in quel periodo era ancora in zona Gialla. La pandemia era ancora in corso ed ho preferito tornarmene a casa. La mia casa dista da Ponte a Cappiano solo 35 minuti di macchina. Forse se avessi trovato qualcuno sul cammino avrei magari proseguito e sarei arrivato forse fino a Fucecchio o San Miniato e dormito assieme a loro. Chi può saperlo. A questo giro è andata così.

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TAPPA 30 ➡️




DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE

Potrei darvi tantissime indicazioni su dove dormire e dove mangiare ma come sapere questi posti dove pernottare o dove fare ristoro sono in continua evoluzione e in continuo cambiamento. Ho trovato molti luoghi dopo Siena chiusi dopo la pandemia e che non hanno mai più riaperto. Per cui vi rimando direttamente al sito ufficiale in questa pagina dove terranno costantemente aggiornati gli ostelli, i ristoranti, gli alberghi e tanto altro. In questo modo sono sicuro di darvi informazioni aggiornate sempre e non rischiare di farvi perdere del tempo telefonando a strutture chiuse.

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HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO


Buongiorno ragazzi e benvenuti in questo mio nuovo articolo. Oggi vi racconto la mia esperienza di viaggio come pellegrino sulla Via Francigena, cammino iniziato a Lucca e concluso a Roma.

VAI ALLE TAPPE DELLA VIA FRANCIGNEA



INDICE

Via Francigena Toscana



LA STORIA DELLA VIA FRANCIGENA

La Francigena non era propriamente una via, quanto piuttosto un fascio di vie, un sistema viario con molte alternative. Per questo anche oggi ci sono tantissime varianti che si possono fare per raggiungere comunque Roma. All’inizio si chiamava Via di Monte Bardone per via dell’antico nome del passo della Cisa, divenne poi Via Francigena ovvero strada originata dalla Francia. 

I primi documenti d’archivio che citano l’esistenza della Via Francigena, risalgono al nono secolo. Si riferiscono ad un tratto di strada nell’agro di Chiusi, in provincia di Siena. Il nome Via Francigena è attestato per la prima volta nell’Actum Clusio, una pergamena risalente all’876 conservata nell’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata. A sud di Roma la via Francigena è attestata per la prima volta a Troia, sulla via Appia Traiana, nel Privilegium Baiulorum Imperialium del 1024.

Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell’apostolo Pietro, era nel Medioevo una delle tre peregrinationes maiores, insieme alla Terra Santa ed a Santiago di Compostela. Per questo l’Italia era percorsa continuamente da pellegrini d’ogni parte d’Europa. Molti si fermavano a Roma, gli altri scendevano lungo la penisola fino al porto di Brindisi e da lì s’imbarcavano per la Terra Santa.

Sigerico Via Francigena

Al decimo secolo risale la prima descrizione del percorso. Questa descrizione la troviamo in un diario datato 990, in cui il vescovo Sigerico descrisse le tappe del suo pellegrinaggio a Roma. Il diario di Sigerico è una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione in epoca medioevale. Ovviamente esistevano molteplici alternative che formavano una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino poteva percorrere. Queste strade alternative variavano in base alla stagione, alla situazione politica del territoro attraversato o alle credenze religiose legate alle reliquie dei Santi.
Al suo ritorno verso l’Inghilterra il Vescovo Sigerico segnò nel suo diario le 79 tappe del suo viaggio. Ecco perché ancora oggi si parla della via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico.

Diario di Sigerico Via Francigena

La Via Francigena diventò un cammino molto frequentato ed in seguito fu fondamentale per la realizzazione dell’unità culturale dell’Europa medievale. Si trasformò successivamente in un percorso commerciale per spezie e sete che i mercanti portavano dall’Oriente verso i mercati nord europei, passando per l’Italia. Con l’intensificarsi dei commerci nei secoli successivi, la Via Francigena perse la sua unicità e cambiò il nome in via Romea. Un modo per descrivere meglio il pellegrinaggio che non termina a Roma ma alla Tomba di Pietro dentro l’omonima Basilica.

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LA VIA FRANCIGENA OGGI

Percorrere la Via Francigena ai tempi di Sigerico rappresentava un atto di fede, di penitenza e di purificazione. Un viaggio che esponeva il viandante ad ogni tipo pericolo conosciuto all’epoca. L’uomo che decideva di percorrere la Via Francigena, in pratica, si consegnava nelle mani di Dio. La necessità di prestare soccorso e cura ai pellegrini, fece sorgere città come Altopascio, San Gimignano e tanti altri piccoli borghi medievali. Tutti paesi nati e cresciuti grazie al passaggio della Via Francigena, quindi grazie ai pellegrini ed alle merci che vi transitavano.

Oggi la Via Francigena è tornata di moda grazie anche alla valorizzazione da parte delle istituzioni europee. Dal 1994 infatti queste istituzioni l’hanno dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” ed in qualche modo stanno cercando di creare una sorta di cammino di Santiago Italiano.

La Via Francigena oggi è diventata un sentiero da fare in bici o a piedi. Percorrerla oggi significa riscoprire la storia, le tradizioni ed il folclore del territorio con un passo lento. L’antica via della fede rappresenta per i pellegrini moderni, un viaggio alle origini della cultura italiana ed europea. Un modo per ripercorrere anche le orme dei nostri antenati medievali. Questi sentieri sono ideali per gli amanti della natura, dell’attività sportiva o semplicemente per chi vuole ricercare la propria fede o spiritualità di quasiasi genere. In cammino si portano poche cose, pochi oggetti perché pesano sulle nostre spalle. Un po’ come nella vita di tutti giorni bisogna, dove dobbiamo alleggerirci dai problemi e dai pesi eccessivi, per proseguire meglio il nostro cammino.

Personalmente posso dire che in questo cammino ho ricevuto molto più di quello che ho dato agli altri. Perché nei cammini ci si aiuta e consola a vicenda. La sera si condividono le fatiche e le esperienze del giorno, con persone che fino al giorno prima non conoscevi. Persone che sono disposte a camminare accanto a te anche se sei sudato e puzzolente e che sanno sempre accoglietri con un sorriso. Per questo dico che si riceve molto più di quanto si riesce a trasmettere.

Nel 2021 è stato il ventesimo anniversario dalla fondazione dell’associazione europea delle Vie Francigene. Associazione nata nel 2001 per promuovere lo sviluppo e la valorizzazione di un itinerario con più di 1000 anni di storia. Un percorso di 3000 chilometri che separa Roma da Canterbury, ricco di tradizioni e cultura. Un cammino bellissimo immerso nella natura attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia e città del Vaticano. Trovate altre info sul sito ufficiale qui https://www.viefrancigene.org/it/ e che vi invito a consultare sempre prima di mettervi in cammino. In questo modo sarete aggiornati in tempo reale sullo stato di ogni percorso che dovrete fare.

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LA CREDENZIALE DELLA VIA FRANCIGENA

La Credenziale, o “passaporto del pellegrino”, è il documento necessario a chi si mette in cammino o al ciclista che consente di avere accesso alle strutture di accoglienza lungo la Via Francigena con molte agevolazioni e vantaggi rispetto ad un normale turista. Ad esempio:
– accesso ad ostelli ed alloggi in chiese e monasteria ad un costo molto basso (dai 10 ai 25 euro);
– sconti nei musei convenzionati;
– sconti su bar e ristoranti convenzionati che trovarei lungo il percorso della Via Francigena;
– se per raggiungere la città di partenza o per fare ritorno a casa viaggerai con Trenitalia o Trenord avrai uno sconto del 10% sul prezzo del biglietto regionale nelle tratte abilitate. Per più info consulta la pagina dedicata all’offerta e il suo regolamento. 

Via Francigena Toscana Lazio

La credenziale costa 5 euro e puoi fartela spedire a casa ordinandola anche qui sul sito o pagarli in contanti nei punti di distribuzione elencati qui. Qui a Lucca ad esempio con la credenziale posso entrare gratuitamente nella cattedrale di San Martino.

N.B. La vendita delle credenziali sostiene le attività dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e delle associazioni amiche della Via Francigena. Clicca sulla frase precedente per aprire il pdf.

I timbri della Via Francigena

Lungo il percorso della Via Francigena , il pellegrino potrà apporre un timbro sopra la credenziale presso ogni uffici turistici, presso le parrocchie o altre strutture ricettive. Come avviene anche lungo il cammino di Santiago.

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IL TESTIMONIUM DELLA VIA FRANCIGENA

Per chi percorre gli ultimi 100 km a piedi o 200 km in bicicletta, la Credenziale consente di ricevere il Testimonium, cioè la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio. Puoi ritirarla al Vaticano, dentro la Basilica di San Pietro, si deve fare la classica coda per fare l’ingresso con il consueto controllo degli zaini. Una volta lasciati gli zaini al guardaroba, potrete andare dentro alla sacrestia e ritirare la pergamena che attesta l’esito del vostro cammino. Vi faranno ovviamente il timbro, l’ultimo o il primo a seconda di come volete iniziare il percorso.

Ti ricordo che oltre a leggere le varie guide sui percorsi e cose da vedere è buona norma consultare il Codice Etico del Pellegrino relativo al cammino della Via Francigena.

La credenziale della Via Francigena
il testimonium




IL PERCORSO DELLA VIA FRANCIGENA

Le principali tappe della Via Francigena sono quattro e ogni tappa prende nome dallo Stato europeo che attraversa. Di seguito i dettagli.




VIA FRANCIGENA INGLESE 🇬🇧

La tappa inglese è il tratto più breve ed è anche il punto di partenza del cammino che Sigerico iniziò di fronte alla Cattedrale di Canterbury.  




VIA FRANCIENA FRANCESE 🇫🇷

Il tratto francese della Via Francigena si estende per circa 960 km, dal Canale della Manica fino a sud, al confine svizzero.

Il percorso della Via Francigena




VIA FRANCIGENA SVIZZERA 🇨🇭

Il tratto svizzero, di 200 km, è un insieme di tappe che attraversano meravigliosi paesaggi partendo dai Monti della Giura fino al passo del Gran San Bernardo.




VIA FRANCIGENA ITALIANA 🇮🇹

Infine, il tratto italiano misura 1020 km e attraversa le regioni della Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Toscana e Lazio. Ed io per ora ne ho percorsi quasi la metà: circa 450.




LA SEGNALETICA DELLA VIA FRANCIGENA

Dopo la riscoperta, avvenuta negli anni settanta, del Cammino di Santiago, ci si rese conto che anche in Italia esisteva un simile percorso di pellegrinaggio, la Via Francigena. Com’era successo per il cammino spagnolo, anche il percorso della Francigena giaceva in parte sotto l’asfalto delle autostrade e delle statali che, col tempo, avevano ricalcato il tracciato di quelle che già erano state le strade principali del Medioevo e dell’età romana.

L’interesse, dapprima limitato agli studiosi, poi estesosi a molti che, dopo aver percorso il Cammino di Santiago, desideravano arrivare a Roma a piedi e poi a Gerusalemme (utilizzando le rotte navali pugliesi), ha fatto nascere una rete di “amanti della Francigena” che, con vernice e pennello, hanno cominciato a segnare sentieri e percorsi.

Ove possibile, si è cercato di recuperare il tracciato del cammino originario, ma a volte si è scelto di deviare dal percorso storico in favore di sentieri e strade meno trafficate.

La segnaletica della Via Francigena
I cartelli della Via Francigena

La segnaletica orizzontale o intermedia è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso (detto anche bandierina e che contiene il numero del sentiero) posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso.

Per la mia esperienza personale ho trovato la segnaletica molto bene fatta e facile da seguire.

Se hai domande o dubbi in merito a qualcosa non esitare a contattarmi tramite i miei canali social qui sotto. Ciao!



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VIA DEGLI DEI

La Via degli Dei oggi è una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino. Moltissimi amanti del trekking e della mountain bike percorrono questo tratto che collega Bologna a Firenze gustando a pieno la sua bellezza unica tra natura e storia.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Si chiama Via Degli Dei perché lungo il percorso che faremo a piedi, attraversando tutto l’appennino passando dal passo della Futa, incontreremo montagne e luoghi con nomi di divinità pagane come ad esempio il Monte Adone, Monzuno che significa monte di Giunone, Monte Venere e Monte Luario (la dea Lua).

L’intera traversata da Bologna a Firenze non presenta grandi difficoltà. Si può compiere in quattro o sei giorni a piedi (a seconda del tuo allenamento) oppure in due o tre giorni in bicicletta.
È possibile percorrere anche solo alcune tratte della Via degli Dei, o personalizzarle come meglio credi in modo da costruirti un tuo percorso personalizzato.





INDICE



LA STORIA DELLA VIA DEGLI DEI

Il cammino dei CAI (comitato alpino italiano) che collega Bologna a Firenze sul crinale tra Setta e Savena, era una strada antica che congiungeva Fiesole con Felsina. Serviva soprattutto per sviluppare i traffici e favorire il dominio sulla Pianura Padanagli degli Etruschi che la percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.).

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Successivamente i Romani, dopo aver fondato la colonia “Bononia” (l’attuale Bologna) nel 189 a.C. sui resti dell’antica Felsina, dovevano garantire un collegamento rapido tra Arezzo e Roma attraverso gli Appennini. Il console Caio Flaminio sull’antico tracciato Etrusco costruì nel 187 a.C. una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare.

L’itinerario è antichissimo. Da qui passarono gli Etruschi, i Liguri, i Galli, i Romani ed altri nomi famosi come Dante, Goethe, Casanova, Stendhal. Nel Medioevo il tracciato aveva nomi diversi: via mulattiera per Monzuno, via di Barberino e moti altri a seconda della meta che si voleva indicare.

Fino al Medioevo rimase un’abitudine percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, molto agevole che permetteva di attraversare tutto il tratto Appenninico. Il lastricato romano cadde in disuso e venne sommerso dalla vegetazione. Venne sostituito da un semplice sentiero o una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata molto speso dai pellegrini che avevano necessità di percorrere questo cammino.

Alla fine degli anni ’80 del ‘900, il percorso venne ritrovato e riportato alla luce da un gruppo di escursionisti bolognesi, evidenziando questi antichi tracciati tra Monte Bastione e Monte di Fo’, costeggiando alcuni tratti di strada basolata romana

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IL PERCORSO DELLA VIA DEGLI DEI

Solitamente si parte da Bologna, che è una città ricca di tesori nascosti, iniziando a camminare sotto ai portici di San Luca con i suoi archi, che un tempo proteggevano i pellegrini ed i viaggiatori fino al Santuario di San Luca. Si scende poi dai Bregoli (Casalecchio di Reno) e, percorrendo il Reno, si arriva a Sasso Marconi, dove sono presenti luoghi che nascondono veri e propri tesori (l’acquedotto romano, l’oasi di San Gherardo, il Ponte di Vizzano…).

Il percorso poi continua per raggiungere l’area protetta del Contrafforte Pliocenico con i suoi fossili e la sua particolare vegetazione e se le gambe ancora vi reggono potete raggiungere il monte Adone. In alternativa potete farlo la mattina seguente come ho fatto io.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Il cammino riprende verso Monzuno e poi verso Madonna dei Fornelli, città rinata grazie alla Via degli Dei. Dopo Madonna dei Fornelli si incontrano molteplici tratti della strada romana Flaminia Militare, il più grande cimitero tedesco in Italia (con 30.000 caduti della Seconda Guerra Mondiale) sul Passo della Futa ed immensi prati verdi che si alternano a boschi diversi uno dall’altro.

Arrivati in Toscana, Sant’Agata con i suoi musei di arte sacra e di arte contadina, la lunga strada porta poi a San Piero a Sieve e a diversi luoghi suggestivi e nascosti come il convento Bosco ai Frati, uno dei più antichi della Toscana, il Castello del Trebbio, amato da Lorenzo il Magnifico ed abitato persino da Amerigo Vespucci ed infine il convento di Monte Senario, prima di scendere di nuovo verso Fiesole e poi Firenze

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LA SEGNALETICA DELLA VIA DEGLI DEI

Il Club Alpino Italiano, fra il 1990 e il 1996, ha tentato di definire gli standard cui attenersi.
La segnaletica principale è detta anche verticale o segnavia ed è generalmente costituita dalle tabelle poste all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti che contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero.

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La segnaletica orizzontale o intermedia è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso (detto anche bandierina e che contiene il numero del sentiero) posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso.

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PRIMA TAPPA

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Se già mi seguivi dallo scorso anno, saprai che ho fatto un super viaggio sulla ferrovia più lunga del mondo ovvero la Transiberiana attraversando Russia Mongolia e Cina, terminato proprio alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Qui sotto un episodio della serie che trovi sul mio canale Youtube.

Tornare alla stazione di Firenze mi ha fatto un effetto strano. Per la prima volta sono tornato a prendere il treno dopo il Covid. Ogni volta che mi trovo a salire su un treno è inevitabile che la testa cada lì su quel viaggio pazzesco.

Il compagno di questa avventura sarà mio padre. Se non avete visto l’espisodio del primo giorno andate a vederlo e poi proseguite a leggere sotto.

Se ti stai chiedendo se ci siamo allenati per fare questo viaggio da Bologna a Firenze a piedi, la risposta è sì, io ero già in grado di correre 15 chilometri con facilità senza mai fermarmi in circa 1 ora e 25 minuti. Mio padre che è del 1957, due mesi prima di partire, si faceva quasi due ore di camminata un giorno sì e l’altro no. Questo giusto per farvi rendere l’idea e mettervi in guardia di fronte ad un percorso di trekking molto lungo e abbastanza difficile.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Da Piazza Medaglie d’Oro proprio di fronte alla stazione di Bologna, imboccando Via indipendenza, arriviamo in Piazza Maggiore. Ci fermiamo qui su questa piazza perché nella basilica di San Petronio possiamo acquistare la credenziale ovvero il passaporto del viaggiatore su cui poter far applicare i timbri di ogni struttura convenzionata che troveremo lungo il percorso. In questo modo si ha la prova ufficiale del cammino compiuto. Il costo nel 2020 è di 3 euro. Non ho idea se aumenterà o meno negli anni successivi.

Una volta terminato e timbrato questo cartoncino, basterà mandare la foto ad un numero Whatsapp con sopra almeno 5 timbri di strutture convenzionate per ricevere il gadget omaggio ufficiale della Via degli Dei. In alternativa alla Basilica che apre alle 8:30 c’è anche il welcome center davanti alla piazza che però apre alle 10. A questo link trovate tutte le info sul sito ufficiale del cammino su tutti i punti vendita e tutti gli orari di apertura e chiusura.

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Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una volta fatta la credenziale, direzione San Luca!

Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. È lungo pensate ben 3796 metri ed è il portico più lungo al mondo. Conta 15 cappelle e 666 archi. Sul numero reale degli archi si è aperto un grosso dibattito nel corso degli anni anche perché l’ultimo arco riporta la numerazione 658. Ma un sacerdote nell’Ottocento ne contò 666 e da allora a molte persone, specie quelle amanti dell’esoterismo piace raccontarla così. Questo numero 666, definito diabolico o della bestia rappresenterebbe l’iconografica del serpente cioè il diavolo tentatore sconfitto e schiacciato dalla madonna sotto al calcagno. Il portico, infatti, finisce proprio ai piedi del santuario.

Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell’altare per poi riscendere alla sua sinistra.

Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell'altare per poi riscendere alla sua sinistra. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici
Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell'altare per poi ricendere alla sua sinistra. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

L’icona della madonna di San Luca raffigura una madonna col bambino, secondo la classica iconografia orientale di tipo odigitria. Vi starete chiedendo che cosa c’entra la Madonna di San Luca con la via degli Dei? Il termine odigitria dal greco bizantino significa “colei che conduce, che guida ed indica la via” e proprio per questo è considerata la madonna dei viaggiatori e dei pellegrini che si fermavano e facevano sosta per ricevere la benedizione per il loro cammino.

Questo tipo di raffigurazione della Vergine Maria è un aspetto che la religione cristiana e quella ortodossa hanno in comune ed infatti mi ha ricordato l’icona della Madonna di Kazan che si trova a San Pietroburgo nella cattedrale di Kazan, anch’essa è una variante dell’iconografia odigitria diffusa nell’arte bizantina e russa del periodo medievale.

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Fuori dal Santuario c’è una fontanella che può essere usata per bere. Noi però siamo belli carichi di acqua e facciamo solo un riabbocco. Ripartiamo direzione parco Talon o parco della chiusa.

La strada inizia a scendere ed è qui che sentirai i primi dolori alle ginocchia. Il tratto dopo il santuario prosegue per 300 m sulla strada asfaltata e poi sulla destra si prende la Via de’ Brègoli (CAI 112A) che conduce al Parco Talon attraverso un bel bosco alberato. Proprio all’inizio del percorso, finita la strada sterrata, incontrate un bivio: entrambe le direzioni vanno bene ma il sentiero di destra è più breve e più ripido (meglio evitarlo in caso di pioggia).

Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Proseguendo in direzione Sasso Marconi si raggiunge l’Oasi Naturalistica di San Gherardo. L’Oasi nasce dal recupero di una cava nei pressi di Palazzo de’ Rossi e oggi è un luogo di tutela e di conservazione della flora e della fauna locale. Offre la possibilità di praticare birdwatching, trekking e Nordic Walking e di approfondire la conoscenza degli aspetti geologici e morfologici del territorio.

Superate l’Oasi Naturalistica di San Gherardo e arrivate alla strada asfaltata. Continuate sempre dritto fino ad arrivare al bivio Sasso/Pontecchio e prendete verso Sasso. Risalite per Via Vizzano.

Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD. Si deve proseguire lungo il CAI 122 che svolta secco a sinistra poco prima del quadrivio de la Commenda. (se arrivate lì tornate indietro di 50 metri).

Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Si arriva in via delle Orchidee e si svolta a destra sulla Provinciale di Badolo. Qui potete decidere in base a come vi sentite se proseguire per Brento (altri 4 chilometri con un ‘ora e mezzo di cammino) oppure arrivare a Badolo (1,5 chilometri).

Io ho deciso di proseguire per Brento, se volete arrivare fino alla cima del monte adone seguite il sentiero CAI 110 Monte Adone, in alternativa se si è molto stanchi si può tagliare Monte Adone proseguendo per il sentiero diretto per Brento su cui non è segnalato il numero. Noi decidiamo di proseguire per Brento e pernottare al circolo sportivo Monte Adone. (solitamente c’è sempre posto e non è necessario chiamare, non rispondono mai!) Con circa 5 euro potete sfruttare le docce dell’impianto sportivo e stare gratis con la tenda. Non dimenticate di farti fare il terzo timbro sulla credenziale. Sotto il punto esatto su maps.

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Ovviamente l’arrivo della prima giornata sarà quello più duro di tutti. Fidatevi. Sarete distrutti ma non dovete arrendervi perché il riposo sarà l’unica medicina ai vostri dolori (scherzavo! se avete un antidolorifico prendetelo!!!).

Dopo una bella doccia che toglie via sudore, odori e stanchezza, io e mio padre abbiamo deciso di andare a cena al ristorante che si trova sopra al circolo, perché volevamo ricaricare le batterie per avere benzina il giorno seguente. Sotto il punto su maps.

La cosa fondamentale di questo cammino e mangiare bene e mangiare spesso lungo il percorso e soprattutto a cena. Anche se non avete fame mangiatevi delle noci, mandorle, altra frutta secca oppure dei frutti e bevete spesso per poi abbuffarvi la sera. Almeno con me ha funzionato.
Quindi prima tappa finita sotto riepilogo dati e costi.



Dati Prima Tappa

Lunghezza: 33.80 km  
Dislivello: +1017 m; -1015 m  
Tempo: 10.30 h

La prima tappa è quella meno tecnica, presenta alcune salite importanti abbastanza ripidi, quindi conviene affrontarli lentamente, soprattutto se non si è molto allenati. Nei periodi caldi è necessario portarsi una buona riserva di acqua, perché soprattutto dopo Sasso Marconi ci sono parecchi settori in mezzo al bosco senza accesso all’acqua.  Agosto non è il periodo migliore per farla ma secondo me a maggio giugno è la scelta migliore.

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Riepilogo costi prima tappa

3,60 euro Colazione in piazza maggiore;
3,00 euro Credenziale;
4,25 euro Pranzo con un panino;
5,00 euro per doccia negli impianti sportivi;
19,50 Cena Trattoria;
TOTALE PRIMA TAPPA 35,35 euro

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SECONDA TAPPA

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La mattina presto, dopo aver fatto colazione con del cibo che avevamo nello zaino e bevuto del succo d’arancio (io non bevo mai caffè la mattina), ho presto il sentiero che costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone per arrivare fin sopra la cima alla croce.

Ci vogliono circa 30 minuti per arrivare in alto a passo spedito. Io avevo lasciato lo zaino pesante al circolo sportivo, in modo da andare su leggero come una piuma. Se però decidete di andare su con lo zaino ovviamente ci metterete molto di più di 30 minuti.

Il monte Adone è una montagna alta 654,44 metri sul livello del mare che fa parte dell’Appennino bolognese. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il monte Adone è una montagna alta 654,44 metri sul livello del mare che fa parte dell’Appennino bolognese. Siamo nell’estrema parte sud-orientale del territorio comunale di Sasso Marconi. La vetta del monte Adone si raggiungibile facilmente dall’abitato di Brento, una frazione del comune di Monzuno, che sorge sulle sue pendici orientali; su di essa sono situate alcune attrazioni naturalistiche e panoramiche come le due Grotte delle Fate, la Grotticella e il Cunicolo Pozzo.

Questa specie di bastione naturale era una delle ultime linee difensive della Linea Gotica cioè il sistema difensivo progettato dai tedeschi per mantenere il controllo della Pianura Padana, dopo lo sbarco degli Americani in Sicilia. Questa linea difensiva si estendeva da Massa Carrara fino a Pesaro. Il 18 aprile 1945 la 91° Divisione dell’esercito americano conquistò l’avamposto di Monte Adone, aprendo così la porta d’ingresso per entrare a Bologna.

Ridiscendo poi verso Brento, recupero gli zaini ed il babbo e riparto seguendo un lungo tratto di strada asfaltata che raggiunge prima Monterumici e poi Monzuno.

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In questo tratto non c’è molto da dire, è esposto sull’asfalto e come avrete visto dai video mi sono fermato ai vigili del fuoco in località i Tre Fasci, sulla panchina per rifiatare per il grande caldo.

Monzuno Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Arrivato a Monzuno dopo un bel tratto in salita sempre su asfalto mi fermo al market Crai per farmi fare il quarto timbro e comprare il pranzo.

Io e mio padre ci fermiamo sulla piazzetta a lato, mangiamo e ci rilassiamo quasi un’ora e mezza.

Ripartiamo da Monzuno su strada asfaltata in direzione Madonna dei Fornelli si supera il bivio per Loiano e al campo sportivo,  si svolta a destra imboccando una larga carrareccia in salita. Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD fino a Monte venere, con i suoi 627 metri sul livello del mare.

Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD fino a Monte venere, con i suoi  627 metri sul livello del mare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare e poi su sterrata si giunge a Madonna dei Fornelli (3 ore circa da Monzuno).

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Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Poco prima di entrare in paese si trova il piccolo borgo di Fornello e pare fosse questo il primo centro abitato risalente al 14 esimo secolo.

Madonna dei Fornelli è situato a 739 metri sul livello del mare ed è una frazione del comune di San Benedetto val di Sambro, nell’appennino bolognese. Il termine fornelli si riferisce probabilmente alla presenza di carbonai che accendevano nei boschi qua attorno piccoli fuochi per bruciare lentamente la legna ed ottenere così il carbone.

Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il nome Madonna invece fa riferimento alla devozione per Madonna a cui fu eretto un santuario in ringraziamento per la fine della peste. Il santuario è conosciuto anche come Chiesa della madonna della neve a causa di una leggenda che parla appunto di una nevicata nel mese di agosto e la scelta appunto di edificare una chiesa in questo punto da consacrare a Maria. Le prime testimonianze parlano del 1630 come anni di edificazione di questo santuario.

Arrivo così all’Albergo Ristorante Poli, qui pianteremo la tenda per passare la seconda notte e per farci fare il quinto timbro sulla nostra credenziale (dopo quello di Piazza Maggiore, San Luca, Circolo Sportivo Monte Adone e Crai Monzuno).

Ceniamo al Ristorante dell’hotel con una piazza ed una bibita. La giornata è stata meno dura rispetto al primo giorno. Sotto il riepilogo dei chilometri e dei costi.

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Dati Seconda Tappa

Lunghezza: 22.73 km  
Dislivello: +1251metri ; -996 metri
Altitudine Massima 936 metri
Altitudine Minima 397 metri  
Tempo: 8.30 h

In generale, questa tappa inizia a presentare qualche salita più tecnica e qualche passaggio di sentiero più impegnativo in mezzo al bosco, anche se non ci sono ancora tratti molto difficili. La salita verso il Poggio monte Venere è abbastanza impegnativa ma comunque non presenta pericoli o tratti con poca aderenza. Il percorso prevede comunque un dislivello in salita di 1600 metri, di cui alcuni in sterrato, quindi, un buon allenamento è comunque necessario.

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Riepilogo costi seconda tappa

5,00 euro Colazione in piazza maggiore;
posto tenda gratis
doccia gratis
9,00 euro Cena al ristorante Poli;
TOTALE SECONDA TAPPA 14,00 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 49,35 euro

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TERZA TAPPA

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Smontiamo la tenda, facciamo colazione al ristorante albero Poli e passiamo a ritirare i panini che abbiamo prenotato la mattina precedente al market accanto all’hotel.

La terza tappa è senz’altro una delle più tecniche ed impegnative, si sviluppa infatti dentro i boschi e nella parte più impervia del percorso, con molti tratti ripidi e discese difficili.
A seconda del periodo è possibile incontrare tanto fango, quindi buona parte delle salite diventa molto più faticosa e alcune discese possono presentare passaggi scivolosi e pericolosi.

La partenza da Madonna dei Fornelli incontra subito un sentiero molto ripido, che si può bypassare facendo una parte di strada asfaltate.

Proseguiamo fino al borgo La Bonacca, salendo fino alla Pedrosa ed alla cima del monte dei Cucchi che fa sempre parte dell’appennino Bolognese nel comune di San Benedetto val di Sambro da cui appunto nasce il torrente Sambro uno dei più importanti affluenti del fiume setta. Siamo a circa 1138 metri sul livello del mare.

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Poco prima di pian di Balestra ho incontrato dei ragazzini che vendevano piccoli snack, caffè, aranciate a piccoli prezzi e volendo applicavano anche il timbro di Pian Di Balestra. Se volete fermatevi, sono bravi ragazzi e lavorano per farsi la paghetta settimanale.

Si arriva quindi a Pian di Balestra per poi proseguire in territorio toscano superando il confine segnalato dalla sua famosa pietra. Vedi immagine sotto.

Poco prima del confine si può fare rifornimento alla fontanella perché fino alla fine della tappa non troverete più fontanelle. Da questo luogo sono state prelevate le pietre per la costruzione della strada attorno al 187 a.C.

Poco prima del confine si può fare rifornimento alla fontanella perché fino alla fine della tappa non troverete più fontanelle. Da questo luogo sono state prelevate le pietre per la costruzione della strada attorno al 187 a.C. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Subito dopo il confine, in territorio toscano c’è la vetta del monte Bastione con i suoi 1190 metri e del monte Luario a 1140 metri sul livello del mare.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o seconda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o seconda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Monte bastione ospita il tratto più suggestivo della flaminia militare. Undici chilometri di una strada perfettamente conservata che ci conducono in un pellegrinaggio unico tra natura e storia. Il tratto fu scoperto per la prima volta il 25 agosto del 1979 da Cesare Agostini e Franco Santi portando alla luce il primo tratto di basolato romano.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o seconda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

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Dopo l’arrivo in toscana inizia la piccola discesa fino ai 900 metri del Passo della Futa che durante la Seconda Guerra Mondiale, faceva parte della linea Gotica.
Proseguendo per il sentiero si incontrano nuovamente tratti di Flaminia Militare, di cui uno ben conservato e protetto da una sorta di recinto di legno. Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere.

Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Questo tratto è davvero spettacolare. Andate avanti in linea retta seguendo sempre le indicazioni per la Futa fino ad arrivare dopo poco alla strada asfaltata che da Pian del Voglio porta al Passo della Futa, SS 65.

Dopo questo bellissimo tratto di discesa arriviamo al Camping la Futa, dove piantiamo la tenda. Nel costo del posto tenda è presente anche la possibilità di fare il bagno in piscina ed usufruire di docce e bagni. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Dopo questo bellissimo tratto di discesa arriviamo al Camping la Futa, dove piantiamo la tenda. Nel costo del posto tenda è presente anche la possibilità di fare il bagno in piscina ed usufruire di docce e bagni.

Ed è proprio qui che io decido di lavare i miei vestiti con la mia borsa sacca SCRUBBA. Se non sai di che cosa si tratta ti consiglio di vedere il mio filmato sotto.

Qui sotto ho fatto anche un post dettagliato che spiega come usarla.

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Abbiamo infine cenato al Ristorante del Camping. Sotto i dettagli del percorso e di spesa.



Dati Terza Tappa

Lunghezza: 15.95 km  
Dislivello: +683metri ; -530 metri
Altitudine Massima 1191 metri
Altitudine Minima 799 metri  
Tempo: 5.50 h

Questa tappa ha un dislivello in salita di 700 metri, che in valore assoluto non sarebbe eccessivo, ma su passaggi così tecnici a parte in estate sono fangosi e quindi un buon allenamento è comunque necessario. È una delle tappe più brevi, sono solo 16 chilometri, quindi, avendo una giornata a disposizione li può percorrere chiunque, seppur facendo alcune soste.
Ci sono alcuni passaggi abbastanza ripidi, quindi conviene affrontarli lentamente, soprattutto se non si è molto allenati. Nei periodi caldo è necessario portarsi una buona riserva di acqua, perché ci sono parecchi settori in mezzo al bosco senza accesso all’acqua.

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Riepilogo costi terza tappa

2,25 euro Colazione Hotel Poli;
6,50 Panini al market;
29,00 euro posto tenda al Camping la Futa;
15,00 euro Cena Campeggio;
TOTALE TERZA TAPPA 53,00 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 102,35 euro




QUARTA TAPPA

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Colazione e partenza presto come ormai siamo abituati qui sulla Via Degli Dei.
Anche il passo della Futa, dove siamo adesso, faceva parte della linea Gotica, quella linea difensiva di cui vi ho già parlato su monte Adone. Qui durante la seconda guerra mondiale erano presenti numerosissime postazioni difensive costruite dai tedeschi ma furono abbandonate dopo lo sfondamento da parte degli alleati nel settembre del 1944.

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone.

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

La storia e questi luoghi servono per ricordarci che la guerra serve solo per arricchire le tasche dei politici o dei potenti di turno, a discapito delle persone comuni che spesso la guerra nemmeno la volevano fare. Questo luogo è sicuramente il luogo più toccante che si trova durante la via degli Dei.

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La partenza da Monte di Fò presenta subito una salita impegnativa: si può scegliere di passare nel bosco che in caso di fango sconsiglio oppure su strada tornare alla Futa riprendendo poi la Via degli Dei classica.

Noi decidiamo di prendere la via per il bosco per arrivare fino al monte Gazzaro a 1125 metri. Nell’immagine sotto il panorama su monte Gazzaro.

Noi decidiamo di prendere la via per il bosco per arrivare fino al monte Gazzaro a 1125 metri. Nell'immagine sotto il panorama su monte Gazzaro.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il sentiero che porta sulla cima della collina è sconsigliato in caso di maltempo e non percorribile in mountain-bike. In caso di maltempo è consigliato prendere la strada a destra che è pianeggiante e meno rischiosa.

Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, con un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta di Monte Gazzaro”, ovvero un quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, con un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta di Monte Gazzaro”, ovvero un quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri.

Proseguiamo poi lungo il crinale ed iniziamo a scendere: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso. Sono presenti anche delle corde di ferro più avanti in modo da sostenervi e non scivolare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguiamo poi lungo il crinale ed iniziamo a scendere: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso. Sono presenti anche delle corde di ferro più avanti in modo da sostenervi e non scivolare.

Arriviamo in un grande spiazzo dove convergono varie vie, poco più avanti proseguendo dritto si trova il passo dell’osteria Bruciata posto ad 820 metri.

Arriviamo in un grande spiazzo dove convergono varie vie, poco più avanti proseguendo dritto si trova il passo dell'osteria Bruciata posto ad 820 metri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una leggenda narra che in questa zona un tempo vi fosse un Osteria gestita da una famiglia che uccideva nel sonno i viandanti che pernottavano, s’impadronivano dei loro beni e utilizzavano le loro carni per sfamare i passanti successivi.

Un giorno un frate proveniente da Bologna e diretto a Firenze si fermò alla locanda. Il frate non era uno sprovveduto e capì subito che la carne nel piatto non era carne di manzo. Se ne fece dare un po’ con la scusa di darla ai suoi amici frati che lo aspettavano più avanti nel bosco ma una volta arrivato al paese di Sant’Agata (il paese che troveremo più avanti), andò dalle guardie spiegando che secondo lui era carne umana. Gli sbirri partirono e salirono al passo e trovarono altri resti umani nell’osteria. Tutta la famiglia che lavorava nella locanda fu impiccata e l’osteria venne bruciata affinché non fosse mai più ricostruita.

Una leggenda narra che in questa zona un tempo vi fosse un Osteria gestita da una famiglia che uccideva nel sonno i viandanti che pernottavano, s'impadronivano dei loro beni e utilizzavano le loro carni per sfamare i passanti successivi.   Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Si pensava appunto che questa fosse solo una leggenda finché alcuni anni fa furono ritrovati alcuni resti di mura e un pavimento con tracce d’incendio. L’unica documentazione certa riguarda una carta del 1585 eseguita da un perito in cui viene raffigurata la strada che passa dal valico con segnato sopra il nome di un edificio chiamato “spedaletto rovinato”. Lascio a voi la libertà di pensare che questa sia solo una leggenda o se sia un fatto realmente accaduto.

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Continuando a camminare si scende fino ad arrivare ad una vecchia casa semidiroccata: “Riarsiccio”, da qui andate avanti fino ad arrivare ad un bivio sulla destra. Qui ci sono due cartelli: se si gira a sinistra si prende il sentiero CAI n°46b verso Sant’Agata, se si gira a destra si continua a camminare sul sentiero iniziale n°46 verso Sant’Agata-San Piero a Sieve. Noi abbiamo deciso di andare sinistra e passare per sant’Agata per pranzare e riposarci.

Sant'Agata è un pesino molto carino, vale la pena fermarsi ed ammirare il piccolo borgo medievale e la bella Chiesa con il suo campanile e l'orologio.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Sant’Agata è un pesino molto carino, vale la pena fermarsi ed ammirare il piccolo borgo medievale e la bella Chiesa con il suo campanile e l’orologio.

Passato il ponte con il ruscello e passata la chiesa subito sulla sinistra c'è una piazzetta dove potete rifiatare e mangiare all'Osteriola. Posto molto carino per pranzare o cenare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Passato il ponte con il ruscello e passata la chiesa subito sulla sinistra c’è una piazzetta dove potete rifiatare e mangiare all’Osteriola. Fatevi mettere il timbro sulla credenziale. Posto molto carino per pranzare o cenare.

Se avete tempo potete fare un giro anche attorno al borgo perché presenta molti punti in cui è possibile scattare belle foto e volendo si può scendere al piccolo ruscello che scorre sotto la città per mettere i piedi in bagno e rinfrescare la vostra giornata.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Se avete tempo potete fare un giro anche attorno al borgo perché presenta molti punti in cui è possibile scattare belle foto e volendo si può scendere al piccolo ruscello che scorre sotto la città per mettere i piedi in bagno e rinfrescare la vostra giornata.

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Dopo una sosta di un’ora ripartiamo. Dopo Sant’Agata inizia la seconda parte che si compone di un lungo tratto di discese dolci nelle colline del Mugello, per lo più asfaltate, in cui si può godere di bellissimi panorami. Da lontano si può vedere anche il lago di Bilancino e in lontananza anche Barberino del Mugello.
Dopo pochi chilometri però molto esposti al sole (che a me ha distrutto) arriviamo a San Piero a Sieve.

Montiamo la tenda al Camping Mugello Verde e dopo una doccia e un po’ di relax ceniamo al ristorante. Io mi sono dimenticato di farmi mettere il timbro, voi non fate come me mi raccomando.



Riepilogo costi quarta tappa

5,75 euro Colazione e Pranzo da portar via;
8,27 Pranzo-Merenda Sant’Agata;
29,00 euro posto tenda al Camping Mugello Verde con piscina;
21,25 euro Cena Ristorante del Campeggio;
TOTALE TERZA TAPPA 64,27 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 166,62 euro



Dati Quarta tappa

Lunghezza: 25.90 km  
Dislivello: +641 metri ; -1197 metri
Altitudine Massima 1125 metri
Altitudine Minima 296 metri  
Tempo: 6.30 h
Questa quarto giorno sulla Via Degli Dei ha una difficoltà media. Si sale molto la mattina presto dopo il passo della futa e si riscende molto. Ci sono tratti molto tecnici e c’è bisogno di scarpe adeguate per camminare sia in salita che in discesa. Prendetela con calma specialmente d’estate. È una delle tappe più difficili fatte fino ad adesso. Mio padre dopo questa giornata si è fermato ed ha dovuto rinunciare.

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QUINTA TAPPA

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La giornata inizia con una brutta notizia: mio padre non appoggia il piede a terra per via dei dolori e della vescica ormai diventata enorme sotto a tutto il piede. Per la quinta tappa partirò da solo.

Mentre cammino per raggiungere Monte Senario, mi metto a leggere le notizie sulla città di San Pier a Sieve e scopro che questa città all’inizio appartenenza alla famiglia degli Ubaldini ma successivamente i Medici entrarono a far parte di tutta la zona. Poco fuori dalla città, infatti, si trova la fortezza Medicea di San Martino e la villa Medicea del Trebbio quest’ultima patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La Fortezza è considerata una delle più estese fortificazioni italiane di tutti i tempi.

La presenza dei Medici in questa zona potrebbe essere legata alla necessità di tornare a respirare l’aria dei loro antenati. Anche se non ci sono documenti ufficiali a conferma, molti studiosi ritengono che i Medici siano stati realmente carbonai di Campiano, un piccolo borgo qui in collina vicino appunto a Cafaggiolo, dove appunto sorge la Villa Medicea. Se avete ancora voglia e soprattutto le gambe vi reggono ancora, a due chilometri di distanza dalla Villa medicea si può fare una piccola deviazione e raggiungere il lago di Bilancino.

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Proseguo sul sentiero prendo la strada in salita. Passato il cestello del Trebbio sulla destra continuo a camminare sulla Via degli Dei e incontro un tabernacolo del 1664, quasi perfettamente conservato

Proseguo sul sentiero prendo la strada in salita. Passato il cestello del Trebbio sulla destra continuo a camminare sulla Via degli Dei e incontro un tabernacolo del 1664, quasi perfettamente conservato. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il termine Trebbio significa “trivio” cioè il punto dal quale nascono tre strade.

Vado avanti e seguo le indicazioni CAI 17 Bo-Fi Bivigliano. La strada continua e si snoda nel bellissimo panorama del Mugello dove ammiro ulivi, borghi e tabernacoli.

Vado avanti e seguo le indicazioni CAI 17 Bo-Fi Bivigliano. La strada continua e si snoda nel bellissimo panorama del Mugello dove ammiro ulivi, borghi e tabernacoli. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguo fino ad arrivare alla strada statale per Firenze. Giro a sinistra per Tagliaferro, scendo fino ad incontrare nuovamente i segnali CAI per Bivigliano sul muretto che circonda una grande casa rossa.

Proseguo fino ad arrivare alla strada statale per Firenze. Giro a sinistra per Tagliaferro, scendo fino ad incontrare nuovamente i segnali CAI per Bivigliano sul muretto che circonda una grande casa rossa. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguo e supero un cancello che mi porta sulla strada bianca. Dopo poco le indicazioni dicono di girare a sinistra lasciando così alle spalle la strada sterrata e proseguendo nel bosco. Il sentiero sale e arriva a un bivio: CAI 00 e CAI 00-60: seguo il primo girando a destra e proseguite sulla strada bianca. Arrivati ad un piccolo spiazzo con il nome di “Camporomano” il sentiero riprende a destra nel bosco.

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Continuo sul tracciato fino a che non arriverete ad una strada asfaltata e in lontananza, sulla vostra destra, potrete ammirare la Badia del Buonsollazzo.

Continuo sul tracciato fino a che non arriverete ad una strada asfaltata e in lontananza, sulla vostra destra, potrete ammirare la Badia del Buonsollazzo.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguite sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete il cartello per Monte Senario sulla vostra sinistra. Il sentiero prosegue in salita fino ad incrociare un cancello che dà su una strada asfaltata: è la strada che arriva al Convento di Monte Senario.

Proseguite sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete il cartello per Monte Senario sulla vostra sinistra. Il sentiero prosegue in salita fino ad incrociare un cancello che dà su una strada asfaltata: è la strada che arriva al Convento di Monte Senario. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il settore dentro al bosco fino al Convento di Monte Senario è spesso fangoso, tranne in estate. La salita si fa dolcemente ripida fino alla cima del monte posta ad 800 metri. Un tempo era luogo di eremitaggio, oggi gli ultimi 3 km regalano un paesaggio ideale per fare foto, picnic e relax all’interno del bosco. Appena sulla cima del monte inizio a scorgere il convento. Verso i mesi autunnali con la nebbia e l’umidità è una cosa da non perdere.

Il settore dentro al bosco fino al Convento di Monte Senario è spesso fangoso, tranne in estate. La salita si fa dolcemente ripida fino alla cima del monte posta ad 800 metri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il convento risale al 1234 fondato da sette nobili fiorentini, fondatori dell’ordine dei Servi di Maria perciò detti i sette santi fondatori. Ampliato successivamente nel quindicesimo secolo da Ferdinando I de Medici, il figlio di Cosimo I de Medici. Per essere poi in parte modificato nel 18esimo e 19 secolo. La torretta dell’orologio è del 1834.

I frati producono alcuni liquori nella distilleria del convento un tempo un’antica farmacia. Dal 1865 producono la Gemma d’Abeto un liquore con estratti di Abete Bianco. Qui potete pranzare o riposare al fresco ai piedi del convento e magari entrare e visitarlo. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

I frati producono alcuni liquori nella distilleria del convento un tempo un’antica farmacia. Dal 1865 producono la Gemma d’Abeto un liquore con estratti di Abete Bianco. Qui potete pranzare o riposare al fresco ai piedi del convento e magari entrare e visitarlo. Volendo applicano anche il timbro sulla credenziale, io mi son dimenticato di chiedere.

Il convento risale al 1234 fondato da sette nobili fiorentini, fondatori dell’ordine dei Servi di Maria perciò detti i sette santi fondatori. Ampliato successivamente nel 15esimo secolo da Ferdinando I de Medici, il figlio di Cosimo I de Medici. Per essere poi in parte modificato nel 18esimo e 19 secolo. La torretta dell’orologio è del 1834. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

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Dopo una sosta nel punto di ristoro dei frati, prendo la strada sterrata che costeggia il Convento sulla destra, scendo lungo il viale alberato. Supero il cancello e prendo il sentiero che scende nel bosco a sinistra e che alla fine arriva in una strada asfaltata. Proseguo sulla strada fino a che il sentiero riprende a Vetta le Croci dopo circa mezz’ora nel verde girando sinistra.

Quest’ultimo tratto che porta ad Olmo è completamente aperto in una distesa di campi con panorami mozzafiato. Se guardate bene in lontananza, infatti, potrete già ammirare da lontano sia Fiesole che Firenze. Il sentiero continua fino ad arrivare nuovamente su strada asfaltata. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Quest’ultimo tratto che porta ad Olmo è completamente aperto in una distesa di campi con panorami mozzafiato. Se guardate bene in lontananza, infatti, potrete già ammirare da lontano sia Fiesole che Firenze. Il sentiero continua fino ad arrivare nuovamente su strada asfaltata. 
Attraversata la strada asfaltata il sentiero CAI n.° 2 prosegue in salita verso Poggio Pratone, a 700 metri s.l.m. da dove è possibile godere di un bellissimo panorama verso Firenze. Nella foto sotto ero già distrutto.

Attraversata la strada asfaltata il sentiero CAI n.° 2 prosegue in salita verso Poggio Pratone, a 700 metri s.l.m. da dove è possibile godere di un bellissimo panorama verso Firenze. Nella foto sotto ero già distrutto. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da Poggio Pratone si scende su strada sterrata fino a Monte Fanna. La strada diventa poi asfaltata, una volta attraversata la frazione di Borgunto, e si giunge nella piazza di Fiesole.

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Da Poggio Pratone si scende su strada sterrata fino a Monte Fanna. La strada diventa poi asfaltata, una volta attraversata la frazione di Borgunto, e si giunge nella piazza di Fiesole. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

La città di Fiesole è stata in passato una città etrusca molto importante. Fu una grande alleata di Roma fin dal terzo secolo a.C.. Dal quattordicesimo secolo in poi fu considerata uno dei sobborghi più esclusivi d’Italia e pensate fino al 2017 è stato il comune più ricco di tutta la toscana quando poi nel 2018 è stata superata dal comune di Lajatico.
Nell’aera archeologica c’è un teatro romano, le terme un tempio ed un museo etrusco. Fiesole da sede anche ad importanti istituzioni culturali come l’istituto universitario Europeo, l’università di Harvard a villa i tatti che ospita il centro di ricerca sul rinascimento italiano o la Georgetown University a villa le balze che ospita i suoi studenti durante la loro permanenza di studi in Italia. Inoltre, Villa sparta sempre qui a Fiesole era la residenza della famiglia reale greca.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu teatro del cosiddetto episodio dei Martiri di Fiesole, ovvero tre carabinieri si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo i tre furono fucilati. Questo monumento nell'immagine sopra fu eretto appunto per ricordare il grande gesto compiuto da queste tre grandi persone che ricevettero poi la medaglia d’oro al valor militare. La Rai ha anche fatto un film in memoria di questo e se siete curiosi di vederlo si chiama “A testa Alta” I Martiri di Fiesole ed è uscito su Rai 1 il 2 giugno del 2014. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu teatro del cosiddetto episodio dei Martiri di Fiesole, ovvero tre carabinieri si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo i tre furono fucilati. Questo monumento nell’immagine sopra fu eretto appunto per ricordare il grande gesto compiuto da queste tre grandi persone che ricevettero poi la medaglia d’oro al valor militare. La Rai ha anche fatto un film in memoria di questo e se siete curiosi di vederlo si chiama “A testa Alta” I Martiri di Fiesole ed è uscito su Rai 1 il 2 giugno del 2014.

Prima di partire verso Firenze, mi sono fermato al Cefè Deja Vu per farmi fare un timbro sulla credenziale bere qualcosa e mangiare un gelato. Si trova sulla piazza principale, lo trovate facilmente.

Da qui si può scegliere se prendere l'autobus n.° 7 ed arrivare fino alla stazione di Firenze, oppure prendere la panoramica fino alle scuole medie e percorrere il sentiero CAI n.° 7 che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere direttamente a piedi passando per Coverciano. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da qui si può scegliere se prendere l’autobus n.° 7 ed arrivare fino alla stazione di Firenze, oppure prendere la panoramica fino alle scuole medie e percorrere il sentiero CAI n.° 7 che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere direttamente a piedi passando per Coverciano.

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Ho preso invece una terza via, la via vecchia fiesolana, più diretta saltando il sentiero CAI n.7. Ci sono meno sali scendi ma come lunghezza è la stessa. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Ho preso invece una terza via, la via vecchia fiesolana, più diretta saltando il sentiero CAI n.7. Ci sono meno sali scendi ma come lunghezza è la stessa.

L’arrivo a Firenze è qualcosa di favoloso. Impossibile descrivere l’emozione di arrivare a Firenze al tramonto e ritrovare tanti compagni di viaggio incontrati lungo il cammino.

L'arrivo a Firenze è qualcosa di favoloso. Impossibile descrivere l'emozione di arrivare a Firenze al tramonto e ritrovare tanti compagni di viaggio incontrati lungo il cammino. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Adesso mi rendo conto che dopo più di 130 chilometri a piedi con un percorso così ricco di esperienze sensoriali di ogni genere, questo non sia solo un punto di arrivo. Vi consiglio di farlo perché merita davvero, merita tutta la fatica, tutti gli sforzi, tutti i piccoli dolori delle gambe ed i piccoli imprevisti che ci sono capitati. Spesso si cercano mete all’estero in stati lontanissimi ma ricordiamoci che il nostro paese è il più desiderato da molti, cerchiamo di salvaguardarlo sempre, di rispettarlo non solo a parole ma anche attraverso i nostri gesti quotidiani. Prima di tornare alla stazione ultimo timbro sulla credenziale dentro Palazzo Vecchio e torno in stazione.

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Adesso tutto bello puzzolente salgo sul primo treno per Pontedera, per l’ultima ora di treno. VI dico solo che puzzavo talmente tanto che nessuno voleva mettersi seduto vicino a me.

Spero di averti trasmesso la passione per questa avventura e spero di averti dato quante più informazioni possibili per poter poi rifare da solo questa esperienza di viaggio. Sotto ad ogni video ho messo la Mappa in formato PDF col percorso che ho fatto, con sopra tutte le mie annotazioni con i punti dove trovare l’acqua, dove ho mangiato, dove ho dormito e dove mi sono fatto fare i timbri per la mia credenziale. Tutto scaricabile gratuitamente come sempre.

MAPPA PDF DA SCARICARE E STAMPARE ▶️https://tinyurl.com/mappaviadeglidei


Sotto ti metto il video della mia attrezzatura nel caso tu sia interessato a qualcosa



Riepilogo costi finali

3,50 euro Colazione al Campeggio;
3,00 Panini Comprati al Campeggio;
3,00 euro Gelato comprato a Fiesole ad una gelateria;
1,50 euro Bibita Fresca comprata al Bar Dejavu;
TOTALE TERZA TAPPA 11,00 euro

TOTALE VIA DEGLI DEI 177,62 euro



In pratica ho speso quasi quanto tre giorni a Venezia. Non hai visto i video? sotto ne hai uno.



Dati Quinta tappa

Lunghezza: 34.68 km  
Dislivello: +1367 metri ; -1510 metri
Altitudine Massima 817 metri
Altitudine Minima 50 metri
Tempo: 11.30 h
Questa quinta tappa è quella più dura. Se non ve la sentite consiglio di fermarvi a Fiesole o anche prima. L’ultimo giorno potete andare a Firenze e approfittarne anche per visitare la città. Dopo San Piero a Sieve si sale tanto. Le vostre ginocchia verranno messe a dura prova.

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Grazie per aver visto i miei contenuti! CIAO!

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HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO

Con i tre video della serie “Venezia Low Cost” che ho caricato sul mio canale di Youtube ho deciso di limitare le musiche e la voce fuori campo per farvi ascoltare i suoni reali della città. In questo modo spero di farvi viaggiare anche voi assieme a me, dentro una delle città più invidiate e più imitate al mondo.
Ho passato tre giorni a Venezia a settembre 2020. Mi sono goduto la città come penso mai mi potrà ricapitare visto che solitamente trabocca di turisti stranieri ed italiani.

La città si gira bene a piedi, percorrendo le calli che intersecano i canali su cui si affacciano strutture architettoniche uniche nel suo genere. Difficile stabilire un itinerario preciso perché Venezia ti attrae nelle sue calli (strade) all’interno di ogni Sestriere (quartiere) come nemmeno un labirinto saprebbe fare ed è facile anche perdersi per poi ritrovare la strada corretta. Un po’ come nella vita.