In questo piccolo post vi metterò tutti i link in riferimento a tutta la mia attrezzatura da viaggio. Così facendo potrai acquistarla o valutare se regalarla a qualche amico. Aggiungo anche altra attrezzatura con cui edito e realizzo foto e video sul mio canale youtube e canale instagram. Ricordati inoltre di andare ad iscriverti anche agli altri miei canali social per non perderti recensioni, video, foto e tante altre curiosità in merito ai miei viaggi ed alle mie piccole grandi avventure.



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ATTREZZATURA PER LAVARE I VESTITI IN VIAGGIO

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LA MIA ATTREZZATURA DA VIAGGIO scrubba wash bag

SCRUBBA Wash Bag 2.0 MINI (PICCOLA) Colore: VERDE
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ACCESSORI ELETTORNICI

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ATTREZZATURA AUDIO


RODE NT-USB MICROFONO A CONDENSATORE
Possiede un Filtro Anti-pop ed un Supporto da Tavolo. Compatibile con tutti i dispositivi come iPad. All’interno ha anche un cavo USB da 6 m incluso. Di colore Nero/Antracite. Utilizzo questo fantastico microfono per registrare le voci fuori campo dei video


MICROFONO LAVALIER ESTERNO
Adatto per iPhone 7/8/8plus/11/12/SE/X/XS/XR,Mini a Condensatore ed anche omnidirezionale da 2M con Interfaccia per iPhone, ideale se vuoi fare Vlogging




ATTREZZATURA ELETTRICA E BATTERIE


ADATTATORE UNIVERSALE DA VIAGGIO

ADATTATORE UNIVERSALE DA VIAGGIO
Questo fantastico adattatore universale ha 4 Porte USB 3.0 ed un’nterfaccia Type-C. Adatto per Apparecchiature da 2000 W quindi potete collegarci anche elettrodomestici grandi. Ideale per l’utilizzo in tutto il mondo grazie alla multipresa compatta. Non deve mai mancare in valigia o zaino.


Coppia di batterie e caricatore rapido a 2 slot per Nikon EN-EL14/EN-EL14a e Coolpix. La utilizzo sempre per avere sia molte batterie per la fotocamera reflex e sia per poterle ricaricare con la powerbank. Ideale perché si ricaricano con la powerbank.


Anker PowerCore Essential 20000 PD
Batteria esterna 20000 mAh USB-C con 18W la potrai portare anche in stiva in aereo.



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ATTREZZATURA PER FOTOCAMERA E SMARTPHONE


PROTETTORE PER PIOGGIA PER FOTOCAMERA
Serve per proteggere la fotocamera da pioggia oppure polvere essendo totalmente impermeabile.


CUSTODIA Per Fotocamera Digitale DSLR/Custodia Per Fotocamera SLR con Serve per proteggere la fotocamera durante i viaggi. Materiale in Neoprene.


TELECOMANDO ad infrarossi Mini per Reflex


TREPPIEDI SNODABILE CON TELECOMANDO
Supporto Stand a Treppiedi in Stile Octopus anche con Telecomando Bluetooth per Fotocamera, Gualsiasi Smartphone con Clip


Supporto Adattatore Flash Hot Shoe
Per collegare il Telefono o anche Telecamera action camera al Supporto Flash della tua Fotocamera DSLR.


Supporto Adattatore Multi funzionale
in lega di alluminio Cap clip per Zaino, Ideale per GoPro Hero o smartphone in abbimanento all’adattatore sopra, lo porto sempre con me ad ogni viaggio.




LUCI E LAMPADE


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LAMPADA FRONTALE LED
Lampada ricaricabile con USB, Torcia Frontale con 5 Modalità di Illuminazione, ideale per i viaggi all’avventura, trekking, o anche per campeggio.


LA MIA ATTREZZATURA DA VIAGGIO lampada led

Energizer LED Torcia, Hard Case Multi-Use Compact, anche le batterie sono incluse,Torcia indistruttibile e impermeabile, io la porto sempre con me ogni volta!


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ATTREZZATURA DA TREKKING E VIAGGIO

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ZAINO


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ZAINO TATTICO Militare
Unisex Molle Zaini da Assalto per Caccia Campeggio Escursionismo e anche per altre attività all’aperto 25L/40L


LA MIA ATTREZZATURA DA VIAGGIO zaino trekking copertura

Coprizaino Antipioggia, Parapioggia per Zaino
Copertura con Fibbia Regolabile per L’escursionismo, Viaggio o Campeggio, mi ha anche “salvato la vita” un paio di volte durante la pioggia improvvisa.





TENDA


LA MIA ATTREZZATURA DA VIAGGIO tenda trekking campeggio

TENDA DA CAMPEGGIO MH100 | 2 POSTI
Con questa bella tenda ho realizzato il cammino sulla Via Degli Dei il cammino che unisce Bologna e Firenze e mi sono trovato bene veramente.


PALI PALERIA PER TENDA
In Lega di Alluminio Aeronautica Asta di Supporto Ciascuno in 11 segmenti 360cm, quella fornita con la tenda Decathlon sopra non era molto reisistente ma questa sembra indistruttibile, ha anche il cilindro in caso di rottura.



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ABBIGLIAMENTO


PANTALONI TREKKING UOMO INVERNALI
Impermeabile per Neve, Arrampicata ed anche Escursionismo, tengono caldo sempre.


FASCE RIFLESSIONE DI SICUREZZA
Elastico, 35cm x 5 cm – Bande Catarifrangente di Alta visibilità, Altezza Regolabile, per Sport all’Aria Aperta ed anche per trekking.




ACCESSORI


MATERAZZINO schiuma montagna M100 grigio
Con questa ho fatto la Via Degli Dei il cammino che unisce Bologna e Firenze e mi sono trovato bene veramente.


CUSCINO GONFIABILE
Completamente sfoderabile e lavabile volendo anche con la borsa SCRUBBA.


PENTOLINI DA CAMPEGGIO
Materiale totalmente antiaderente, indispensabile per mangiare in campeggio, trekking, escursione di Campeggio o qualsiasi posto tu voglia organizzare un Picnic all’aria aperta.


PORTA UOVA DA VIAGGIO
Idea strana ma comoda! Lo porto sempre con me nei miei viaggi all’avventura.


VIA DEGLI DEI

La Via degli Dei oggi è una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino. Moltissimi amanti del trekking e della mountain bike percorrono questo tratto che collega Bologna a Firenze gustando a pieno la sua bellezza unica tra natura e storia.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Si chiama Via Degli Dei perché lungo il percorso che faremo a piedi, attraversando tutto l’appennino passando dal passo della Futa, incontreremo montagne e luoghi con nomi di divinità pagane come ad esempio il Monte Adone, Monzuno che significa monte di Giunone, Monte Venere e Monte Luario (la dea Lua).

L’intera traversata da Bologna a Firenze non presenta grandi difficoltà. Si può compiere in quattro o sei giorni a piedi (a seconda del tuo allenamento) oppure in due o tre giorni in bicicletta.
È possibile percorrere anche solo alcune tratte della Via degli Dei, o personalizzarle come meglio credi in modo da costruirti un tuo percorso personalizzato.





INDICE



LA STORIA DELLA VIA DEGLI DEI

Il cammino dei CAI (comitato alpino italiano) che collega Bologna a Firenze sul crinale tra Setta e Savena, era una strada antica che congiungeva Fiesole con Felsina. Serviva sopratutto per sviluppare i traffici e favorire il dominio sulla Pianura Padanagli degli Etruschi che la percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.).

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Successivamente i Romani, dopo aver fondato la colonia “Bononia” (l’attuale Bologna) nel 189 a.C. sui resti dell’antica Felsina, dovevano garantire un collegamento rapido tra Arezzo e Roma attraverso gli Appennini. Il console Caio Flaminio sull’antico tracciato Etrusco costruì nel 187 a.C. una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare.

L’itinerario è antichissimo. Da qui passarono gli Etruschi, i Liguri, i Galli, i Romani ed altri nomi famosi come Dante, Goethe, Casanova, Stendhal. Nel Medioevo il tracciato aveva nomi diversi: via mulattiera per Monzuno, via di Barberino e moti altri a seconda della meta che si voleva indicare.

Fino al Medioevo rimase un’abitudine percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, molto agevole che peremtteva di attraversare tutto il tratto Appenninico. Il lastricato romano cadde in disuso e venne sommerso dalla vegetazione. Venne sostituito da un semplice sentiero o una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata molto speso dai pellegrini che avevano necessità di percorrere questo cammino.

Alla fine degli anni ’80 del ‘900, il percorso venne ritrovato e riportato alla luce da un gruppo di escursionisti bolognesi, evidenziando questi antichi tracciati tra Monte Bastione e Monte di Fo’, costeggiando alcuni tratti di strada basolata romana

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IL PERCORSO DELLA VIA DEGLI DEI

Solitamente si parte da Bologna, che è una città ricca di tesori nascosti, inziando a camminare sotto ai portici di San Luca con i suoi archi, che un tempo proteggevano i pellegrini ed i viaggiatori fino al Santuario di San Luca. Si scende poi dai bregoli (Casalecchio di Reno) e, percorrendo il Reno, si arriva a Sasso Marconi, dove sono presenti luoghi che nascondono veri e propri tesori (l’acquedotto romano, l’oasi di San Gherardo, il Ponte di Vizzano…).

Il percorso poi continua per raggiungere l’area protetta del Contrafforte Pliocenico con i suoi fossili e la sua particolare vegetazione e se le gambe ancora vi reggono potete raggiungere il monte Adone. In alternativa potete farlo la mattina seguente come ho fatto io.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Il cammino riprende verso Monzuno e poi verso Madonna dei Fornelli, città rinata grazie alla Via degli Dei. Dopo Madonna dei Fornelli si incontrano molteplici tratti della strada romana Flaminia Militare, il più grande cimitero tedesco in Italia (con 30.000 caduti della seconda guerra mondiale) sul Passo della Futa ed immensi prati verdi che si alternano a boschi diversi uno dall’altro.

Arrivati in Toscana, Sant’Agata con i suoi musei di arte sacra e di arte contadina, la lunga strada porta poi a San Piero a Sieve e a diversi luoghi suggestivi e nascosti come il convento Bosco ai Frati, uno dei più antichi della Toscana, il Castello del Trebbio, amato da Lorenzo il Magnifico ed abitato persino da Amerigo Vespucci ed infine il convento di Monte Senario, prima di scendere di nuovo verso Fiesole e poi Firenze

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LA SEGNALETICA DELLA VIA DEGLI DEI

Il Club Alpino Italiano, fra il 1990 e il 1996, ha tentato di definire gli standard cui attenersi.
La segnaletica principale è detta anche verticale o segnavia ed è generalmente costituita dalle tabelle poste all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti che contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

La segnaletica orizzontale o intermedia è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso (detto anche bandierina e che contiene il numero del sentiero) posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso.

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PRIMA TAPPA

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Se già mi seguivi dallo scorso anno, saprai che ho fatto un super viaggio sulla ferrovia più lunga del mondo ovvero la Transiberiana attraversando Russia Mongolia e Cina, terminato proprio alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Qui sotto un episodio della serie che trovi sul mio canale Youtube.

Tornare alla stazione di Firenze mi ha fatto un effetto strano. Per la prima volta sono tornato a prendere il treno dopo il Covid. Ogni volta che mi trovo a salire su un treno è inevitabile che la testa cada lì su quel viaggio pazzesco.

Il compagno di questa avventura sarà mio padre. Se non avete visto l’espisodio del primo giorno andate a vederlo e poi proseguite a leggere sotto.

Se ti stai chiedendo se ci siamo allenati per fare questo viaggio da Bologna a Firenze a piedi, la risposta è sì, io ero già in grado di correre 15 chilometri con facilità senza mai fermarmi in circa 1 ora e 25 minuti. Mio padre che è del 1957, due mesi prima di partire, si faceva quasi due ore di camminata un giorno sì e l’altro no. Questo giusto per farvi rendere l’idea e mettervi un guardia di fronte ad un percorso di trekking molto lungo e abbastanza difficile.

Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli

Da Piazza Medaglie d’Oro proprio di fronte alla stazione di Bologna, imboccando Via indipendenza, arriviamo in Piazza Maggiore. Ci fermiamo quì su questa piazza perché nella basilica di San Petronio possiamo acquistare la credenziale ovvero il passaporto del viaggiatore su cui poter far applicare i timbri di ogni struttura convenzionata che troveremo lungo il percorso. In questo modo si ha la prova ufficiale del cammino compiuto. Il costo nel 2020 è di 3 euro. Non ho idea se aumenterà o meno negli anni successivi.

Una volta terminato e timbrato questo cartoncino, basterà mandare la foto ad un numero whatsapp con sopra almeno 5 timbri di strutture convenzionate per ricevere il gadget omaggio ufficiale della via degli dei. In alternativa alla Basilica che apre alle 8:30 c’è anche il welcome center davanti alla piazza che però apre alle 10. A questo link trovate tutte le info sul sito ufficiale del cammino su tutti i punti vendita e tutti gli orari di apertura e chiusura.

Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una volta fatta la credenziale, direzione San Luca!

Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. È lungo pensate ben 3796 metri ed è il portico più lungo al mondo. Conta 15 cappelle e 666 archi. Sul numero reale degli archi si è aperto un grosso dibattito nel corso degli anni anche perché l’ultimo arco riporta la numerazione 658. Ma un sacerdote nell’ottocento ne contò 666 e da allora a molte persone, specie quelle amanti dell’esoterismo piace raccontarla così. Questo numero 666, definito diabolico o della bestia rappresenterebbe l’iconografica del serpente cioè il diavolo tentatore sconfitto e schiacciato dalla madonna sotto al calcagno. Il portico infatti finisce proprio ai piedi del santuario.

Passiamo sotto al portico di San Luca che fu costruito per proteggere dalla pioggia tutti i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di San Luca. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell’altare per poi ricendere alla sua sinistra.

Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell'altare per poi ricendere alla sua sinistra. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici
Una volta arrivati al Santuario ricordatevi di entrare dentro per farvi fare il secondo timbro e fra che ci siete, andate a vedere la Madonna di San Luca salendo sulle scale alla destra dell'altare per poi ricendere alla sua sinistra. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

L’icona della madonna di San Luca raffigura una madonna col bambino, secondo la classica iconografia orientale di tipo odigitria. Vi starete chiedendo che cosa c’entra la Madonna di San Luca con la via degli Dei? Il termine odigitria dal greco bizantino significa “colei che conduce, che guida ed indica la via” e proprio per questo è considerata la madonna dei viaggiatori e dei pellegrini che si fermavano e facevano sosta per ricevere la benedizione per il loro cammino.

Questo tipo di raffigurazione della Vergine Maria è un aspetto che la religione cristiana e quella ortodossa hanno in comune ed infatti mi ha ricordato l’icona della Madonna di Kazan che si trova a San Pietroburgo nella cattedrale di Kazan, anch’essa è una variante dell’iconografia odigitria diffusa nell’arte bizantina e russa del periodo medievale.

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Fuori dal Santuario c’è una fontanella che può essere usata per bere. Noi però siamo belli carichi di acqua e facciamo solo un riabbocco. Ripartiamo direzione parco Talon o parco della chiusa.

La strada inizia a scendere ed è qui che sentirai i primi dolori alle ginocchia. Il tratto dopo il santuario prosegue per 300 m sulla strada asfaltata e poi sulla destra si prende la Via de’ Brègoli (CAI 112A) che conduce al Parco Talon attraverso un bel bosco alberato. Proprio all’inizio del percorso, finita la strada sterrata, incontrate un bivio: entrambe le direzioni vanno bene ma il sentiero di destra è più breve e più ripido (meglio evitarlo in caso di pioggia).

Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Proseguendo in direzione Sasso Marconi si raggiunge l’Oasi Naturalistica di San Gherardo. L’Oasi nasce dal recupero di una cava nei pressi di Palazzo de’ Rossi e oggi è un luogo di tutela e di conservazione della flora e della fauna locale. Offre la possibilità di praticare birdwatching, trekking e nordic walking e di approfondire la conoscenza degli aspetti geologici e morfologici del territorio.

Superate l’Oasi Naturalistica di San Gherardo e arrivate alla strada asfaltata. Continuate sempre dritto fino ad arrivare al bivio Sasso/Pontecchio e prendete verso Sasso. Risalite per Via Vizzano.

Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD. Si deve proseguire lungo il CAI 122 che svolta secco a sinistra poco prima del quadrivio de la Commenda. (se arrivate lì tornate indietro di 50 metri).

Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Si arriva in via delle Orchidee e si svolta a destra sulla Provinciale di Badolo. Qui potete decidere in base a come vi sentite se proseguire per Brento (altri 4 chilometri con un ‘ora e mezzo di cammino) oppure arrivare a Badolo (1,5 chilometri).

Io ho deciso di proseguire per Brento, se volete arrivare fino alla cima del monte adone seguite il sentiero CAI 110 Monte Adone, in alternativa se si è molto stanchi si può tagliare Monte Adone proseguendo per il sentiero diretto per Brento su cui non è segnalato il numero. Noi decidiamo di proseguire per Brento e poernottare al circolo sportivo Monte Adone. (solitamente c’è sempre posto e non è necessario chiamare, non rispondono mai!) Con circa 5 euro potete sfruttare le docce dell’impianto sportivo e stare gratis con la tenda. Non dmienticate di farvi fare il terzo timbro sulla credenziale. Sotto il punto esatto su maps.

Ovviamente l’arrivo della prima giornata sarà quello più duro di tutti. Fidatevi. Sarete distruttti ma non dovete arrendervi perché il riposo sarà l’unica medicina ai vostri dolori (scherzavo! se avete un antidolorifico prendetelo!!!).

Dopo una bella doccia che toglie via sudore, odori e stanchezza, io e mio padre abbiamo deciso di andare a cena al risotrante che si trova sopra al circolo, perché volevamo ricaricare le batterie per avere benzina il giorno seguente. Sotto il punto su maps.

La cosa fondamentale di questo cammino e mangiare bene e mangiare spesso lungo il percorso e soprattuto a cena. Anche se non avete fame mangiatevi delle noci, mandorle, altra frutta secca oppure dei frutti e bevete spesso per poi abbuffarvi la sera. Almeno con me ha funzionato.
Qundi prima tappa finita sotto riepilogo dati e costi.

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Dati Prima Tappa

Lunghezza: 33.80 km  
Dislivello: +1017 m; -1015 m  
Tempo: 10.30 h

La prima tappa è quella meno tecnica, presenta alcune salite importanti abbastanza ripidi, quindi conviene affrontarli lentamente, soprattutto se non si è molto allenati. Nei periodi caldi è necessario portarsi una buona riserva di acqua, perché soprattutto dopo Sasso Marconi ci sono parecchi settori in mezzo al bosco senza accesso all’acqua.  Agosto non è il periodo migliore per farla ma secondo me a maggio giugno è la scelta migliore.

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Riepilogo costi prima tappa

3,60 euro Colazione in piazza maggiore;
3,00 euro Credenziale;
4,25 euro Pranzo con un panino;
5,00 euro per doccia negli impianti sportivi;
19,50 Cena Trattoria;
TOTALE PRIMA TAPPA 35,35 euro

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SECONDA TAPPA

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La mattina presto, dopo aver fatto colazione con del cibo che avevamo nello zaino e bevuto del succo d’arancio (io non bevo mai caffè la mattina), ho presto il sentiero che costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone per arrivare fin sopra la cima alla croce.

Ci vogliono circa 30 minuti per arrivare in alto a passo spedito. Io avevo lasciato lo zaino pesante al circolo sportivo, in modo da andare su leggero come una piuma. Se però decidete di andare su con lo zaino ovviamente ci metterete molto di più di 30 minuti.

Il monte Adone è una montagna alta 654,44 metri sul livello del mare che fa parte dell’Appennino bolognese. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il monte Adone è una montagna alta 654,44 metri sul livello del mare che fa parte dell’Appennino bolognese. Siamo nell’estrema parte sud-orientale del territorio comunale di Sasso Marconi. La vetta del monte Adone si raggiungibile facilmente dall’abitato di Brento, una frazione del comune di Monzuno, che sorge sulle sue pendici orientali; su di essa sono situate alcune attrazioni naturalistiche e panoramiche come le due Grotte delle Fate, la Grotticella e il Cunicolo Pozzo.

Questa specie di bastione naturale era una delle ultime linee difensive della Linea Gotica cioè il sistema difensivo progettato dai tedeschi per mantenere il controllo della Pianura Padana, dopo lo sbarco degli Americani in Sicilia. Questa linea difensiva si estendeva da Massa Carrara fino a Pesaro. Il 18 aprile 1945 la 91° Divisione dell’esercito americano conquistò l’avamposto di Monte Adone, aprendo così la porta d’ingresso per entrare a Bologna.

Ridiscendo poi verso Brento, recupero gli zaini ed il babbo e riparto seguento un lungo tratto di strada asfaltata che raggiunge prima Monterumici e poi Monzuno.

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In questo tratto non c’è molto da dire, è esposto sull’asfalto e comeavrete visto dai video mi sono fermato ai vigili del fuoco in località i Tre Fasci, sulla panchina per rifiatare per il grande caldo.

Monzuno Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Arrivato a Monzuno dopo un bel tratto in salita sempre su asfalto mi fermo al market Crai per farmi fare il quarto timbro e comprare il pranzo.

Io e mio padre ci fermiamo sulla piazzetta a lato, mangiamo e ci rilassiamo quasi un’ora e mezza.

Ripartiamo da Monzuno su strada asfaltata in direzione Madonna dei Fornelli si supera il bivio per Loiano e al campo sportivo,  si svolta a destra imboccando una larga carrareccia in salita. Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD fino a Monte venere, con i suoi 627 metri sul livello del mare.

Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD fino a Monte venere, con i suoi  627 metri sul livello del mare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare e poi su sterrata si giunge a Madonna dei Fornelli (3 ore circa da Monzuno).

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Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Poco prima di entrare in paese si trova il piccolo borgo di Fornello e pare fosse questo il primo centro abitato risalente al 14 esimo secolo.

Madonna dei Fornelli è situato a 739 metri sul livello del mare ed è una frazione del comune di San Benedetto val di Sambro, nell’appennino bolognese. Il termine fornelli si riferisce probabilmente alla presenza di carbonai che accendevano nei boschi qua attorno piccoli fuochi per bruciare lentamente la legna ed ottenere così il carbone.

Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto (pale eoliche) siamo a 940 metri sul livello del mare. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il nome Madonna invece fa riferimento alla devozione per Madonna a cui fu eretto un santuario in ringraziamento per la fine della peste. Il santuario è conosciuto anche come Chiesa della madonna della neve a causa di una leggenda che parla appunto di una nevicata nel mese di agosto e la scelta appunto di edificare una chiesa in questo punto da consacrare a Maria. Le prime testimonianze parlano del 1630 come anni di edificazione di questo santuario.

Arrivo così all’albrgo Ristorante Poli, qui pianteremo la tenda per passare la seconda notte e per farci fare il quinto timbro sulla nostra credenziale (dopo quello di Piazza Maggiore, San Luca, Circolo Sportivo Monte Adone e Crai Monzuno).

Ceniamo al Ristorante dell’hotel con una piazza ed una bibita. La giornata è stata meno dura rispetto al primo giorno. Sotto il riepilogo dei chilometri e dei costi.

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Dati Seconda Tappa

Lunghezza: 22.73 km  
Dislivello: +1251metri ; -996 metri
Altitudine Massima 936 metri
Altitudine Minima 397 metri  
Tempo: 8.30 h

In generale, questa tappa inizia a presentare qualche salita più tecnica e qualche passaggio di sentiero più impegnativo in mezzo al bosco, anche se non ci sono ancora tratti molto difficili. La salita verso il Poggio monte Venere è abbastanza impegnativa ma comunque non presenta pericoli o tratti con poca aderenza. Il percorso prevede comunque un dislivello in salita di 1600 metri, di cui alcuni in sterrato, quindi un buon allenamento è comunque necessario.

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Riepilogo costi seconda tappa

5,00 euro Colazione in piazza maggiore;
posto tenda gratis
doccia gratis
9,00 euro Cena al ristorante Poli;
TOTALE SECONDA TAPPA 14,00 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 49,35 euro

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TERZA TAPPA

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Smontiamo la tenda, facciamo colazione al ristorante albero Poli e passiamo a ritirare i panini che abbiamo prenotato la mattina precedente al market accanto all’hotel.

La terza tappa è senz’altro una delle più tecniche ed impegnative, si sviluppa infatti dentro i boschi e nella parte più impervia del percorso, con molti tratti ripidi e discese difficili.
A seconda del periodo è possibile incontrare tanto fango, quindi buona parte delle salite diventa molto più faticosa e alcune discese possono presentare passaggi scivolosi e pericolosi.

La partenza da Madonna dei Fornelli incontra subito un sentiero molto ripido, che si può bypassare facendo una parte di strada asfaltate.

Proseguiamo fino al borgo La Bonacca, salendo fino alla Pedrosa ed alla cima del monte dei Cucchi che fa sempre parte dell’appennino Bolognese nel comune di San Benedetto val di Sambro da cui appunto nasce il torrente Sambro uno dei più importanti affluenti del fiume setta. Siamo a circa 1138 metri sul livello del mare.

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Poco prima di pian di Balestra ho incontrato dei ragazzini che vendevano piccoli snak, caffè, aranciate a piccoli prezzi e volendo applicavano anche il timbro di Pian Di Balestra. Se volete fermatevi, sono bravi ragazzi e lavorano per farsi la paghetta settimanale.

Si arriva qunidi a Pian di Balestra per poi proseguire in territorio toscano superando il confine segnalato dalla sua famosa pietra. Vedi immagine sotto.

Poco prima del confine si può fare riforniemento alla fontanella perché fino a alla fine della tappa non troverete più fontanelle. Da questo luogo sono state prelevate le pietre per la costruzione della strada attorno al 187 a.c.

Poco prima del confine si può fare riforniemento alla fontanella perché fino a alla fine della tappa non troverete più fontanelle. Da questo luogo sono state prelevate le pietre per la costruzione della strada attorno al 187 a.c. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Subito dopo il confine, in territorio toscano c’è la vetta del monte Bastione con i suoi 1190 metri e del monte Luario a 1140 metri sul livello del mare.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o secunda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o secunda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Monte bastione ospita il tratto più suggestivo della flaminia militare. Undici chilometri di una strada perfettamente conservata che ci conducono in un pellegrinaggio unico tra natura e storia. Il tratto fu scoperto per la prima volta il 25 agosto del 1979 da Cesare Agostini e Franco Santi portando alla luce il primo tratto di basolato romano.

Vi sono state numerose ricerche archeologiche su questo percorso ed hanno evidenziato come gli antichi sentieri e mulattiere medioevali, ricalcavano in parte una strada romana, la transappenninica costruita da Gaio Flaminio nel 187 a.C. che collegava Bologna ed Arezzo, indicata dai ricercatori col nome di Flaminia minore o secunda o Flaminia Militare per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220a.c. dal padre di Flaminio che collegava Roma con Rimini.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

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Dopo l’arrivo in toscana inizia la piccola discesa fino ai 900 metri del Passo della Futa che durante la seconda Guerra Mondiale faceva parte della linea Gotica.
Proseguendo per il sentiero si incontrano nuovamente tratti di Flaminia Militare, di cui uno ben conservato e protetto da una sorta di recinto di legno. Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere.

Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Questo tratto è davvero spettacolare. Andate avanti il linea retta seguendo sempre le indicazioni per la Futa fino ad arrivare dopo poco alla strada asfaltata che da Pian del Voglio porta al Passo della Futa, SS 65.

Dopo questo bellissimo tratto di discesa arriviamo al Camping la Futa, dove piantiamo la tenda. Nel costo del posto tenda è presente anche la possibilità di fare il bagno in piscina ed usufruire di docce e bagni. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Dopo questo bellissimo tratto di discesa arriviamo al Camping la Futa, dove piantiamo la tenda. Nel costo del posto tenda è presente anche la possibilità di fare il bagno in piscina ed usufruire di docce e bagni.

Ed è proprio qui che io decido di lavare i miei vestiti con la mia borsa sacca SCRUBBA. Se non sai di che cosa si tratta ti consiglio di vedere il mio filmato sotto.

Qui sotto ho fatto anche un post dettagliato che spiega come usarla.

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Abbiamo infine cenato al Ristorante del Camping. Sotto i dettagli del percorso e di spesa.



Dati Terza Tappa

Lunghezza: 15.95 km  
Dislivello: +683metri ; -530 metri
Altitudine Massima 1191 metri
Altitudine Minima 799 metri  
Tempo: 5.50 h

Questa tappa ha un dislivello in salita di 700 metri, che in valore assoluto non sarebbe eccessivo, ma su passaggi così tecnici a parte in estate sono fangosi e quindi un buon allenamento è comunque necessario. È una delle tappe più brevi, sono solo 16 chilometri, quindi avendo una giornata a disposizione li può percorrere chiunque, seppur facendo alcune soste.
Ci sono alcuni passaggi abbastanza ripidi, quindi conviene affrontarli lentamente, soprattutto se non si è molto allenati. Nei periodi caldo è necessario portarsi una buona riserva di acqua, perché ci sono parecchi settori in mezzo al bosco senza accesso all’acqua.

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Riepilogo costi terza tappa

2,25 euro Colazione Hotel Poli;
6,50 Panini al market;
29,00 euro posto tenda al Camping la Futa;
15,00 euro Cena Campeggio;
TOTALE TERZA TAPPA 53,00 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 102,35 euro

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QUARTA TAPPA

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Colazione e partenza presto come ormai siamo abituati qui sulla Via Degli Dei.
Anche il passo della Futa, dove siamo adesso, faceva parte della linea Gotica, quella linea difensiva di cui vi ho già parlato su monte Adone. Qui durante la seconda guerra modniale erano presenti numerossissime postazioni difensive costruite dai tedeschi ma furono abbandonate dopo lo sfondamento da parte degli alleati nel settembre del 1944.

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone.

Dagli anni 50 il passo della futa è divenuto famoso perché è sede del cimitero militare germanico più grande d’Italia. Fu inaugurato nel 1969 ed oggi accoglie le salme di 30683 persone. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

La storia e questi luoghi servono per ricordarci che la guerra serve solo per arricchire le tasche dei politici o dei potenti di turno, a discapito delle persone comuni che spesso la guerra nemmeno la volevano fare. Questo luogo è sicuramente il luogo più toccante che si trova durante la via degli Dei.

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La partenza da Monte di Fò presenta subito una salita impegnativa: si può scegliere di passare nel bosco che in caso di fango sconsiglio oppure su strada tornare alla Futa riprendendo poi la Via degli Dei classica.

Noi decidiamo di prendere la via per il bosco per arrivare fino al monte Gazzaro a 1125 metri. Nell’immagine sotto il panorama su monte Gazzaro.

Noi decidiamo di prendere la via per il bosco per arrivare fino al monte Gazzaro a 1125 metri. Nell'immagine sotto il panorama su monte Gazzaro.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il sentiero che porta sulla cima della collina è sconsigliato in caso di maltempo e non percorribile in mountain-bike. In caso di maltempo è consigliato prendere la strada a destra che è pianeggiante e meno rischiosa.

Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, con un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta di Monte Gazzaro”, ovvero un quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, con un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta di Monte Gazzaro”, ovvero un quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri.

Proseguiamo poi lungo il crinale ed inziamo a scendere: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso. Sono presenti anche delle corde di ferro più avanti in modo da sostenervi e non scivolare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

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Proseguiamo poi lungo il crinale ed inziamo a scendere: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso. Sono presenti anche delle corde di ferro più avanti in modo da sostenervi e non scivolare.

Arriviamo in un grande spiazzo dove convergono varie vie, poco più avanti proseguendo dritto si trova il passo dell’osteria Bruciata posto ad 820 metri.

Arriviamo in un grande spiazzo dove convergono varie vie, poco più avanti proseguendo dritto si trova il passo dell'osteria Bruciata posto ad 820 metri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Una leggenda narra che in questa zona un tempo vi fosse un Osteria gestita da una famiglia che uccideva nel sonno i viandanti che pernottavano, s’impadronivano dei loro beni e utilizzavano le loro carni per sfamare i passanti successivi.

Un giorno un frate proveniente da Bologna e diretto a Firenze si fermò alla locanda. Il frate non era uno sprovveduto e capì subito che la carne nel piatto non era carne di manzo. Se ne fece dare un po’ con la scusa di darla ai suoi amici frati che lo aspettavano più avanti nel bosco ma una volta arrivato al paese di Sant’Agata (il paese che troveremo più avanti), andò dalle guardie spiegando che secondo lui era carne umana. Gli sbirri partirono e salirono al passo e trovarono altri resti umani nell’osteria. Tutta la famiglia che lavorava nella locanda fu impiccata e l’osteria venne bruciata affinché non fosse mai più ricostruita.

Una leggenda narra che in questa zona un tempo vi fosse un Osteria gestita da una famiglia che uccideva nel sonno i viandanti che pernottavano, s'impadronivano dei loro beni e utilizzavano le loro carni per sfamare i passanti successivi.   Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Si pensava appunto che questa fosse solo una leggenda finché alcuni anni fa furono ritrovati alcuni resti di mura e un pavimento con tracce d’incendio. L’unica documentazione certa riguarda una carta del 1585 eseguita da un perito in cui viene raffigurata la strada che passa dal valico con segnato sopra il nome di un edificio chiamato “spedaletto rovinato”. Lascio a voi la libertà di pensare che questa sia solo una leggenda o se sia un fatto realmente accaduto.

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Continuando a camminare si scende fino ad arrivare ad una vecchia casa semidiroccata: “Riarsiccio”, da qui andate avanti fino ad arrivare ad un bivio sulla destra. Qui ci sono due cartelli: se si gira a sinistra si prende il sentiero CAI n°46b verso Sant’Agata, se si gira a destra si continua a camminare sul sentiero iniziale n°46 verso Sant’Agata-San Piero a Sieve. Noi abbiamo deciso di andare sinistra e passare per sant’Agata per pranzare e riposarci.

Sant'Agata è un pesino molto carino, vale la pena fermarsi ed ammirare il piccolo borgo medievale e la bella Chiesa con il suo campanile e l'orologio.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Sant’Agata è un pesino molto carino, vale la pena fermarsi ed ammirare il piccolo borgo medievale e la bella Chiesa con il suo campanile e l’orologio.

Passato il ponte con il ruscello e passata la chiesa subito sulla sinistra c'è una piazzetta dove potete rifiatare e mangiare all'Osteriola. Posto molto carino per pranzare o cenare.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Passato il ponte con il ruscello e passata la chiesa subito sulla sinistra c’è una piazzetta dove potete rifiatare e mangiare all’Osteriola. Fatevi mettere il timbro sulla credenziale. Posto molto carino per pranzare o cenare.

Se avete tempo potete fare un giro anche attorno al borgo perché presenta molti punti in cui è possibile scattare belle foto e volendo si può scendere al piccolo ruscello che scorre sotto la città per mettere i piedi in bagno e rinfrescare la vostra giornata.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Se avete tempo potete fare un giro anche attorno al borgo perché presenta molti punti in cui è possibile scattare belle foto e volendo si può scendere al piccolo ruscello che scorre sotto la città per mettere i piedi in bagno e rinfrescare la vostra giornata.

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Dopo una sosta di un’ora ripartiamo. Dopo Sant’Agata inizia la seconda parte che si compone di un lungo tratto di discese dolci nelle colline del Mugello, per lo più asfaltate, in cui si può godere di bellissimi panorami. Da lontano si può vedere anche il lago di Bilancino e in lontananza anche Barberino del Mugello.
Dopo pochi chilometri però molto esposti al sole (che a me ha disrutto) arriviamo a San Piero a Sieve.

Montiamo la tenda al Camping Mugello Verde e dopo una doccia e un po’ di relax ceniamo al ristorante. Io mi sono dimenticato di farmi mettere il timbro, voi non fate come me mi raccomando.



Riepilogo costi quarta tappa

5,75 euro Colazione e Pranzo da portar via;
8,27 Pranzo-Merenda Sant’Agata;
29,00 euro posto tenda al Camping Mugello Verde con piscina;
21,25 euro Cena Ristorante del Campeggio;
TOTALE TERZA TAPPA 64,27 euro
TOTALE VIA DEGLI DEI 166,62 euro



Dati Quarta tappa

Lunghezza: 25.90 km  
Dislivello: +641 metri ; -1197 metri
Altitudine Massima 1125 metri
Altitudine Minima 296 metri  
Tempo: 6.30 h
Questa quarto giorno sulla Via Degli Dei ha una difficoltà media. Si sale molto la mattina presto dopo il passo della futa e si riscende molto. Ci sono tratti molto tecnici e c’è bisogno di scarpe adeguate per camminare sia in salita che in discesa. Prendetela con calma specialmente d’estate. È una delle tappe più difficili fatte fino ad adesso. Mio padre dopo questa giornata si è fermato ed ha dovuto rinunciare.

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QUINTA TAPPA

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La giornata inizia con una brutta notizia: mio padre non appoggia il piede a terra per via dei dolori e della vescica ormai diventata enorme sotto a tutto il piede. Per la quinta tappa partirò da solo.

Mentre cammino per raggiungere Monte Senario, mi metto a leggere le notizie sulla città di San Pier a Sieve e scopro che questa città all’inizio appartenenza alla famiglia degli Ubaldini ma successivamente i Medici entrarono a far parte di tutta la zona. Poco fuori dalla città infatti si trova la fortezza Medicea di San Martino e la villa Medicea del Trebbio quest’ultima patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La Fortezza è considerata una delle più estese fortificazioni italiane di tutti i tempi.

La presenza dei Medici in questa zona potrebbe essere legata alla necessità di tornare a respirare l’aria dei loro antenati. Anche se non ci sono documenti ufficiali a conferma, molti studiosi ritengono che i Medici siano stati realmente carbonai di Campiano, un piccolo borgo qui in collina vicino appunto a Cafaggiolo, dove appunto sorge la Villa Medicea. Se avete ancora voglia e soprattutto le gambe vi reggono ancora, a due chilometri di distanza dalla Villa medicea si può fare una piccola deviazione e raggiungere il lago di Bilancino.

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Proseguo sul sentiero prendo la strada in salita. Passato il cestello del Trebbio sulla destra continuo a camminare sulla Via degli Dei e incontro un tabernacolo del 1664, quasi perfettamente conservato

Proseguo sul sentiero prendo la strada in salita. Passato il cestello del Trebbio sulla destra continuo a camminare sulla Via degli Dei e incontro un tabernacolo del 1664, quasi perfettamente conservato. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il termine Trebbio significa “trivio” cioè il punto dal quale nascono tre strade.

Vado avanti e seguo le indicazioni CAI 17 Bo-Fi Bivigliano. La strada continua e si snoda nel bellissimo panorama del Mugello dove ammiro ulivi, borghi e tabernacoli.

Vado avanti e seguo le indicazioni CAI 17 Bo-Fi Bivigliano. La strada continua e si snoda nel bellissimo panorama del Mugello dove ammiro ulivi, borghi e tabernacoli. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguo fino ad arrivare alla strada statale per Firenze. Giro a sinistra per Tagliaferro, scendo fino ad incontrare nuovamente i segnali CAI per Bivigliano sul muretto che circonda una grande casa rossa.

Proseguo fino ad arrivare alla strada statale per Firenze. Giro a sinistra per Tagliaferro, scendo fino ad incontrare nuovamente i segnali CAI per Bivigliano sul muretto che circonda una grande casa rossa. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguo e supero un cancello che mi porta sulla strada bianca. Dopo poco le indicazioni dicono di girare a sinistra lasciando così alle spalle la strada sterrata e proseguendo nel bosco. Il sentiero sale e arriva a un bivio: CAI 00 e CAI 00-60: seguo il primo girando a destra e proseguite sulla strada bianca. Arrivati ad un piccolo spiazzo con il nome di “Camporomano” il sentiero riprende a destra nel bosco.

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Continuo sul tracciato fino a che non arriverete ad una strada asfaltata e in lontananza, sulla vostra destra, potrete ammirare la Badia del Buonsollazzo.

Continuo sul tracciato fino a che non arriverete ad una strada asfaltata e in lontananza, sulla vostra destra, potrete ammirare la Badia del Buonsollazzo.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Proseguite sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete il cartello per Monte Senario sulla vostra sinistra. Il sentiero prosegue in salita fino ad incrociare un cancello che dà su una strada asfaltata: è la strada che arriva al Convento di Monte Senario.

Proseguite sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete il cartello per Monte Senario sulla vostra sinistra. Il sentiero prosegue in salita fino ad incrociare un cancello che dà su una strada asfaltata: è la strada che arriva al Convento di Monte Senario. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il settore dentro al bosco fino al Convento di Monte Senario è spesso fangoso, tranne in estate. La salita si fa dolcemente ripida fino alla cima del monte posta ad 800 metri. Un tempo era luogo di eremitaggio, oggi gli ultimi 3 km regalano un paesaggio ideale per fare foto, picnic e relax all’interno del bosco. Appena sulla cima del monte inizio a scorgere il convento. Verso i mesi autunalli con la nebbia e l’umidità è una cosa da non perdere.

Il settore dentro al bosco fino al Convento di Monte Senario è spesso fangoso, tranne in estate. La salita si fa dolcemente ripida fino alla cima del monte posta ad 800 metri.  Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Il convento risale al 1234 fondato da sette nobili fiorentini, fondatori dell’ordine dei Servi di Maria perciò detti i sette santi fondatori. Ampliato successivamente nel 15esimo secolo da Ferdinando I de Medici, il figlio di Cosimo I de Medici. Per essere poi in parte modificato nel 18esimo e 19 secolo. La torretta dell’orologio è del 1834.

I frati producono alcuni liquori nella distilleria del convento un tempo un’antica farmacia. Dal 1865 producono la Gemma d’Abeto un liquore con estratti di Abete Bianco. Qui potete pranzare o riposare al fresco ai piedi del convento e magari entrare e visitarlo. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

I frati producono alcuni liquori nella distilleria del convento un tempo un’antica farmacia. Dal 1865 producono la Gemma d’Abeto un liquore con estratti di Abete Bianco. Qui potete pranzare o riposare al fresco ai piedi del convento e magari entrare e visitarlo. Volendo applicano anche il timbro sulla credenziale, io mi son dimenticato di chiedere.

Il convento risale al 1234 fondato da sette nobili fiorentini, fondatori dell’ordine dei Servi di Maria perciò detti i sette santi fondatori. Ampliato successivamente nel 15esimo secolo da Ferdinando I de Medici, il figlio di Cosimo I de Medici. Per essere poi in parte modificato nel 18esimo e 19 secolo. La torretta dell’orologio è del 1834. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

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Dopo una sosta nel punto di ristoro dei frati, prendo la strada sterrata che costeggia il Convento sulla destra, scendo lungo il viale alberato. Supero il cancello e prendo il sentiero che scende nel bosco a sinistra e che alla fine arriva in una strada asfaltata. Proseguo sulla strada fino a che il sentiero riprende a Vetta le Croci dopo circa mezz’ora nel verde girando sinistra.

Quest’ultimo tratto che porta ad Olmo è completamente aperto in una distesa di campi con panorami mozzafiato. Se guardate bene in lontananza infatti potrete già ammirare da lontano sia Fiesole che Firenze. Il sentiero continua fino ad arrivare nuovamente su strada asfaltata. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Quest’ultimo tratto che porta ad Olmo è completamente aperto in una distesa di campi con panorami mozzafiato. Se guardate bene in lontananza infatti potrete già ammirare da lontano sia Fiesole che Firenze. Il sentiero continua fino ad arrivare nuovamente su strada asfaltata. 
Attraversata la strada asfaltata il sentiero CAI n.° 2 prosegue in salita verso Poggio Pratone, a 700 metri s.l.m. da dove è possibile godere di un bellissimo panorama verso Firenze. Nella foto sotto ero già distrutto.

Attraversata la strada asfaltata il sentiero CAI n.° 2 prosegue in salita verso Poggio Pratone, a 700 metri s.l.m. da dove è possibile godere di un bellissimo panorama verso Firenze. Nella foto sotto ero già distrutto. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da Poggio Pratone si scende su strada sterrata fino a Monte Fanna. La strada diventa poi asfaltata, una volta attraversata la frazione di Borgunto, e si giunge nella piazza di Fiesole.

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Da Poggio Pratone si scende su strada sterrata fino a Monte Fanna. La strada diventa poi asfaltata, una volta attraversata la frazione di Borgunto, e si giunge nella piazza di Fiesole. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

La città di Fiesole è stata in passato una città etrusca molto importante. Fu una grande alleata di Roma fin dal terzo secolo a.c.. Dal 14esimo secolo in poi fu considerata uno dei sobborghi più esclusivi d’Italia e pensate fino al 2017 è stato il comune più ricco di tutta la toscana quando poi nel 2018 è stata superata dal comune di Lajatico.
Nell’aera archeologica c’è un teatro romano, le terme un tempio ed un museo etrusco. Fiesole da sede anche ad importanti istituzioni culturali come l’istituto universitario Europeo, l’università di Harvard a villa i tatti che ospita il centro di ricerca sul rinascimento italiano o la Georgetown University a villa le balze che ospita i suoi studenti durante la loro permanenza di studi in Italia. Inoltre Villa sparta sempre qui a Fiesole era la residenza della famiglia reale greca.

Durante la seconda guerra mondiale, fu teatro del cosiddetto episodio dei Martiri di Fiesole, ovvero tre carabinieri si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo i tre furono fucilati. Questo monumento nell'immagine sopra fu eretto appunto per ricordare il grande gesto compiuto da queste tre grandi persone che ricevettero poi la medaglia d’oro al valor militare. La Rai ha anche fatto un film in memoria di questo e se siete curiosi di vederlo si chiama “A testa Alta” I Martiri di Fiesole ed è uscito su Rai 1 il 2 giugno del 2014. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Durante la seconda guerra mondiale, fu teatro del cosiddetto episodio dei Martiri di Fiesole, ovvero tre carabinieri si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo i tre furono fucilati. Questo monumento nell’immagine sopra fu eretto appunto per ricordare il grande gesto compiuto da queste tre grandi persone che ricevettero poi la medaglia d’oro al valor militare. La Rai ha anche fatto un film in memoria di questo e se siete curiosi di vederlo si chiama “A testa Alta” I Martiri di Fiesole ed è uscito su Rai 1 il 2 giugno del 2014.

Prima di partire verso Firenze, mi sono fermato al Cefè Deja Vu per farmi fare un timbro sulla credenziale bere qualcosa e mangiare un gelato. Si trova sulla piazza princiale, lo trovate facilmente.

Da qui si può scegliere se prendere l'autobus n.° 7 ed arrivare fino alla stazione di Firenze, oppure prendere la panoramica fino alle scuole medie e percorrere il sentiero CAI n.° 7 che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere direttamente a piedi passando per Coverciano. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Da qui si può scegliere se prendere l’autobus n.° 7 ed arrivare fino alla stazione di Firenze, oppure prendere la panoramica fino alle scuole medie e percorrere il sentiero CAI n.° 7 che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere direttamente a piedi passando per Coverciano.

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Ho preso invece una terza via, la via vecchia fiesolana, più diretta saltando il sentiero CAI n.7. Ci sono meno sali scendi ma come lughezza è la stessa. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Ho preso invece una terza via, la via vecchia fiesolana, più diretta saltando il sentiero CAI n.7. Ci sono meno sali scendi ma come lughezza è la stessa.

L’arrivo a Firenze è qualcosa di favoloso. Impossibile descrivere l’emozione di arrivare a Firenze al tramonto e ritrovare tanti compagni di viaggio incontrati lungo il cammino.

L'arrivo a Firenze è qualcosa di favoloso. Impossibile descrivere l'emozione di arrivare a Firenze al tramonto e ritrovare tanti compagni di viaggio incontrati lungo il cammino. Via Degli Dei Trekking CAI Appennino Camminare Cammino Sentiero Italia Cammino Bologna Firenze A Zonzo Con Zazzu Gianluca Stefanelli San Luca Portici

Adesso mi rendo conto che dopo più di 130 chilometri a piedi con un percorso così ricco di esperienze sensoriali di ogni genere, questo non sia solo un punto di arrivo. Vi consiglio di farlo perché merita davvero, merita tutta la fatica, tutti gli sforzi, tutti i piccoli dolori delle gambe ed i piccoli imprevisti che ci sono capitati. Spesso si cercano mete all’estero in stati lontanissimi ma ricordiamoci che il nostro paese è il più desiderato da molti, cerchiamo di salvaguardarlo sempre, di rispettarlo non solo a parole ma anche attraverso i nostri gesti quotidiani. Prima di tornare alla stazione ultimo timbro sulla credenziale dentro Palazzo Vecchio e torno in stazione.

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Adesso tutto bello puzzolente slgo sul primo treno per Pontedera, per l’ultima ora di treno. VI dico solo che puzzavo talmente tanto che nessuno voleva mettersi seduto vicino a me.

Spero di averti trasmesso la passione per questa avventura e spero di averti dato quante più informazioni possibili per poter poi rifare da solo questa esperienza di viaggio. Sotto ad ogni video ho messo la Mappa in formato PDF col percorso che ho fatto, con sopra tutte le mie annotazioni con i punti dove trovare l’acqua, dove ho mangiato, dove ho dormito e dove mi sono fatto fare i timbri per la mia credenziale. Tutto scaricabile gratuitamente come sempre.

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Sotto ti metto il video della mia attrezzatura nel caso tu sia interessato a qualcosa



Riepilogo costi finali

3,50 euro Colazione al Campeggio;
3,00 Panini Comprati al Campeggio;
3,00 euro Gelato comprato a Fiesole ad una gelateria;
1,50 euro Bibita Fresca comprata al Bar Dejavu;
TOTALE TERZA TAPPA 11,00 euro

TOTALE VIA DEGLI DEI 177,62 euro



In pratica ho speso quasi quanto tre giorni a Venezia. Non hai visto i video? sotto ne hai uno.



Dati Quinta tappa

Lunghezza: 34.68 km  
Dislivello: +1367 metri ; -1510 metri
Altitudine Massima 817 metri
Altitudine Minima 50 metri
Tempo: 11.30 h
Questa qunita tappa è quella più dura. Se non ve la sentite consiglio di fermarvi a Fiesole o anche prima. L’ultimo giorno potete andare a Firenze e approfittarne anche per visitare la città. Dopo San piero a Sieve si sale tanto. Le vostre ginocchia verranno messe a dura prova.

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HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO

Con i tre video della serie “Venezia Low Cost” che ho caricato sul mio canale di Youtube ho deciso di limitare le musiche e la voce fuori campo per farvi ascoltare i suoni reali della città. In questo modo spero di farvi viaggiare anche voi assieme a me, dentro una delle città più invidiate e più imitate al mondo.
Ho passato tre giorni a Venezia a settembre 2020. Mi sono goduto la città come penso mai mi potrà ricapitare visto che solitamente trabocca di turisti stranieri ed italiani.

La città si gira bene a piedi, percorrendo le calli che intersecano i canali su cui si affacciano strutture architettoniche uniche nel suo genere. Difficile stabilire un itinerario preciso perché Venezia ti attrae nelle sue calli (strade) all’interno di ogni sestriere (quartiere) come nemmeno un labirinto saprebbe fare ed è facile anche perdersi per poi ritrovare la strada corretta. Un po’ come nella vita.

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Ho scelto di fare questo piccolo viaggio in Italia per non pensare troppo all’operazione che avrei dovuto fare agli occhi (dovevo correggere i miei difetti visivi dovuti alla miopia). Ho portato con me solo il mio telefono come sempre. Chi mi segue lo sa che a me piace viaggiare leggero e scarico da trepiedi, reflex o altri supporti. Per cui tutte riprese a mano ed improvvisate sul momento. Ho fatto lo zaino e sono partito. Il resto è tutto nei video e nella descrizione che trovate sotto con tutti i riferimenti come sempre ad ogni cosa che faccio per essere il più trasparente possibile. Imitatemi, copiatemi o semplicemente prendere qualche spunto per poi fare sicuramente meglio di come ho fatto io. Perché se vuoi, puoi farlo anche tu e meglio! Basta volerlo. 🙂


INDICE



STORIA DI VENEZIA

Venezia sorge in mezzo al mare, edificata su pali di legno conficcati nel fango. Rappresenta un miracolo artistico ed architettonico che ha origine nel quinto secolo dopo cristo.
La prime popolazioni venete o gli “eneti” arrivarono da una località a nord della Turchia chiamata paflagonia. Quindi Venezia sarebbe la fusione culturale di più popolazioni migrate nel corso dei secoli, rappresentando nell’antichità ciò che oggi per noi rappresenta New York.

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Le sue 120 isole su cui sorgono oggi i vari palazzi dei vari quartieri o come li chiamano qui “i sestrieri”, sono pieni di “Calli” cioè delle strette che si intersecano con i canali, dando vita a 450 ponti, uno più bello dell’altro. Ogni isola ha una sua chiesa e quindi a Venezia sorgono ben 120 chiese alcune delle quali sembrano galleggiare sopra l’acqua salata della laguna.

La bellezza di piazza San Marco e il Palazzo Ducale hanno contribuito a rendere Venezia una meraviglia dell’arte mondiale, un luogo unico ed inimitabile. Non è certo un mistero che ogni scrittore, poeta, musicista, artista che ha assaporato la visione di questa città ha provato a raccontarla ed a scavare nella sua anima eterna.

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VENEZIA DAY1

Sotto i costi in riferimento al primo video su Venezia. Ho camminato per quasi 10 km in giro per la città partendo dalla Stazione, passando per il ghetto Ebraico, proseguendo verso nord est per poi tornare verso San Marco e salire sulla scala contarini del Bovolo. Sotto i costi che ho sostenuto.

Sono partito dalla mia città, Pontedera in provincia di Pisa. Ho preso un treno regionale fino a Firenze S.M.N. per poi salire su un treno Frecciarossa che in due ore mi ha portato da Firenze a Venezia. Il costo del treno non verrà calcolato nel totale spese perché, a diffrenza di me, potresti partire da Roma o da Napoli o da Bari, tanto per citare delle città molto lontane oppure arrivare da una città come Padova che è molto più vicina. Per questi motivi qunidi nel totale spese troverai solo i costi sostenuti a Venezia e non quelli per raggiungerla.

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STAZIONE

Appena uscito dalla stazione di Venezia Santa Lucia, ho già un’anteprima sulla bellissima città.

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La prima cosa che faccio una volta arrivato in stazione è fare rifornimento d’acqua ad un supermarket per non aver problemi succesivamente ed esere libero di camminare senza pensare a dover trovare un posto dove bere. Mi fermo ad un supermarket Despar che trovo dopo 150 metri sulla sinistra della stazione e compro una bottiglia d’acqua da 1,5 litri al costo di 0,25 euro.



GHETTO EBRAICO

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La mia giornata inizia così dal quartiere di Canareggio attraversando il Ponte delle Guglie fino al suggestivo Ghetto ebraico, il ghetto pensate più antico d’Europa dove permangono tuttora le istituzioni religiose e amministrative ebraiche e cinque sinagoghe alcune delle quali visitabili grazie ai tour guidati del Museo. Se ti interessa visitare il museo devi sapere che è chiuso il Sabato ed aperto i restanti giorni della settimana dalle 10:00 alle 17:30.

Tra le botteghe e pasticcerie di dolciumi tipici come ad esempio i Kosher, si raggiunge la piazza principale chiamata Campo del Ghetto Nuovo dove appunto è presente il museo. Sembra quasi d’immergersi nelle atmosfere che hanno ispirato il grande Shakespeare per il suo Mercante di Venezia.

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L’asimmetrica piazza di campo del Ghetto nuovo che i bambini del sestiere oggi usano come campo da gioco era in passato il vero fulcro dell’impero marittimo di Venezia. Gli ebrei veneziani oggi sono ormai poche centinaia, in origine erano confinati nel quartiere della Giudecca ma con il tempo risultò conveniente avere vicini i banchieri, i mercanti di tessuti e gli artigiani. Fu così che nel 1385 le comunità armena, ebraica, turca e greca ottennero il permesso di risiedere in città. L’inquisizione spagnola nel 1541 costrinse gli abitanti del Ghetto a sopraelevare gli edifici esistenti così da fornire alloggi e sinagoghe ai nuovi mercanti ebrei in fuga, mentre in città fioriva il Rinascimento.

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CHIESA MADONNA DELL’ORTO

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Inizio di nuovo a camminare sui canali e raggiungo la Chiesa della Madonna dell’Orto che al suo interno racchiude tantissime opere del pittore Jacopo Robusti detto il Tintoretto.

L’ingresso costa 3 euro per gli adulti e 1,50 per i bambini. Puoi visitarla sempre perché è aperta 7 giorni su 7. Piccola curiosità poco prima di raggiungere la Chiesa, si passa davanti alla Casa del pittore Tintoretto. Cercatela!



PONTE CHIODO E LA CHIESA DEI GESUITI

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Riparto a camminare e passando da Ponte Chiodo l’unico ponte privo di parapetto in tutta Venezia e raggiungo la Chiesa dei Gesuiti su Fondamenta Nuove.

Anche qui l’ingresso costa 1 euro. Nel periodo in cui sono andato io l’altare della chiesa era in ristrutturazione. Come avrai capito per entrare ad ogni Chiesa a Venezia si paga l’ingresso.



CALLE VARISCO

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Raggiungo poi Calle Varisco, una delle Calli più strette a Venezia. Questa piccola via sfocia su un canale ed è semplicemente un luogo curioso da divisitare se volete e magari sbizzarrirvi in foto più o meno complesse per i vosti canali social.




PIAZZA CAMPO GIOVANNI E PAOLO

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Riparto a camminare e raggiungo il quartiere (sestriere) Castello sul Campo dei Santi Giovanni e Paolo dove sono presenti la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli a pochi passi dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo che fa da spalla alla bellissima facciata dell’antica Scuola di San Marco. La piazza campo è un incanto ed è impreziosita dalla statua equestre di Bartolomeo Colleoni.

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BARTOLOMEO COLLEONI

C’è un aspetto molto simpatico che voglio condividere con coi quando ho letto la ua storia.
Bartolomeo Colleoni era un condottiero militare molto vanitoso: aspetto insolito per un forte uomo d’armi. Non morì in guerra ma nel suo comodo letto, a ben ottanta anni, pieno di gloria e di ricchezza.

Bartolomeo Colleoni era un condottiero militare molto vanitoso: aspetto insolito per un forte uomo d’armi.  Venezia

Fu lui ad essere chiamato per la prima volta “Colione”. Bartolomeo per primo andava orgoglioso del proprio cognome ed adorava urlarlo ai quattro venti. Il suo grido di guerra era “Coglia!” cioè coglioni. Tre testicoli infatti erano con orgoglio impressi sullo stemma di famiglia. Fu lui a farli imprimere per primo sullo stemma. Secondo alcuni, Bartolomeo disponeva di tre testicoli ma lui non confermò mai.

Ormai vecchio, il Colleoni si preoccupò di fare un accurato testamento lasciando tutto alla sua amata città, annullando il credito di tutti i suoi stipendi arretrati. Richiese però in cambio che gli fosse eretta una statua equestre in bronzo presso la piazza principale: San Marco. A Venezia i monumenti celebrativi di singole personalità erano vietate ma per il suo eroe la città fece un’eccezione. Forse perché gli aveva lasciato in cambio un’enorme somma di denaro. La sua statua però fu collocata in una piazza meno importante: quella di Campo San Giovanni e Paolo.

Alla base della statua è stato collocato il famoso scudo sul quale sono rappresentati i tre testicoli umani così come sulla sua tomba.

Alla base della statua è stato collocato il famoso scudo sul quale sono rappresentati i tre testicoli umani così come sulla sua tomba. Venezia

La scultura era stata affidata ad Andrea Verrocchio, il maestro Di Leonardo Da Vinci ma la morte impedì al Verrocchio di completare l’opera. Il Verrocchio sapeva di essere malato e facendo testamento e affidò la conclusione dei lavori al suo pupillo Lorenzo di Credi. Venezia però non volle affidare il lavoro a un giovane pittore ed inesperto scultore e dunque chiamò il Leopardi.


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PRANZO

Si è fatta ora di pranzo e decido di pranzare all’Osteria Vineria Gastonomica Sepa conosciuta anche come “Il presidio del Gusto”. Si trova molto vicino al Ponte di Rialto. C’ho messo dieci minuti a trovarla perché le vie in quella zona sembravano quasi un labirinto. Vi lascio sotto la cartina di google maps con il punto esatto. Spesa per quanto visto nel video 13 euro. Vai a vedere il video per sapee cosa ho mangiato!



PONTE DEI CONZAFELZI

Con la pancia piena, passando davanti alla Casa di Marco Polo, passando dal ponte dei Conzafelzi arrivo ad una casa che è circondata da tre lati da acqua ed è l’unica appunto in tutta Venezia che presenta questa caratteristica.

Con la pancia piena, passando davanti alla Casa di Marco Polo, passando dal ponte dei Conzafelzi arrivo ad una casa che è circondata da tre lati da acqua ed è l'unica appunto in tutta Venezia che presenta questa caratteristica.



LIBRERIA ACQUA ALTA

Arrivo poi alla Libreria acqua alta, tappa obbligatoria se visiti Venezia. Piena di libri usati accatastati in vecchie gondole e mensole. Dormono un sacco di gatti all’interno della libreria se sei più fortunato di me potrai vederli. Sul retro della bottega potrai salire sulla pila di libri ed affacciarti sul canale o fotografarti per postare poi la foto sui tuoi canali social.

Arrivo poi alla Libreria acqua alta, tappa obbligatoria se visiti Venezia.

Questo luogo sempra quasi sospeso nel tempo e l’affaccio sul canale è uno dei posti più belli in tutta Venezia secondo me. Volendo si può salire gratis sulla gondola che è sul retro.

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SCALA CONTARINI DEL BOVOLO

Passando davanti alla Chiesa di Santa Maria Formosa affiancata dal suo campanile arrivo nel quartiere di San Marco fino alla Scala contarini del Bovolo che spicca per i suoi 26 metri di altezza e da oltre mezzo millennio incanta per la sua elegante forma a spirale (in dialetto veneziano Bovolo è sinonimo di Spirale o Chiocciola). Si tratta di uno dei tesori nascosti di Venezia.

venezia I suoi 113 gradini conducono in cima su uno splendido terrazzino. Da quassù in alto si può vedere il campanile di San Marco, le cupole delle Chiese ed i tetti rossi della città.

I suoi 113 gradini conducono in cima su uno splendido terrazzino. Da quassù in alto si può vedere il campanile di San Marco, le cupole delle Chiese ed i tetti rossi della città. Al tramonto è davvero una cosa spettacolare ed i colori si accendono. Questo è un ottimo punto per fare delle belle foto.
Dal 2016 è aperta al pubblico. Si deve però prenotare prima su questo sito web. Io non avevo prenotato ma ho avuto la fortuna di poter entrare al posto di una persona che aveva cancellato la prenotazione poco prima del mio arrivo. Voi non rischiate e prenotate prima.



SAN MARCO

Arrivo così nel cuore della città in piazza San Marco,dove sempre ti manca il respiro di fronte a tanta bellezza.

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CENA

Dopo un po’ di sosta e dopo aver girato un po’ di video e qualche foto, prendo il vaporetto e torno alla Giudecca per fare una doccia, riposarmi prima di andare a cena alla pizzeria 1000 Gourmet al costo di 22 euro.

Dopo una passeggiate per la piazza di notte mi metto lungo la riva della laguna per scoltare il rumore del mare e il rumore delle gondole per poi tornare in ostello e riposare. Pronto per il seondo giorno a Venezia.



BIGLIETTO PER IL VAPORETTO

Un’altro aspetto da sapere è il costo dei Vaporetti. Sul sito web dell’ACTV trovate tutti i costi relativi alle corse urbane. Consapevole del fatto che sarei rimasto a Venezia per 3 giorni avevo due possibilità: fare il carnet valido per 10 corse al costo di 14 euro oppure fare l’abbonamento per 3 giorni con corse illimitate su tutte le linee al costo di 40 euro.

Ho provato a fare una proiezione di quante corse avrei potuto fare nei tre giorni succesivi ma spinto dal fatto di non voler essere troppo legato all’aspetto del distillare il numero di corse in vaporetto e di godermi gli spostamenti in barca, ho optato per la soluzione abbonamento. Volendo prendendo due carnet di 10 corse si riesce a risparmiare qualcosa anche qui. Valutate voi in base al giro che farete. Con questa tipologia di biglietto o abbonamento si può andare a Murano e Burano senza dover fare biglietti aggiuntivi.



RIEPILOGO COSTI PRIMO GIORNO

00,25 euro Bottiglia di Acqua comprata ad un supermarket.
13,00 euro Pranzo primo giorno a Venezia dal “Presidio del Gusto” vicino al ponte di Rialto.
39,90 euro Pernottamento 2 notti presso l’ostello Venezia nel sestriere Giudecca (colazione inclusa).
01,00 euro ingresso nella chiesa dei Gesuiti.
03,50 euro Gelato per Merenda.
07,00 euro ingresso alla scala contarini del Bovolo.
40,00 euro abbonamento per il vaporetto per 3 giorni (ingressi illimitati).
22,00 euro Cena alla Pizzeria 1000 Gurmet (pizza, bibita e dolce).
TOTALE PRIMO GIORNO 126,65 euro

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VENEZIA DAY2



COLAZIONE

Colazione Venezia

Dopo essermi svegliato presto e dopo aver fatto colazione davanti al bellisimo panorama sulla laguna con vista su Piazza San Marco, prendo il traghetto per San Marco.

PIAZZA SAN MARCO

Rimango meravigliato di nuovo nonstante fossi già venuto qui la sera precedente. Si percepisce il perché questa città sia una delle più invidiate ed imitate al mondo e sul perché nessuna sua imitazione può essere minimamente paragonabile a questa dove mi trovo adesso. Sembra quasi di rivivere con la mente i momenti in cui Venezia era la regina incontrastata del commercio con l’asia ed è un regalo che assolutamente dovete farvi almeno una volta nella vita.


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BASILICA DI SAN MARCO

Basilica di San Marco Venezia

Potrai passeggiare tra i monumenti più importanti, tra le librerie ed i caffe storici attorno alla piazza e se avrai tempo potrai visitare la Basilica di San Marco, conosciuta anche come la Chiesa d’Oro non solo per il tesoro di San Marco ma anche per sue prezione decorazioni e mosaici scintillanti. un tempo era la sede dei Dogi, oggi custodisce i resti di San Marco trafugati da Alessandria d’Egitto attorno all’828.

Campanile di San Marco Venezia

L’idea mia iniziale era quella di provare ad entrare nella Basilica. La lunga coda presente all’ingresso mi ha scoraggiato ed ho deciso di continuare il mio giro a Piedi saltando a malicuore questo bellissimo monumento. Qui potete prenotare una visita attraverso il loro sito.




CAMPANILE DI SAN MARCO

Si può salire nel campanile di San Marco alto 98 metri per avvicinarsi alla sagoma dell’Angelo Gabriele. Non tutti sanno che dopo il crollo del 1902 , la torre appunto di San Marco è stata ricostruita quasi d’intero punto. Solitamente c’è sempre un sacco di persone in fila per salire in cima al campanile, quindi oltre al costo del biglietto, aggiungeteci il tempo di attesa e valutate se vi conviene sprecare un’ora in fila a Venezia.



TORRE DELL’OROLOGIO

La bellissima torre dell'orologio è un qualcoa di favoloso perché racchiude con semplicità ed eleganza tutte le informazioni relative al tempo. Il quadrante dell'orologio è in oro e smalto blu; segna ora, giorno, fasi lunari e zodiaco.

La bellissima torre dell’orologio è un qualcoa di favoloso perché racchiude con semplicità ed eleganza tutte le informazioni relative al tempo. Il quadrante dell’orologio è in oro e smalto blu; segna ora, giorno, fasi lunari e zodiaco.

I Mori di Venezia (le due statue presenti in cima alla torre) segnano le ore battendo la campana coi loro martelli (tanti rintocchi quante sono le ore), ma con una precisa modalità. Il Moro Vecchio batte le ore due minuti prima dell’ora esatta, a rappresentare il tempo che è passato, mentre il Moro Giovane suona l’ora due minuti dopo per rappresentare il tempo che verrà. Se passate allo scoccare di un’ora, provate a stare sotto ad ascoltare.


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PONTE DI RIALTO

Riparto a cammniare in direzione di un altro simbolo di Venezia ovvero il Ponte di Rialto. Il ponte è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande.

Riparto a cammniare in direzione di un altro simbolo di Venezia ovvero il Ponte di Rialto. Il ponte è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell'Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande. VENEZIA

Un tempo il ponte era tutto in legno e poteva sollevarsi per far passare le grandi barche che passavano dal canal Grande. I costi di manutenzione e i continui cedimenti diedero spinta alla costruzione di un ponte fisso in pietra. Ci vollero tantissimi anni per iniziare i lavori ma una volta iniziati il ponte venne terminato molto rapidamente.



MERCATO DEL PESCE

Dal Ponte di Railto passiamo dal quarteire di San Marco a quello di San Polo. Proseguo la mia visita verso il mercato del Pesce al Minuto passando davanti alla chiesadi San Giacomo di Rialto. Se andate la mattina potrete vedere il pesce fresco sulle tavole, un po’ come accadeva una volta.

Dal Ponte di Railto passiamo dal quarteire di San Marco a quello di San Polo. Proseguo la mia visita verso il mercato del Pesce al Minuto passando davanti alla chiesadi San Giacomo di Rialto. Se andate la mattina potrete vedere il pesce fresco sulle tavole, un po' come accadeva una volta. VENEZIA

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PRANZO

Riparto il mio giro attraversando il quartiere San Polo , passando dal Ponte delle Tette, Ponte Bernardo, Campo San Polo con la Chiesa Rettoriale, la Basilica di Santa Maria dei Frari, Campo San Pantalon entrando per pochi pacchi nel sestriere di Dorsoduro, fino ad arrviare alla Chiesa di San Nicola da Tolentino in Campo dei Tolentini. Qui mi fermo a pranzo al Bacareto da Lele.

Compro due panini e una bottiglia d’acqua fresca al costo di 3 euro. Sono dei panini piccoli ma comunque per un pranzetto veloce possono bastare, specie se come me avete della frutta nello zaino. Se a differenza di me amate bere, puoi avere un bicchiere di vino o mangiare quasiasti tipo di cicchetto (un assaggio di cibo, come i panini). Decido di prenderene altri due cicchetti (panini) e di metterli nello zaini per poi mangiarli a merenda. Locale consiglietissimo. Occhio che la domenica ed il abato è aperto fino alle 14.



CANAL GRANDE IN VAPORETTO

Dopo una breve sosta sulla scalinata della Chiesa di San Simeon Piccolo e dopo aver dato un pezzetto di banana ad un gabbiano affamatissimo che addirittura ha mangiato dalla mia mano, arrivo fino al ponte della Costruzione. Quì dalla fermata di piazzale Roma, decido di prendere il Vaporetto e di navigare su tutto il canal Grande fino a piazza San Marco.

Quì dalla fermata di piazzale Roma, decido di prendere il Vaporetto e di navigare su tutto il canal Grande fino a piazza San Marco

Il tempo sereno con il sole splendente ha messo ancora di più in risalto i colori ed il profumo di Venezia. L’emozione ovviamente non si può descrivere, dovete provare navigare su una delle meraviglie del mondo e poi capirete sicuramente. Ci vogli circa 30/40 minuti per attraversare tutto il canal Grande in questo modo.

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CALLE SEGRETA

Arrivato in piazza San Marco, volevo visitare un posto, di cui avevo sentito parlare e in cui pochi vanno. Si trova molto vinico a Piazza San Marco, ci vogliono circa 11 minuti di camminata verso ovest da piazza San Marco. La via si chiama “Calle Traghetto Vecchio” ma sull’insegna trovate scritto “Calle Del Traghetto”. Ci sono poche indicazioni, si trova subito dopo il negozio di Dolce e Gabbana.

Percorrete tutta la via che è lunghissima ma porta di fronte ad uno dei panorami più belli di tutta Venezia. Se siete amanti di foto, potete arricchire il vosto album o se siete più social potete arricchire i vosti canali social. La prima foto in questo articolo è stata scattata di giorno, mentre questa sotto è stata fatta di notte, perché ci sono tornato di notte ma dai video non si è visto

Percorrete tutta la via che è lunghissima ma porta di fronte ad uno dei panorami più belli di tutta Venezia. Se siete amanti di foto, potete arricchire il vosto album o se siete più social potete arricchire i vosti canali social. La prima foto in questo articolo è stata scattata di giorno, mentre questa sotto è stata fatta di notte, perché ci sono tornato di notte ma dai video non si è visto. Motivo per seguirmi anche qui sul sito perchè troverai molte altre informazioni rispetto ai video.

Percorrete tutta la via che è lunghissima ma porta di fronte ad uno dei panorami più belli di tutta Venezia. Se siete amanti di foto, potete arricchire il vosto album o se siete più social potete arricchire i vosti canali social. La prima foto in questo articolo è stata scattata di giorno, mentre questa sotto è stata fatta di notte, perché ci sono tornato di notte ma dai video non si è visto



CAMPANILE DI SAN GIORGIO

Torno in Piazza San Marco e decido di salire sul Campanile. Non quello di San Marco ma quello di San Giorgio che si trova sul percorso di ritorno verso il mio ostello alla Giudecca. Come ti dicevo già all’inizio del secondo giorno, a san Giorgio c’è meno fila per salire e se arriverai mezz’ora prima della sua chiusura (alle 18:30 non troverai quasi nessuno.

La salita in cima al Campanile ti offre una dei quelle esperienze uniche in tutta Venezia. Avrai la possibilità di ammirare tutto il panorama sulla laguna. Anche con il drone avrai la possibilita di fare delle belle riprese, sono d’accordo, ma la vista sulla laguna ti lascerà senza fiato per qualche istante. Da provare. Il Biglietto costa 6 euro ma li valgono tutti.

Torno al mio ostello per riposare un’ora e farmi una doccia.

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CENA

Per la cena ho deciso di andare in un ristorante Vegano molto semplice e molto carino che si trova vicino alla fermata di Santa Marta. Si raggiunge a piedi in pochi minuti. Ceno con antipasto primo e una bottiglia d’acqua spendendo 18,90 euro. Si ordina tramite menù accessibile con il QRcode per non sprecare carta.

Lo stile è di un risotante Vegano, totalmente diverso dal lusso sfrenato che si trova attorno a San Marco e Rialto. Esperienza fatta perchè sono Vegetariano dall’ormai aprile 2014.

Raggiungo sempre in Vaporetto la piazza di San Marco e mi mangio un gelato al costo di 3 euro per poi rientra in ostello e preparare lo zaino per il mio ultimo giorno di viaggio a Venezia. Domani dovrò andare a Murano e Burano, per cui a letto presto per alzarsi attorno alle 7:00.



RIEPILOGO COSTI SECONDO GIORNO

03,00 euro Pranzo dal Bacaretto da Lele (2 panini e una bottiglia di acqua).
02,00 euro altri due panini comprati sempre al Bacaretto e mangiati a Merenda.
06,00 euro ingresso al campanile di San Giorgio
18,90 euro Cena alla Tecia Vegana (antipasto e primo piatto).
03,00 euro Gelato per dopo Cena.
TOTALE SECONDO GIORNO 32,90 euro
TOTALE VIAGGIO 159,55 euro

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VENEZIA DAY3



COLAZIONE

Sveglia prestissimo anche il terzo giorno. Faccio colazione come sempre con il solito bellissimo panorama sulla laguna Veneziana. Prima di partire, lascio gli oggetti più pesanti che non mi serviva avere nello zaino in un armadietto di sicurezza in ostello pagando 5 euro. Riparto col Vaporetto stavolta in direzione Murano. Non passo da est ma decido di andare prima in Piazzale Roma per poi partire in direzione di Murano. Ci sono vari vaporetti che raggiungolo Murano su varie linee, la diretta è la numero 3. Controllate comunque sia orari di andata che di ritorno sul sito web dell’ACTV.

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MURANO

Dopo quasi 45 minuti raggiungo la fermata di Murano Faro e scendo per camminare in una Murano ancora deserta e priva di turisti poiché è ancora mattina presto.

Attraverso vari ponti più piccoli e camminando su Ponte Lungo arrivo su riva Longo, passo davanti al museo del Verto e raggiungo la Basilica dei Santi Maria e Donato su campo San Donato. La Basilica antichissima e molto ben tenuta. Necessaria una visita per apprezzare lo stato di conservazione. C’è la possibile visita alle catacombe a pagamento.

La bellezza e la celebrità di questa basilica sono ben spiegate su diverse guide ma quella che reputo costituisca una rara esperienza è quella di poter camminare sui fantastici mosaici del pavimento, stesi dagli stessi posatori che operarono sul pavimento della Basilica di San Marco. Diversamente dalla maggior parte delle Chiese Veneziane, a San Donato è consentito passeggiare sui mosaici. “Sono stati fatti per questo” si sostiene.

Attraversando il ponte di fronte alla Basilica raggiungo Fondamenta Andrea Navagero e provo a capire dove è possibile assistere ad una lavorazione del vetro e se è possibile farlo. Provo a chiedere anche ad un locale che arriva in barca. Mi da vari nomi. La prima in cui provo ad entrare è la Fornace della Vetreria Rossetto. Siamo in una domenica di fine settembre ed a Murano c’è veramente poca gente. Mi dicono che posso assistere pagando 5 euro. Eravamo in 3 persone. Tra mezz’ora inziamo il tour. Esco dicendo che nel metre voglio scattare delle foto.



LAVORAZIONE DEL VETRO

Arrivo alla seconda Azienda che lavora il Vetro: Ferro e Lazzarini. Entro dentro. Provo a chiedere se era possibile assistere ad un’esibizione. Mi rispondono di sì e mi chiedono se sono da solo. Rispondo di sì. Dopo qualche battuta sul mio accento toscano, questo signore mi suggerisce di aspettare 10 minuti fuori e non appena vedo arrivare un gruppo di persone, d’infilarmi tranquillamente con quel gruppo.

Il potere dell’accento toscano, probabilmente gli sarò stato simpatico. Insomma attendo 10 minuti e riesco ad entrare all’esibizione che durerà una decina di minuti. L’artigiano riuscirà a fare un cavallo in vetro in nemmeno 5 minuti di lavoro. Bellissima esperienza.

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PRANZO

La giornata è passata molto velocemente e sono quasi le 2 del pomeriggio. Devo tornare indietro e sono in ritardo sul mio programma. Il vaporetto non parte da dove sono adesso e devo tornare alla fermata di Murano Faro per andare verso Burano. Passo davanti ad una Coop e mi dico, “sai che faccio, compro un tramezzino e me lo mangio veloce per poi andare verso Burano.”

Scelta azzeccata perché riesco ad acquistare il tramezzino, un sacchettto di patatine ed una mozzarell per 3,71euro. Esco dalla Coop e in prossimità della femrata del Vaporetto mangio tutto e mi metto in coda in attesa del Vaopretto. Fortunatamente ho scelto di mangiare veloce e mettermi in coda, dietro a me iniziava ad arrivare una marea di gente. Attendo quasi 20 minuti il vaporetto. Riparto in direzione Murano.

Il tempo non passa molto velocemente sul vaporetto. Dai video che avete visto il tragitto sembra corto ma civogliono quasi 40 minuti per raggingere Burano da Murano. Non andare mai a Burano e Murano di domenica. Fidati.



BURANO

Arrivo finalmente a Burano, il paese era già bello affollato di turisti. Inzio a girare un po’ a caso perché Burano è bella così, va girato a caso senza una meta precisa per scoprire angoli nascosti e lasciarsi abbagliare dai colori sgargianti delle case. Una leggenda dice che le case di Burano sono colorate perché i marinai lpotevano riconoscerle nei giorni di nebbia.

Un altro luogo molto è il Tre Ponti, un ponte che collega tre canali e tre delle vie principali dell’isola, ricche di negozi e attrazioni. Il Campanile Storto inizialmente costruito come un normale campanile, un cedimento del terreno lo ha inclinato in modo simile alla torre di Pisa. Il museo del Merletto un luogo ricco di tradizione ma forse un po’ noioso per i più giovani. Cercate la meravigliosa piazza che avete visto nel mio video.

Vedendo la quantità di turisti in arrivo mi ha spinto a rientrare un po’ prima del previsto per mettermi in coda ai vaporetti. Ho impiegato quasi due ore per tornare a Venezia e devo dire che stare in piedi per due ore sul vaporetto non è stata un’esperienza esilarante.

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RITORNO A CASA

Insomma tornato a Venezia alla fermata F.ta Nove, prendo il Vaporetto e raggiungo di nuovo la Giudecca passado stavolta davanti all’arsenale e davanti ai giardni della Biennale. Peccato non aver avuto un giorno in più per girarla meglio.

Insomma torno in ostello, prendo il mio zaino e le cose pesanti che avevo lasciato nell’armadietto e torno in Stazione dove acquisto un panino per cena che mangerò sul treno. Il resto è nei miei video su youtube.



RIEPILOGO COSTI VIAGGIO A VENEZIA

05,00 euro Armadietto di sicurezza in Ostello per materiale pesante
03,71 euro Pranzo comprato al supermarket (tramezzino, mozzarella, patatine e acqua).
04,50 euro panino comprato in stazione e mangiato sul treno di ritorno.
TOTALE TERZO GIORNO 13,21 euro

TOTALE VIAGGIO 172,76 euro

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Ho speso meno rispetto al trekking sulla della Via Degli Dei che ho fatto ad Agosto. Sotto ti metto il video.


Spero tu possa prendere spunto da questi miei video. Se hai domande chiedi o contattami attraverso i miei canali social.

ciao!


HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO

Iniziamo nello spiegare come organizzare la transiberiana, senza bisogno di agenzie. In pratica come ho fatto lo scorso anno. Quello che trovi qui sotto è una guida fatta sulla base della mia esperienza recente.
Nei prossimi mesi farò un dettaglio ed un riepilogo anche delle spese del viaggio che comunque trovi alla fine di ogni città sui miei video di Youtube. Puoi condividere questo post come vuoi con i tuoi amici.
Qui sotto trovi un paio di video.

guida come organizzare transiberiana

VAI AL MIO CANALE YOUTUBE





INDICE





INTRODUZIONE

Circa il 90% dei turisti che visitano la Russia si limitano a visitare Mosca e San Pietroburgo. In effetti ti porta via molto temponei mesi precedenti alla partenza.
Con questa guida su come organizzare la Transiberiana dovrai solo leggere e seguire tutti i passaggi descritti. Risparmierai un sacco di tempo alla ricerca di informazioni sul web, la maggior parte delle quali non sono aggiornate.

In media ogni anno soltanto il 4% dei turisti che vengono in Russia decidono di percorrere la Transiberiana e proseguire in direzione del lago Baikal. Il fatto di dover stare giorni interi sul treno per raggiungere città come Ekaterinburg, Novosibirsk, Krasnojarsk, Irkutsz, Ulan-Ude, Kamchatka o Altai scoraggia forse la maggior parte dei viaggiatori, specie quelli meno avvezzi a stare in pochi metri quadrati a stretto contatto con persone sconosciute.

In quanto ad esperienze ed emozioni però nessun viaggio, a mio parere, ti può dare quanto la Transiberiana che sia la tratta Mosca-Vladivostok (vedi la mappa sotto), la Transmanciuriana che passa anche per la Cina (linea gialla) o la Transmongolica (linea rosa) che passa anche per Mongolia e Cina. Ad Agosto 2019 ho avuto la fortuna di poter partire ed organizzare di mio pugno la Transmongolica partendo però da San Pietroburgo per arrivare poi fino a Shanghai.

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Con la mia guida su come organizzare la transiberiana spero di riuscire a metterle assieme tutte le informazioni che ho trovato in giro e renderle disponibili gratuitamente per farti risparmiare denaro e tempo. Quindi non sprechiamo tempo nemmeno noi e partiamo.

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SCEGLIERE IL PERCORSO

Il primo mito da sfatare è che la Transiberiana non è un unico treno ma è una serie di treni che collegano tutta la Russia da est ad ovest attraversando sette fusi orari differenti. Per percorrere i quasi 9300 chilometri da Mosca a Vladivostock fino al Pacifico ci vogliono sei giorni di viaggio. Passando per l’europa, l’asia ed attraversando distese di steppa, taiga e deserto.
Su tale tratta viaggiano treni molto differenti tra loro, dai treni di lusso di compagnie private a treni notturni più economici.

La vera e storica transiberiana parte dalla Yaroslavsky Vokzal (stazione) di Mosca (la linea rossa nella cartina sotto). In alternativa si può decidere, come ho fatto io di percorrere la transiberiana degli Urali (liea blu della cartina) e fare sosta a Kazan, una città che a mio parere merita una visita. Queste due tratte si congiungono ad Ekaterinburg città che segna il confine tra Russia Europea e quella Asiatica.

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Mappa Transiberiana

Da Ekaterinburg ci vogliono tre giorni interi di treno per raggiungere Irkuts dove molti viaggiatori decidono di spezzare il viaggio per fare sosta sul lago Baikal.

La ferrovia prosegue fino ad Ulan-Ude dove anche qui è possible esplorare le coste sud del lago più profondo al mondo e dove inizierai a vedere molte persone dai lineamenti asiatici. Da Ulan-ude puoi decidere di andare verso sud ed arrivare fino in mongolia e cina oppure proseguire fino a Cita. Quest’ultima città è un altro snodo in cui potrai scegliere se dirottare sulla Transmanciuriana e proseguire in cina senza passare per la mongolia (linea gialla della cartina sopra) oppure andare verso Vladivostock e quindi ammirare le coste Russe del pacifico.

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PRENOTARE I TRENI

Organizzare un viaggio così lungo può sembrare estremamente complesso ma in realtà non è così. Una volta che ti sei fatto un idea di quale tratta ti piacerebbe fare e quanti giorni vuoi passare in ogni città non ti resta che prenotare. La mia guida su come fare a prenotare sul sito delle ferrovie russe.

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TIPOLOGIE I DI TRENO

La grande maggioranza dei turisti che percorrono la Transiberiana, decidono di farlo con treni normali gestiti dalla compagnia ferroviaria nazionale russa (RZD), è l’opzione più economica e ti permette di conoscere moltissimi viaggiatori e tantissimi russi che si spostano ogni giorno da una città all’altra. Questo è il sito ufficiale russo https://pass.rzd.ru/main-pass/public/en dove spenderai meno che su altri siti.

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Ho fatto un post a parte che ti spiega come fare per acquistare i biglietti sul sito RZD. Come sicuramente avrai visto dai miei video su YOUTUBE (li hai visti?) è stata un esperienza che rifarei anche domani.

La transiberiana la puoi fare percorrendo tutta la ferrovia in una volta, dormendo tutti i giorni nel treno. In questo modo puoi comprare un solo biglietto del treno. Questo metodo però potrebbe risultare troppo pesante e non ti darà modo di vedere le principali città visto che le soste alle stazioni sono al massimo di 40 o 50 minuti.

Il metodo che usano di solito i viaggiatori ed il più confortevole, è quello di percorrere dei tratti di ferrovia fermandoti uno o più giorni nella varie città. In questo caso dovrai comprare vari biglietti, combinando treni diversi per completare il tuo percorso verso la tua destinazione finale. Puoi dormire in città la notte e ripartire il giorno successivo verso una nuova destinazione.

Nel mio caso, per risparmiare ancora di più il tempo, per risparmiare notti in albergo e fare un’esperienza completa, ho deciso di dormire quasi tutte le notti sul treno.
Dopo due giorni trascorsi a San Pietroburgo, sono partito di notte attorno alle 23:30 per arrivare a Mosca la mattina successiva alle 07:30. Dopo due giorni a Mosca, sono partito sempre verso le 23:00 per poi arrivare alle 10:40 a Kazan. Ho fatto così fino ad Ulan-Ude.

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TRENI NORMALI ED ECONOMICI

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TRENI FIRMENY

Treni Firmeny i più usati per percorrere la Transiberiana. Sono treni che hanno scompartimenti di prima, seconda e terza classe, con un buon servizio di ristorazione. Fanno poche fermate rispetto ad altri treni quindi la durata di percorrenza è minore. Un esempio è il Rossiya.

Qui sotto alcuni esempi treni:

  • Rossiya numero 001 e 002 per la tratta Transiberiana Mosca-Vladivostok (9.288 km). Il numero 002 parte da Mosca i giorni dispari alle 13.20 ed impiega circa 7 giorni per arrivare a Vladivostok. Il treno 001 effettua il tragitto inverso, da Vladivostok a Mosca impiegando i soliti giorni.
  • Il numero 003 e 004 (alcune volte vengono chiamati 033 e 043) percorrono Mosca-Pechino passando per la Mongolia (7.621 km). Il treno 004 parte da Mosca ogni martedì alle 23.45 e arriva a Pechino il lunedì successivo. Gestito dalla Russia con personale Russo. Il treno 003 effettua il tragitto Pechino-Mosca gestito però da cinesi quindi con personale cinese a bordo.
  • Il numero 005 e 006 effettuano la tratta Mosca-UlanBator.
  • Il treno 019 e 020 percorrono la Transmanciuriana via Manciuria senza passare per la mongolia (8.986 km).
  • Il numero 020 parte da Mosca ogni sabato alle 23.45.



TRENI SKORY

I treni Skory sono la maggioranza dei treni della ferrovia russa. Non sono così moderni come i Firmeny ed effettuano tantissime fermate, quindi il viaggio sarà più lento e più economico. Hanno seconda e terza classe ma in molti casi non la prima classe. Il vagone ristorante è di qualità inferiore rispetto a quello dei treni Firmeny.

Alcuni esempi di treni:

  • il treno 099 e 100 percorre la tratta da Mosca a Vladivostok e sono un’alternativa economica al Rossiya;
  • il numero 007 e 008 effettuano esclusivamente la tratta Novosibirsk-Vladivostok;
  • il treno 060 e 070 percorre la tratta Mosca-Chita;



TRENI PASSENGER

I treni Passenger effettuano percorsi di qualsiasi dimensione e di solito fanno fermate in ogni stazione. Treni lenti e molto economici. Sopra troverai più gente del posto e molti meno turisti. La qualità di questi treni è bassa rispetto ai precedenti ed anche loro hanno solo la seconda e terza classe.

Anche qui alcuni esempi:

  • il numero 361 e 362 percorrono la tratta Irkutsk – Ulan Bator
  • il numero 023 e 024 percorrono la tratta Ulan Bator – Pechino

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TRENI DI LUSSO

Come ti ho già anticipato all’inizio di questo post, esistono varie compagnie private che organizzano carrozze o treni privati di lusso che partono in precise date dell’anno. La prenotazione comprende un vagone letto privato, gite organizzate in anticipo, pasti in un lussuoso vagone ristorante, etc. Un pacchetto tutto incluso simile a una crociera, ma in questo caso si viaggia in treno. I prezzi di questi treni ovviamente non sono alla portata di tutte le tasche. Esistono tre tipi di treni di questo tipo.

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Il primo è The Golden Eagle, gestito dalla compagnia Golden Eagle Luxury Trains. Questo è il loro sito http://www.goldeneagleluxurytrains.com . Organizza molti percorsi sulla Transiberiana e sulla Transmongolica in entrambi i sensi di percorrenza. Solitamente è possibile prenotare da Febbraio fino a Settembre, variano di anno in anno. Il biglietto, quello più economico, costa attorno ai 13900 euro (15000 dollari). Evito di dirvi quanto costa quello più caro! Sotto una foto di una stanza presa dal loro sito.

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Il secondo è The Tsar’s Gold (letteralmente tradotto in L’oro degli zar). Questo bellissimo treno gestito dalla compagnia tedesca Lernidee percorre la tratta da Pechino a Mosca (e viceversa) in 16 giorni (programmate solitamente fra i mesi di maggio e settembre). I prezzi sono sempre alti se pur più bassi rispetto al primo, oscillano tra i 4500 ed i 4000 euro. Questo è il loro sito: https://www.lernidee.de sotto una foto presa dal loro sito.

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Il terzo treno è l’Imperial Russia. E’ il treno più nuovo dei tre, visto che il suo primo viaggio è stato nel 2014. Il viaggio è organizzato dalla compagnia ferroviaria russa Russian Railways, più precisamente dalla sua agenzia di viaggi. Tutte le informazioni sulle tratte e sui prezzi possono essere trovate nel loro sito web: http://rzdtour.com.

Esistono diversi percorsi che si possono fare durante i mesi di luglio, agosto e settembre, con prezzi che partono da 6400 euro. Circa due anni fa quando iniziai a valutare il viaggio i prezzi erano attorno ai 5000 euro. Sul sito comunque trovate tutte le informazioni necessarie per completare un pacchetto già completo e definito. Sotto è presente il loro video su youtube.

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TIPI DI SCOMPARTIMENTO

Per quanto riguarda gli scompartimenti ne potrai trovare tre tipi diversi:




TERZA CLASSE

La Terza Classe chiamata anche Platzkart è un vagone aperto senza porte o tende con due letti a castello e due letti laterali aggiuntivi. I bagagli posso essere posizionati nei piani sopra il letto o sotto ai letti inferiori. Occhio agli oggetti di valore e ai soldi, portateli sempre con te anche quando andrai in bagno.
Sono presenti dei tavoli nei letti inferiori che dovranno essere condivisi con chi vi starà sopra. Le prese elettriche sono sotto al tavolo. La biancheria dei letti è inclusa nel prezzo del biglietto. Solitamente ti viene fornita pulita e chiusa in buste di plastica. Ricorda: dovrai rifarti il letto da solo.

Nella maggior parte dei treni notturni, pasti, bevande e snack sono acquistabili a bordo ma se hai del caffè in polvere o bustine di tè puoi usare il Samovar, cioè il boiler di acqua potabile bollente presente su ogni vagone. L’aria condizionata non è disponibile. I due bagni elle estremità del vagone, hanno piccoli lavandini e wc a pedale.

Attenzione che verranno chiusi mezz’ora prima dell’arrivo in una stazione e riaperti mezz’ora dopo essere ripartiti da una stazione. Come avrai capito non esiste molta privacy in questa terza classe e questa opzione è usata da quelli che realizzano un tragitto corto o per quelli che non hanno problemi a stare a stretto contatto con persone sconosciute. Anzi il bello del viaggio sulla transiberiana è proprio questo.

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  • terza classe transiberiana
  • terza classe transiberiana
  • terza classe transiberiana

Ogni treno ovviamente può avere una colorazione differente rispetto alle immagini sopra o variare per alcuni dettagli ma in linea generale questo è ciò che troverai.

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SECONDA CLASSE

La Seconda Classe chiamata anche Kupé o Compartment è un compartimento riservato solo a quattro viaggiatori, con due letti a castello. All’interno vi è un tavolino, una porta che si può chiudere a chiave durante la notte, uno specchio dietro la porta ed una grande finestra panoramica apribile.

Le prese elettriche solitamente sono sotto al tavolo. La biancheria dei letti è inclusa nel prezzo del biglietto. Solitamente ti viene fornita pulita e chiusa in buste di plastica. Anche qui dovrai rifarti il letto da solo.
I due bagni elle estremità del vagone, hanno piccoli lavandini e wc a pedale.
Attenzione che verranno chiusi mezz’ora prima di una fermata in una stazione e riaperti mezz’ora dopo essere ripartiti.

Nella maggior parte dei treni notturni, pasti, bevande e snack sono acquistabili a bordo ma se hai del caffè in polvere o bustine di tè puoi usare il Samovar, cioè il boiler di acqua potabile bollente presente su ogni vagone. Lo snack per la colazione in molti casi è incluso nel prezzo del biglietto e può variare a seconda del treno che scegli. L’aria condizionata è presente solo in alcuni treni più moderni, verifica questa cosa in fase di prenotazione.

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  • seconda classe transiberiana
  • seconda classe transiberiana
  • seconda classe transiberiana
  • seconda classe transiberiana

Ogni treno ovviamente può avere una colorazione differente rispetto alle immagini sopra o variare per alcuni dettagli ma in linea generale questo è ciò che troverai.

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PRIMA CLASSE

La Prima Classe chiamata anche Spalny Vagon (SV) o Soft è la cabina più cara rispetto alle altre, con due letti che puoi usare come posti a sedere durante il giorno. Sui treni numero 003 e 004 c’è una doccia in comune con lo scompartimento di fianco. In altri treni non c’è doccia ma solo il bagno.

L’aria condizionata è presente quasi sempre. Da valutare in fase di acquisto del biglietto che comprende lenzuola pulite, giornali e solitamente anche i pasti. Le prese elettriche sono presenti sia in bagno che nella cabina. Volendo puoi decidere di comprare due biglietti e viaggiare da solo.

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  • prima classe transiberiana
  • prima classe transiberiana

Ogni treno ovviamente può avere una colorazione differente rispetto alle immagini sopra o variare per alcuni dettagli ma in linea generale questo è ciò che troverai.

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BIGLIETTI E PREZZI

Questi sono i costi da me sostenuti per treni notturni con biglietto di seconda classe con cuccetta:

  • il 027A da San Pietroburgo a Mosca, costo 24,49 euro;
  • il 024M da Mosca a Kazan, costo 25,61 euro (colazione inclusa);
  • il 378N da Kazan A Ekaterinburg, costo 24,36 euro;
  • il treno notturno (tre notti in treno) da Ekaterinburg ad Ulan-Ude, costo 118,01 euro;

Il totale è 192,47 euro per la tratta da San Pietroburgo ad Ulan-Ude.

La terza classe costerebbe circa la metà della seconda classe mentre la prima classe costerebbe circa il doppio della seconda classe. Questo per farti avere un idea del budget che andrai a spendere.
Se a questo costo totale ci aggiungiamo il costo dell’ostello a San Pietroburgo (13 euro) e dell’ostello a Mosca (11,80 euro), la mia spesa complessiva solo per dormire e per spostarmi in treno è stata di 217,27 euro in ben nove giorni di viaggio in Russia.

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I prezzi dei biglietti variano ovviamente un po’ come accade per i voli aerei. L’importante è di prenotare in anticipo per massimizzare il risparmio ed essere sicuri di trovare i biglietti. Al massimo lo puoi fare 45 giorni prima. Attenzione perché i biglietti si esauriscono in fretta ed io stesso ho avuto difficoltà a trovare i biglietti già 30 giorni prima di partire.
Ho fatto un post separato che ti spiega passo per passo come fare per prenotare sul sito ufficiale Russo.

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COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO?

La Transiberiana la puoi fare sempre, quindi per tutto l’anno puoi pianificare il tuo viaggio. I mesi estivi, a pare mio, sono i migliori perché le giornate sono più lunghe ed il clima ti faciliterà gli spostamenti. Ovviamente in estate i biglietti sono più cari rispetto all’inverno. Per i più temerari ovviamente c’è la possibilità di affrontare il gelido inverno siberiano. A te la scelta.




PRENOTARE I VOLI

Una volta che avrai chiaro il tragitto e le tappe da fare è arrivato il momento di iniziare a prenotare. Come per ogni viaggio, in linea generale prima prenoti il volo e più massimizzi il risparmio del biglietto aereo.

Nel 2019, per la mia transiberiana, ho prenotato il volo di andata da Milano Malpensa verso San Pietroburgo con circa 70 giorni di anticipo. Per il volo di ritorno da Shanghai verso Milano ho prenotato circa 60 giorni prima. Compatibilmente con il lavoro, famiglia o salute, ti conviene prenotarlo con 3 o 4 mesi d’anticipo.

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RICHIEDERE I VISTI

Con i biglietti dei voli in mano puoi richiedere i visti necessari. Il visto per chi non lo sapesse è l’autorizzazione che un paese rilascia ad un cittadino straniero che vuole entrare nel suoi confini. In Europa ad esempio non è necessario perché i cittadini possono muoversi all’interno dell’Area Schengen senza richiedere autorizzazioni.

I visti solitamente si richiedono due mesi in anticipo. Dalle ricerche che ho fatto non è possibile richiedere i visti direttamente alla frontiera, se nel corso degli anni però vi saranno modifiche in merito, vi prego di segnalarmelo così correggerò il post.

Il visto si richiede in due modi.
Nel primo caso puoi fare tutto da solo, non è poi così difficile e ti farà risparmiare qualcosa.
Nel secondo caso puoi richiederlo ad un’agenzia specializzata, sarà più semplice perché gestiranno tutto loro, ti aiuteranno a gestire tutta la documentazione da firmare, sarà necessario spedire questa documentazione con il passaporto alla loro sede e dopo due settimane ti rispediranno il passaporto completo di visti. Questo servizio ovviamente ha un costo.

Per avere un’idea dei prezzi, ti riporto il mio esempio. Nel 2019 per ho dovuto richiedere tre visti: Russia, Mongolia e Cina. In totale questi tre visti mi sono costati 417 euro, con spedizioni, assicurazione di viaggio e lettere di invito compresi nel prezzo. Una media di 30 euro in più per ogni visto richiesto rispetto a fare tutto da solo.

A me piace organizzare i miei viaggi da solo ma quando si tratta di visti, mi sento più sicuro ad affidarmi ad agenzie che da molti anni svolgono questo lavoro. Se abiti a Roma, Genova, Milano o Palermo sarà più semplice perché in città è presente un ambasciata od un consolato.

IN QUESTO POST SPIEGO COME FARE PER RICHIEDERE I VISTI.

COME RICHIEDERE IL VISTO PER LA RUSSIA (post ancora da fare) nel 2021 non sarà più necessario.
(tempistiche massime 15 giorni)

COME RICHIEDERE IL VISTO PER LA MONGOLIA (post ancora da fare)
(tempistiche massime 12 giorni)

COME RICHIEDERE IL VISTO PER LA CINA (post ancora da fare)
(tempistiche massime 7 giorni)

CONSIGLIO PER VELOCIZZARE LA RICHIESTA

Durante la richiesta dei visti, ti verrà chiesto di elencare i vari alberghi o alloggi in cui passerai le tue notti all’interno del paese. Puoi tranquillamente prenotare degli alloggi a caso con disdetta gratuita fino a 7 giorni prima del tuo arrivo ad esempio su Booking o siti simili e citare quelli nella richiesta del visto.
Una volta ottenuto il visto puoi cancellare le tue prenotazioni casuali e richiedere quelle da te preferiti. Ho fatto la stessa cosa nel 2019 su consiglio della mia agenzia che ha gestito i miei visti e per velocizzare la pratica di richiesta.

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PRENOTARE I TRENI

Solitamente i biglietti si prenotano in anticipo perché si esauriscono in fretta. Si possono prenotare in due modi.




DIRETTAMENTE IN STAZIONE

Nel primo caso puoi comprare i biglietti direttamente in stazione. Ovviamente con tutti i rischi del caso perché è probabile che alcuni treni siano pieni durante i mesi estivi. Un altro aspetto che molti danno per scontato è il problema della lingua inglese.
A Kazan ad esempio ho avuto grossi problemi di comunicazione con il personale in stazione. Volevo depositare il bagaglio in un armadietto per poi girare la città e per mia fortuna un ragazzo russo che parlava inglese dietro di me mi ha aiutato nel deposito. Sperò di essere stato sfortunato io, c’era personale non troppo giovane, probabilmente era per quello. Quindi tenete a mente, una volta usciti da San Pietroburgo o Mosca, se non conoscete il Russo sarà dura comunicare.
Attenzione anche al fatto che gli orari delle partenze dei treni e degli arrivi. Da pochi anni hanno smesso di indicare gli orari di arrivi e partenze con l’orario di Mosca. Meno male direi. Non dovrete quindi calcolarvi da soli l’ora esatta in base al fuso orario.




PRENOTARE IN ANTICIPO

Nel secondo caso si può prenotare in anticipo il treno e poi essere libero di visitare la città senza pensieri, puoi farlo sul sito ufficiale delle ferrovie russe (RDZ). Se non sai come si fa, ho fatto un post a parte che spiega come fare per acquistare i biglietti.

Una piccola parentesi da fare per l’acquisto dei biglietti on-line. Per la tratta Russa, i biglietti che acquisterai li riceverai via email in formato PDF e potrai presentarli direttamente sul treno assieme al tuo passaporto.
Per spostarti in Cina, una volta pagati i biglietti sul sito dovrai cambiarli da elettronico in cartaceo in stazione un giorno prima della partenza, come ad esempio mi è successo per andare da Pechino a Shanghai.




TRENI PER MONGOLIA E CINA

Per andare dalla Mongolia fino in Cina, dopo aver prenotato on-line dovrai ritirarli direttamente in città. Ti spiego meglio. Mi è successo ad esempio sul sito https://www.russiantrain.com/it per il costosissimo treno che da Ulan Bator (Mongolia) va verso Pechino (Cina). Ho dovuto in questo caso ritirare il biglietto a Mosca in un ufficio turistico. In alternativa possono spedirtelo in Hotel a Mosca o in qualsiasi altro alloggio in Russia. Questo sito è il meno costoso che ho trovato. Nel caso qualcuno conosca un modo più economico me lo segnali che lo scriviamo qui.
Come avrai capito per le tratte fuori dalla Russia non è possibile acquistare il biglietto senza passare tramite un agenzia intermediaria. L’unico modo per non pagarlo con l’agenzia è acquistarlo direttamente sul posto ma rischierai di non trovarli in alta stagione.

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PRENOTARE GLI ALLOGGI

Che sia un hotel, un ostello o una casa vacanze questo passo è molto semplice e non ci sono cose da dire. Noterai che i prezzi del pernottamento sono molto più bassi rispetto che in Europa. Puoi prenotare tranquillamente con Booking, Airbab ecc…
Io ho preferito dormire sui treni notturni per poi svegliarmi in città la mattina presto. In questo modo ho risparmiato sia in termini di ore di viaggio, perché mentre il treno viaggiava io dormivo e sia in termini economici perché ciò mi ha permesso di risparmiare il costo del pernottamento . Se sei in un gruppo di amici sarà anche divertente dormire sul treno tutti assieme.

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I MIEI CONSIGLI

Tieni bene in mente che la transiberiana è un viaggio all’avventura. Le condizioni dei treni sono con pochi confort. Dovrai essere in grado di adattarti al fatto che potrai trovare alcune parti del treno polverose o con poca manutenzione. Se non hai questo spirito di adattamento il mio consiglio è di allenarti a fare questa tipologia di viaggio, iniziando con qualcosa di più soft. La transiberiana è considerata l’Everest dei viaggi in treno. Per cui non puoi farla se prima non sei pronto ad affrontarla come si deve.

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COSA PORTARE

Ti elenco un po’ di cose che io ho portato ed i miei consigli.




SOLDI

Non ho portato con me molti soldi. Avevo già tutto pagato dall’Italia. In contanti avevo, 100 euro convertiti in Rubli Russi e 100 dollari. In Mongolia accettano tutto ma preferiscono i Dollari Americani. Se hai una carta di credito come esempio la Carta Revolut, non hai bisogno di portarti i contanti. Tra il confine Mongolo e quello Cinese ad Erenhot, ho comprato una bottiglia di acqua pagando con 20 Euro per poi farmi dare il resto in moneta cinese. In questo modo una volta arrivato nella confusione della stazione di Pechino ho potuto pagare subito la metropolitana con moneta cinese e scappare dalla confusione del centro. Non hai idea quanto questo piccolo cambio di monete, mi abbia fatto risparmiare tempo!

Se non conosci la carta Revolut, devi sapere che permette di scambiare direttamente dal tuo smartphone fino 150 valute diverse per poi prelevare subito i soldi ovunque tu sia. Tutto in modo gratuito e senza commissioni! Qui puoi richiederla gratis e ricevere 10 euro di bonus.




VESTITI

Se partirai d’estate considera che a metà giornata potrà fare caldo e le persone saranno tutte in maglietta, pantaloni corti e ciabatte. Al tramonto del sole la temperatura calerà e potrà scendere anche di 10 gradi. La notte avrai bisogno di stare sotto le coperte che ti verranno fornite assieme alle lenzuola pulite. L’ideale è portarsi delle t-shirt e delle felpe per la sera, la notte e la mattina.

Per il mio viaggio ho portato 7 paia di mutante, 7 paia di calzini, 7 t-shirt di cotone, 3 t-shirt di materiale tecnico, 2 paia di jeans, 3 paia di pantaloni corti, 2 tute da ginnastica e 1 felpa pesante per 24 giorni di viaggio. Ho lavato i miei vestiti sul treno nella tratta Ekaterinburg-UlanUde ed in Mongolia prima di andare in Cina con la borsa SCRUBBA. Ho caricato un video recensione su Youtube che ti spiega tutto.

guida organizzare transiberiana




CALZATURE

Scarpe da ginnastica comode per le passeggiate in città specie se viaggerai col peso dello zaino. Ho portato solo un paio di scarpe a tennis ed un paio di ciabatte. Le ciabatte sono fondamentali sul treno perché non puoi ogni volta togliere le scarpe e rimetterle ogni volta che salirai nella cuccetta. Se deciderai di fare qualche tour, nelle foreste Siberiane o in qualche tour in Mongolia metti dentro anche un paio di scarpe da trekking. Io le ho portate ed in Mongolia mi sono servite tantissimo.

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OGGETTI VARI

SACCO LENZUOLO – Non ho portato il sacco a pelo. Ho portato solo un sacco lenzuolo di materiale sintetico, non in cotone. Meno ingombrante e più leggero da portare in zaino. Il materiale sintetico mi ha permesso di isolarmi dal contatto con le superfici che avrei trovato. Le lenzuola e gli asciugamani che ti vengono forniti sul treno sono puliti ed igienizzati, spesso anche imbustati. Non sapevo però se il materasso ed il cuscino, sul quale avrei dormito, sarebbe stati puliti. Comprato al decathlon e pagato solo 8 euro, ideale perché si può ricoprire anche il cuscino. Non l’ho usato sulla Transiberiana ma è stato utilissimo per dormire nei letti nelle capanne in Mongolia.

LIBRI da leggere o CARTE se siete in gruppo non devono mancare.

CUSCINO GONFIABILE – Utilissimo per dormire in treno, io l’ho usato anche in Mongolia. Nei miei video in giro per la Mongolia col bus l’ho prestato a tutto il mio gruppo per far riposare e rilassare il collo durante gli spostamenti. Utilissimo da mettere sotto il cuscino del treno per stare più alti col busto quando si legge un libro.

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IGIENE PERSONALE

ASCIUGAMANO – Sul treno ho sempre trovato un piccolo asciugamano di spugna. Ho portato con me due asciugamani in micro-fibra uno grande ed uno formato piccolo. Facili da lavare e da asciugare ogni giorno dentro la mia sacca SCRUBBA citata sopra nei vestiti. Conviene secondo me portarseli dietro, ti faranno comodo se andrai nel deserto in Mongolia.

CARTA IGIENICA e SALVIETTE UMIDIFICATE Inseparabile compagno di viaggio per gli avventurieri. La carta è presente sul treno ma è più un velo che una carta igienica. Finissima e poco consona all’uso che se ne deve fare. La useranno tutti e finirà quando sarà il tuo turno nel bagno, scommettiamo? 🙂 Portarsela dietro assieme a qualche salvietta umidificata (magari quelle biodegradabili) è sempre utile.

SAPONE e GEL IGIENIZZANTE utilissimo per lavarsi sul treno anche questo finirà nel momento in cui tu andrai in bagno credimi.

TAPPI PER LE ORECCHIE – Sono fondamentali se hai problemi a dormire con i rumori del treno o in caso di compagni di viaggio che russano.

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COMPONENTI ELETTRONICI

SCHEDA SIM RUSSA – Mi sono trovato benissimo con la compagnia Beeline. Era l’unica che mi offriva per meno di 12 euro una SIM card con Giga infiniti, in questo modo ho potuto usare applicazioni per massaggiare, inviare foto e fare video chiamate a parenti ed amici. Una compagnia vale l’altra ci sono offerte che costano meno. Dipende ovviamente dalle tue esigenze.
Nel post sotto trovi tutte le info utili.

PERSA MULTIPLA – Sul treno ci sono poche prese e molte le ho trovate rotte e non funzionanti. Ho portato con me questa presa multipla comprata su Amazon. Si attacca ovunque e permette di attaccarci sopra qualsiasi altra presa di qualsiasi tipo. Ha quattro potre USB, una type-c per la carica rapida ed un fusibile di ricambio al suo interno. A differenza di altri adattatori questa ti permette di attaccare un fono per capelli o un ferro da stiro. Supporta fino a 2000w. Se stai pensando che ne hai già una, verificala correttamente perché quelle che costano 10 euro o meno dal cinese non supportano questo tipo di assorbimento di energia, cosa che secondo me è fondamentale.

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POWER BANK – Fondamentale se andrai in Mongolia disperso nel deserto. Avevo la possibilità di ricaricare le batteria della mia macchina fotografica con l’USB, ed è stato fondamentale. In Russia ed in Cina mi è servita a poco o nulla.

TORCIA ELETTRICA – Mi dirai, che senso ha portarla? Immaginiamo che durante la notte, quando sul treno staccheranno la corrente elettrica, tu avrai bisogno di andare in bagno. Mi rivolgo soprattutto ai maschietti. Immaginati la scena, ti alzi di notte, un po’ assonato, il treno dondola e ti devi sostenere alle pareti del vagone, entri in bagno, in una mano hai la torcia, con l’altra ti sostieni alla parete del bagno per mantenere l’equilibrio e come fai a “puntare” e “centrare” il bersaglio senza mani? 🙂

Ora capirai perché ho portato una torcia elettrica da speleologo, quelle con l’elastico da mettere in testa. Mi è servita anche in Mongolia di notte per andare verso i bagni con le cose in mano, quindi saponi, asciugamano e vestiti puliti. Mi ha facilitato notevolmente le cose. Ti serve ad esempio anche nel caso tu voglia leggerti un libro senza disturbare gli altri compagni di compartimento che vorranno dormire.

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CIBI E BEVANDE

CIBO – Sul treno è possibile acquistare di tutto. Tutto è meno costoso che in Italia. Sui treni c’è sempre il famoso Samovar il boiler di acqua potabile bollente ed usarlo per le tue bustine da tè, del caffè in polvere o per i cibi liofilizzati. Se non ami questo genere di cose e non vuoi nemmeno sperimentarle, il vagone ristorante è sempre a tua disposizione.

Ti consigli di non portarti tantissimo cibo dall’Italia, si trova tutto molto facilmente in Russia nei supermercati e ti costerà anche meno. Con me ho portato un vasetto di Nutella, delle buste con frutta secca, dei frullati di frutta monoporzioni, un pacco di pasta (da buon italiano) che ho cucinato ed offerto agli altri viaggiatori in ostello e dei fagioli in scatola. La pasta ed i fagioli li ho portati in caso di emergenza perché essendo vegetariano mi garantivano il giusto apporto di carboidrati e proteine.

TAZZA e POSATE. Io ad esempio ho portato una tazza da campeggio in alluminio e delle posate da campeggio. Pulivo sotto l’acqua bollente del boiler del treno dopo ogni uso.

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THERMOS Ho portato con me due thermos da viaggio in alluminio: uno da un litro e l’altro da 400 ml. L’ho usati in questo modo. Prima di partire per la tratta lunga di tre notti in treno da Ekaterinburg verso Ulan Ude ho riempito la bottiglia da un litro con acqua fredda mentre in quello da 400 ml ho messo del succo di arancio freddo. Essendo abituato a fare colazione con succo d’arancio è stato l’ideale perché si è mantenuto per quasi 48 ore. La stessa cosa ho fatto per i viaggi verso Mongolia e Cina.

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DURANTE IL VIAGGIO

Dopo aver capito grazie a questa guida su come organizzare la transiberiana, ecco un po’ di consigli.




IN STAZIONE

I treni saranno già in stazione quasi un’ora prima della partenza. Considera che dovrai passare: i controlli per i bagagli all’ingresso, trovare il treno sul tabellone, andare al binario, trovare il tuo vagone e farti controllare il biglietto ed il passaporto dal controllore del vagone. Questo vale per tutti i passeggeri del tuo vagone che solitamente sono in media trenta. Ecco perché secondo me ti conviene andare in stazione almeno un’ ora prima di partire.

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SUL TRENO

Una volta partito il treno non ti resterà che farti cullare dal viaggio. All’interno di ogni vagone è presente una tabella di riepilogo degli orari. Ti servirà perché non sempre avrai linea sul cellulare ed il GPS spesso ti darà problemi. Qui sotto hai un esempio dei treni 070 e 069.

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Sulla parte sinistra Mosca-Cita (treno 070) e sulla parte destra la tratta inversa Cita-Mosca (treno 069).
Prendiamo come esempio il fatto che partirai da Mosca alle 13:50 sul treno 070. Le città scorreranno dall’alto verso il basso. Le linee rosse indicano i cambi di fuso orario. La prima colonna con gli orari indica l’arrivo nella stazione. Ad esempio prima del cambio del primo fuso orario (linea rossa), arriverai a Kirov alle 5:19 e starai in attesa 32 minuti per poi ripartire alle 05:51. Arriverai a Perm alle 15:36 dopo aver cambiato due fusi orari.

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LE SOSTE

Durante le fermate di qualche minuto non ti sarà permesso scendere. Scenderanno solo i controllori del vagone i Provodnik (maschio) o Provodnitsa (femmina). Potrai scendere nelle soste più lunghe di 10 minuti e sarà un buon momento per sgranchirsi le gambe, comprare qualche cosa da mangiare o da bere, senza però mai dimenticare di tener d’occhio l’orologio.

Durante le soste lunghe, ho trovato pochissime Babushke ovvero le signore che vendono da mangiare o da bere lungo i binari. Non so se hanno limitato questo tipo di pratica, privilegiando le vendite dei prodotti in stazione o del treno. Queste signore vendono prodotti più freschi e meno costosi rispetto a quanto presente nei negozietti lungo le stazioni

A Novosibirsk ad esempio mi sono allontanato un po’ dal binario avendo 40 minuti di sosta e le Babushke erano tutte dietro dei cancelli esterni quasi al di fuori della stazione. Come se non fossero più autorizzate ad entrare sui binari. Forse anche per problemi legati alla sicurezza, non lo so. Se avrai modo di fare la transiberiana sarei curioso di sapere se riuscirai a trovarle anche tu o meno. Fammi sapere mi raccomando!

SIGARETTE E FUMO
Riguardo alle sigarette ed al fumo. Non è possibile fumare sul treno e nemmeno in bagno. Un ragazzo tedesco è stato beccato a fumarsi una sigaretta con finestrino aperto in bagno ed è stato multato. Quindi occhio a fare i furbi perché i Russi sono molto severi su questo.

BAGNI
Come già detto, i bagni chiudono prima di arrivare e dopo essere ripartiti dalle soste in stazione. Questo legato forse anche a problemi di sicurezza. La mattina è normale trovare la fila davanti ai bagni. Vengono puliti spesso, almeno due volte il giorno, il problema è che essendoci moltissime persone i bagni si sporcano di continuo. Durante le ore di pranzo e cena non c’è quasi mai nessuno in coda.

MANGIARE SUL TRENO
Al ristorante si può mangiare in orari stabiliti. Se chiedi in modo gentile e dai una piccola mancia, solitamente ti faranno mangiare anche un po’ fuori orario. Fai un giro al vagone ristorante per capire gli orari di apertura e chiusura perché ogni treno ha orari diversi. I pasti si pagano in contanti (Rubli).

CUCINARE SUL TRENO
Puoi cucinare nel tuo compartimento. Puoi usare l’acqua calda del Samovar per cuocere i noodles istantanei, quasi tutti i turisti avevano i noodles liofilizzati, persino le persone locali. Anche se non sono certo il massimo della bontà ma ti permettono di mettere qualcosa di caldo nello stomaco magari la sera. Quando sono andato io, dei turisti francesi avevano un fornello a gas e si sono cucinati del riso e dei fagioli. Sembrerebbe possibile quindi cucinarsi da mangiare da soli.

LENZUOLO ED ASCIUGAMANO
Ti verranno fornite lenzuola pulite, imbustate ed igienizzate. Ho sempre trovato anche un piccolo asciugamano di spugna pulito a bordo di ogni treno. Altri amici che hanno fatto il medesimo viaggio mi hanno di non averlo trovato. Su ogni treno che prenderai dovrai rifarti il letto. Dovrai restituire le lenzuola alla fine di ogni tua tratta. I controllori del vagone ti avviseranno poco prima dell’arrivo al tuo capolinea.

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Spero davvero che tu abbia trovato informazioni utili. Ricorda che partire organizzati ti permettere di vivere a pieno delle emozioni del viaggio. In un viaggio così lungo come la transiberiana è importante pianificare le cose in anticipo per non rischiare di avere problemi o inutili perdite di tempo. Sotto trovi altri articoli in merito alla Transiberiana. Grazie per aver visualizzato i miei contenuti. Per rimanere sempre aggiornato sotto hai i link a tutti i miei social. Buon viaggio!


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Nei pressi della piazza della Rivoluzione, vicino al lungoneva Petrovskaja, si trova l’unico edificio civile ancora in piedi dai tempi della fondazione di San Pietroburgo ovvero la Casetta di Pietro il Grande.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo


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INDICE

STORIA

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo.
A quel tempo, la nuova San Pietroburgo era descritta come “un mucchio di villaggi collegati tra loro, come alcune piantagioni nelle Indie Occidentali”. La data della sua costruzione è oggi considerata la data della fondazione della città perché Pietro da questa abitazione sorvegliava la costruzione della nuova città imperiale e della Fortezza di Pietro e Paolo.
I soldati del reggimento Semënovskij costruirono la capanna in soli tre giorni nel maggio 1703.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

La ringhiera costruita negli anni ’70 del XIX secolo in ghisa traforata attorno alla trama che circondava la casetta assieme al un piccolo giardino. Di fronte al fiume Neva, c’è un busto in bronzo di Pietro.
I membri della famiglia reale avrebbero piantato alberi nel giardino intorno alla casetta in occasioni speciali. Questa tradizione è stata ripresa nel 2011 quando il principe Michele del Kent ha inserito una quercia nel giardino vicino alla casetta nel maggio 2011. Nel 1930 la casetta di Pietro il Grande divenne un museo.

Nel 1934 era parte del complesso Peterhof dei palazzi di Pietro e successivamente, nel 1938, divenne parte del museo del Palazzo d’Estate di Pietro I. La cabina rimase protetta dal personale del museo e divenne il primo museo in città a riaprire al pubblico, già nel 1944.
Dall’inizio del 2004, La cabina di Pietro il Grande è entrata a far parte del Museo di Stato russo.




CARATTERISTICHE

La cabina o casetta di Pietro il Grande è una struttura semplice con un corridoio al centro seguito dalla piccola camera da letto dello zar e una sala da pranzo e studio più spaziosa. L’area della cabina sul perimetro esterno è di 65 metri quadrati.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

Resti delle pitture originali che imitano i mattoni si possono ancora trovare sui muri della cabina, con le loro finestre sfaccettate insolitamente grandi. Questa tecnica decorativa veniva in genere utilizzata nelle strutture in legno durante i primi anni di esistenza della città. La pittura murale della cabina è l’unico esempio sopravvissuto nel suo genere.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

L’alto tetto piramidale è coperto di tegole – piccole assi di legno piatte che imitano le piastrelle. Durante il restauro del 1971-1975, condotto dall’architetto A.E. Gessen, il cosiddetto ornamento “floreale” su infissi e porte, realizzato con colori ad olio, è stato eliminato. Erbe e fiori – rose, rosa canina, menta piperita, fiordalisi e garofani – si intrecciano sullo sfondo nero. Ci sono resti di dipinti su tutte le porte interne della cabina. Il dipinto meglio conservato si trova sulla porta dalla sala da pranzo alla camera da letto, raffigurante un interno di una cattedrale dell’Europa occidentale. Le pareti interne dell’edificio sono ricoperte di tela, come ai tempi di Pietro I.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

Le finestre sono vetrate con il vetro “luna” prodotto ai nostri tempi utilizzando la tecnologia dei primi del XVIII secolo. La mostra del museo moderno ha presentato elementi relativi al tempo di Pietro, incluso il memoriale. Tra questi: l’abito in uniforme di stoffa rossa; Lavoro di canna orientale, lanciando le mani di Pietro con l’impressione fatta sull’industria siderurgica di Lipetsk nel 1707, la barca-vereyka, sedia di Pietro I. La moderna mostra del museo comprende oggetti risalenti al tempo di Pietro I, tra cui oggetti commemorativi, come: uniforme di tela rossa, una canna orientale, un modello della mano di Pietro I basato su un’impronta fatta nella fonderia di Lipetsk nel 1707, un wherry, e La poltrona di Peter.

Peter the Great Cabin

Il disegno della casetta combina un’izba, cioè la tradizionale casa di campagna russa tipica del XVII secolo, ed il Barocco olandese amato dallo zar, che in seguito si sarebbe evoluto nel barocco petrino. La casetta in legno di San Pietroburgo copre solo 60 m² ed è divisa in tre stanze: soggiorno, camera da letto e studio.
Ha ampie finestre ornate e un alto tetto a padiglione di tegole in legno.

All’interno, le pareti di legno erano dipinte con olio rosso per assomigliare a mattoni e le stanze furono chiamate “camere rosse” (krasnye choromsty). Non ci sono fuochi o camini, perché doveva essere utilizzata solo nei caldi mesi estivi. Lo Zar ha passato tutte le estati in questa casetta tra il 1703 ed il 1708 mentre Pietro sorvegliava la costruzione della nuova città imperiale e della Fortezza di San Pietro e San Paolo.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

Nel 1723 Pietro fece racchiudere la capanna in un padiglione di mattoni rossi, per preservarla dalle intemperie e ordinò che fosse conservata per i posteri in memoria della sua modestia e della costruzione di San Pietroburgo. La protezione in mattoni della casetta fu ristrutturata per ordine di Caterina la Grande nel 1784 e ricostruita da Nicola I negli anni 1840. Nicola I fece anche trasformare la camera da letto in una cappella dedicata a Cristo Redentore.
La casetta di legno si trova perciò dentro la casa di mattoni, come una specie di matrioska.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo

È considerata un prezioso monumento nazionale. I cimeli in essa contenuti sono stati rimossi e la capanna venne protetta con assi e camuffata durante la seconda Guerra Mondiale. Fu il primo museo di San Pietroburgo a riaprire nel settembre 1944, al termine dell’Assedio di Leningrado. Oggetti personali e domestici di proprietà e usati da Pietro sono ancora visibili all’interno e un busto di Pietro, opera di Parmen Zabello, si erge all’esterno.

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo




DOVE SI TROVA

Dopo un po’ di informazioni vediamo dove si trova la casetta di Pietro il Grande. All’inizio si trovava lungo la riva nord del fiume Neva vicino all’Hermitage. Spostata nel 1711 al numero 6 di Petrovskaja Naberežnaja. In pratica tra la Fortezza di Pietro e Paolo e l’Incrociatore Aurora.

In questo riquadro sopra ti ho messo il punto esatto su google maps, in questo modo puoi salvarlo nelle tue mappe personali.


Qui sopra in questo riquadro potrai avere una panoramica sulla casetta, grazie alla mappa di Yandex.




COME RAGGIUNGERLA

Il modo più semplice come sempre è arrivare in metropolitana. Puoi scendere alla fermata Gorkovskaya sulla linea blu distante solo 1km dalla casetta di Pietro il Grande.
Se non sai come funziona la metropolitana a San Pietroburgo ti consiglio di leggere questo articolo che ti riassume a grandi linee il funzionamento di una delle più profonde metropolitane del mondo.

Nel caso tu invece voglia raggiungere questo edificio religioso con il Taxi, in questo articolo ti spiego come fare per utilizzare l’app Yandex Taxi, l’opzione più economica per prendere un Taxi in Russia.




ORARI E CHIUSURE

La casetta di Pietro il Grande è chiusa durante tutte le feste nazionali. Ovvero il 1 Gennaio, 23 Febbraio, 8 Marzo, durante la Pasqua Ortodossa (varia di anno in anno ed è in date quasi sempre diverse rispetto a quella cristiana), 1 maggio, 9 Maggio, 12 giugno ed il 4 Novembre. Tieni d’occhio il calendario!

La Casetta di Pietro il Grande è chiamata dai Russi come Domik Petra ed è la prima residenza dello zar Pietro il Grande ai tempi della fondazione di San Pietroburgo
A quel tempo, la nuova San Pietroburgo fu descritta come "un mucchio di villaggi collegati tra loro, come alcune piantagioni nelle Indie Occidentali". La data della sua costruzione è oggi considerata la data della fondazione della città perché Pietro da questa abitazione sorvegliava la costruzione della nuova città imperiale e della Fortezza di Pietro e Paolo.
La capanna di tronchi fu costruita in tre giorni nel maggio 1703, dai soldati del Reggimento Semënovskij.
A quel tempo, la nuova San Pietroburgo fu descritta come "un mucchio di villaggi collegati tra loro, come alcune piantagioni nelle Indie Occidentali". La data della sua costruzione è oggi considerata la data della fondazione della città perché Pietro da questa abitazione sorvegliava la costruzione della nuova città imperiale e della Fortezza di Pietro e Paolo.
La capanna di tronchi fu costruita in tre giorni nel maggio 1703, dai soldati del Reggimento Semënovskij.

Gli orari di apertura della Caetta di Pietro il Grande sono quelli riportati sotto, ovvero:

Lunedì: aperto dalle 10:00 alle 18:00
Martedì: CHIUSA
Mercoledì: aperto dalle 10:00 alle 18:00
Giovedì: aperto dalle 13:00 alle 21:00
Venerdì: aperto dalle 10:00 alle 18:00
Sabato: aperto dalle 10:00 alle 18:00
Domenica: aperto dalle 10:00 alle 18:00

La bigiletteria termina la vendita dei biglietti 30 minuti prima della chiusura.




TIPI DI BIGLIETTI




ADULTI

Il costo d’accesso per una persona adulta è di circa 3,70 euro (300 rubli).





BAMBINI E STUDENTI

I bambini fino a sei anni non pagano ed entrano gratis.
I bambini dai 7 ai 18 anni pagano 1,48 euro (120 rubli).




SITO WEB UFFICIALE

Se cerchi altre informazioni o vuoi approfondire ti lascio il link del sito ufficiale http://en.rusmuseum.ru/cabin-of-peter-1/history/


Spero che questa guida ti sia stata utile. Sul mio sito trovi altre guide in merito a San Pietroburgo e sulla Russia. Ciao!

HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO

Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa “Villaggio dello Zar“. La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa "Villaggio dello Zar". La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

In questo articolo parleremo brevemente della storia di questo luogo e ti spiegherò come fare per raggiungerli e visitarli nel migliore dei modi.

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STORIA

Il palazzo di Caterina nasce da una struttura presente già prima della costruzione del sito. Queste terre erano state occupate dal Regno di Svezia che nelle proprie mappe le indicava il sito col nome di “Sarishoff” o “Saarismoisio”, che tradotto dal finlandese significa “maniero su un punto elevato”. Questo lascia intuire che qui vi fossero degli edifici per la difesa militare dell’area.

Caterina

Dopo la fine della campagna della Neva nel 1702, il castello venne dato ad Alexander Menshikov che venne nominato governatore generale del territorio liberato, ma già dal 1710 venne trasferito in proprietà su ordine di Pietro il Grande alla sua futura moglie, Caterina (il loro matrimonio ufficiale ebbe luogo nel febbraio del 1712) con già incluse le terre che andranno poi a cosrtuire il nucleo del parco del palazzo.

La figlia di Caterina, Elisabetta, trovò lo stile della reggia sorpassato e nel 1752, chiese al suo architetto di corte, l’italiano Rastrelli di demolirla e sostituirla con un edificio ancor più grandioso, in uno stile rococò flamboyant. I lavori durarono circa 4 anni, e nel 1756 l’architetto presentò all’imperatrice, a tutta la sua corte stupita e agli ambasciatori stranieri un nuovissimo palazzo con una facciata lunga ben 325 metri.

L’edificio era molto famoso per le sue facciate estremamente lussuose. Più di 100 kg d’oro sono stati usati per decorare il sofisticato fronte di stucchi e le numerose statue sul tetto. Questi particolari dorati brillarono sulla facciata del palazzo fino al 1773, anno in cui Caterina II fece rimpiazzare l’oro con delle dipinture verde oliva.

Il palazzo si raggiunge attraversando un grande giardino alla francese: centro di questo giardino è il padiglione dell’Hermitage, azzurro e bianco. L’interno è arredato con tavoli da pranzo equipaggiati da meccanismi montavivande: l’entrata principale è fiancheggiata da due edifici di forma semicircolare e l’insieme ricorda vagamente piazza San Pietro, a Roma. Tutto il complesso è separato dalla città vera e propria di Tsarskoe Selo da una cancellata di ferro battuto decorata molto finemente.

Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa "Villaggio dello Zar". La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Caterina II, vedeva il palazzo come un esempio di “architettura di panna montata” ormai fuori moda. Al momento della sua ascesa al trono, alcune statue del parco stavano per essere ricoperte d’oro, come la defunta zarina Elisabetta aveva ordinato, ma l’ordine che fu subito sospeso appena la nuova imperatrice venne a sapere quanto queste opere costassero.

In seguito alla morte della zarina, nel 1796, al palazzo di Caterina, il nuovo zar preferì quello di Pavlovsk: i regnanti successivi preferirono soggiornare infatti al vicino castello di Alessandro, evitando, con due sole eccezioni, di farvi nuove aggiunte o modifiche, e trattandolo con il riguardo dovuto a un monumento alla ricchezze di Elisabetta e alla gloria di Caterina.

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Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa "Villaggio dello Zar". La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Nel 1817 lo zar Alessandro chiamò Vasily Stasov perché rimodernasse alcuni degli interni del palazzo della nonna nello stile più à la page in quel periodo, lo stile impero. Durante la Rivoluzione di Ottobre del 1917,
infatti, il palazzo venne dapprima saccheggiato e successivamente si pensò di convertirlo col parco in un museo da aprire al pubblico da parte delle autorità nazionali e in parte utilizzato come orfanotrofio, rinominando di conseguenza l’intero complesso nel 1918 come Detskoye Selo ovvero “Villaggio dei bambini”. Il 9 giugno del 1918 venne ufficialmente inaugurato il museo.

Durante la ritirata che seguì l’assedio di Leningrado, l’esercito tedesco distrusse intenzionalmente buona parte del palazzo, lasciandolo come un guscio svuotato di quegli arredi che erano stati lasciati dai russi incaricati di nasconderli per preservarli. Soltanto una piccola parte è stata salvata in questo modo, ma ha già rivestito una grande importanza nel restauro del palazzo, terminato in quasi totalità per il tricentenario della città nel 2003.

Nel 1937, per commemorare il 100º anniversario della tragica morte dello scrittore russo Alexander Pushkin che aveva studiato presso il vicino liceo istituito dallo zar Alessandro I, il villaggio venne così chiamato in suo onore. Nel gennaio del 1983 il palazzo e il parco ottennero lo status di parco nazionale e nel 1990 venne istituita la riserva nazionale di Tsarskoye Selo.




DOVE SI TROVA

Tsarskoe Selo si trova nella città di Pushkin a 25 km a Sud di San Pietroburgo. Questa bellissima tenuta comprende il Palazzo ed il Giardino di Caterina, il palazzo ed il Parco di Alessandro ed il vasto parco di Pavlovsk a 4 km più a sud. Se vorrai visitarla considera che dovrai partire presto perché hai tantissime cose da vedere.

Sopra ti ho messo il punto esatto su google maps, in questo modo puoi salvarlo nelle tue mappe personali.


Qui sopra in questo riquadro potrai avere una panoramica, grazie alla mappa di Yandex.

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COME RAGGIUNGERLA

Si può raggiungere la città di Pushkin (Tsarskoe Selo) in vari modi con i mezzi pubblici o con un taxi.
Ovviamente ogni metodo ha i suoi pro ed i suoi contro. Analizziamo dunque tutti i dettagli di ogni tipologia di trasporto.




METROPOLITANA + AUTOBUS

Hai la possibilità di unire la metropolitana con l’autobus per raggiungere la tenuta Tsarskoe Selo (Pushkin) in due modi.




MOSKOVSKAYA

Dalla stazione della metropolitana Moskovskaya (sulla linea blu) prendi l’uscita con l’indicazione “Buses for the airport” e poi prendi il mini bus (martshrutka) numero 286, 299, 342 o K-545 che ti porteranno a Pushkin (Tsarskoe Selo) al costo di 0,60 euro circa (50 rubli). Sempre su questi autobus volendo puoi proseguire fino a Pavlovsk.

Se non sai come funziona la metropolitana a San Pietroburgo ti consiglio di leggere questo articolo che ti riassume a grandi linee il funzionamento di una delle più profonde metropolitane del mondo.




KUPCHINO

Dalla stazione della metropolitana Kupchino (liea blu) prendi i minibus K-286, K-342 o K-545 è ti porterà al Palazzo. Il costo del biglietto del bus è circa 0,60 euro (50 rubli).
Se non sai come funziona la metropolitana a San Pietroburgo ti consiglio di leggere questo articolo.

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TRENO + AUTOBUS

Se non vuoi utilizzare la metropolitana e l’autobus, puoi utilizzare il treno partendo dalla stazione ferroviaria di Vitebsky compra il biglietto per il treno suburbano per la stazione di Pushkin (Tsarskoe Selo)ed in 30 minuti scendi a Detskoe Selo al costo di circa 0,60 euro (50 rubli). Se invece sei interessato ad andare a Pavlosk dovrai scendere alla stazione Pavlosk al costo di 0,65 euro (circa 54 rubli).
Attenzione: i treni suburbani, ad eccezzione per i weekend effettuano solo corse sporadiche.

Una volta arrivato alla stazione di Puskin prendi l’autobus numero 371 o 382 oppure il minibus marshrutka numero K-371, K-377 o K-38 fino al Palazzo di Caterina. L’autobus costa circa 0,60 euro (50 rubli). Il viaggio in bus dura circa 5 minuti.




TAXI

Nel caso tu invece voglia raggiungere il parco di Tsarskoe Selo nella città di Pushkin con il Taxi dovrai farti portare fino al Palazzo di Caterina.
Ho fatto una simulazione di costo con l’app Yandex Taxi ed è venuto fuori il prezzo di circa 7,90 euro (650 rubli) per la classe economy, 10,35 euro (850 rubli) per la classe confort e circa 20,00 euro (1600 rubli) per il minivan per gruppi di 7 persone. Il viaggio in taxi partendo dal centro di San Pietroburgo fino al Palazzo di Caterina dura circa 45 minuti.

In questo articolo ti spiego come fare per utilizzare l’app Yandex Taxi, l’opzione più economica per prendere un Taxi in Russia. Ti consiglio di darci un’occhiata.

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CHE COSA VEDERE NEL TSARSKOE SELO

I vari Palazzi e Parchi che è possibile visitare all’interno della tenuta di Tsarskoe Selo sono:

  • Il palazzo di Caterina;
  • Il parco di Caterina;
  • Il pacro di Alessandro
    altri piccoli edifici che trovi descritti nel sito ufficiale in questa pagina



PALAZZO DI CATERINA

Il Palazzo di Caterina è chiuso il martedì e durante tutte le feste nazionali. Ovvero il 1 Gennaio, 23 Febbraio, 8 Marzo, durante la Pasqua Ortodossa (varia di anno in anno ed è in date quasi sempre diverse rispetto a quella cristiana), 1 maggio, 9 Maggio, 12 giugno ed il 4 Novembre. Tieni d’occhio il calendario!

Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa "Villaggio dello Zar". La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Gli orari di apertura sono quelli riportati sotto.




COSTI D’INGRESSO

Adulti (biglietto intero): 12,23 euro (1000 rubli).
Studenti (ridotto): 4,28 euro (350 rubli).
Audioguida (opzionale): 1,84 euro (150 rubli).




APRTURA ESTIVA (MAGGIO -> SETTEMBRE)

Lunedì: aperto dalle 10:00 alle 16:45
Martedì: CHIUSO
Mercoledì: aperto dalle 10:00 alle 16:45
Giovedì: aperto dalle 10:00 alle 16:45
Venerdì: aperto dalle 10:00 alle 16:45
Sabato: aperto dalle 10:00 alle 16:45
Domenica: aperto dalle 10:00 alle 16:45

Nei mesi di alta stagione, l’attesa in coda può durare da una fino a quattro ore. Se vuoi visitare il Palazzo di Caterina ti consiglio di arrivare il prima possibile. 




APERTURA INVERNALE (OTTOBRE -> APRILE)

Gli orari potrebbero variare, ti consiglio di visitare il sito ufficiale per verificare l’orario esatto d’apertura.
In questo periodo il palazzo chiude anche l’ultimo Lunedì di ogni mese.




AUDIOGUIDE

Ci sono audioguide al costo di 2,39 euro (200 rubli) in inglese, francese, tedesco, cinese. Sarà necessario lasciare 1000 rubli o un documento di identità come cauzione nell’entrata del Palazzo.




DIVERSAMENTE ABILI

Per i visitatori disabili il Palazzo di Caterina è dotato di un ascensore dedicato e vengono fornite anche sedie a rotelle (è richiesto un deposito, basta lasciare il passaporto).




COSA VEDERE NEL PALAZZO DI CATERINA

Ci sono varie stanze che puoi visitare dentro al palazzo. LE più note sono la sala da ballo e la Camera d’Ambra, cioè una stanza lussuosa composta da pareti e mobili formati da mille schegge d’ambra. Questa stanza fu smontata dai tedeschi e trasportata al Castello di Konigsberg, dove fu esposta nel 1941. Durante la fine della Seconda Guerra Mondiale venne danneggiata gravemente e della Camera d’Ambra per un lungo periodo non si seppe più nulla.

Tsarskoe Selo è una tenuta imperiale Russa che si trova nella città di Pushkin. Il termine Tsarskoe Selo significa "Villaggio dello Zar". La famiglia imperiale russa trascorreva gran parte del periodo estivo in questo bellissimo complesso residenziale in stile Rococò dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

È proibito scattare foto nella Camera d’Ambra perché è molto sensibile ai flash delle macchine fotografiche. Non è nemmeno permesso farsi dei selfie dentro al Palazzo per ragioni di sicurezza.

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PARCO DI CATERINA

Il palazzo di Caterina è circondato dal bellisimo parco di Caterina. Il suo ingresso principale si trova in Parkovaya Ulitsa 26. A questo indirizzo è presente la biglietteria, subito dopo il cancello d’entrata sulla destra.

All’interno di questo parco vi è un Grande Lago con attorno altri edifici interessanti, padiglioni ed edifici dallo stile architettonico stravaganti.

Accanto all’entrata si trova anche la fermata dell’autobus. Ti metto sotto il punto esatto sulla mappa. Fermano in questo punto i bus numero 188, 378, 380 e 381 oppure i Mini bus К-347 e К-402.




ORARI D’APERTURA

Il parco, è aperto con orari differenti a seconda dei mesi dell’anno:

Da maggio a luglio dalle 07:00 alle 23:00
Solo nel mese di Agosto dalle 07:00 alle 22:00
Da Settembre ad Aprile 07:00 alle 21:00
Dalle 7:00 alle 9:00 l’ingresso al parco è sempre gratuito.
Attenzione che la manutenzione del parco viene fatta in primavera, verifica tramite il sito che non sia sotto manutenzione.




COSTO D’INGRESSO

La biglietteria dal 25 aprile al 31 ottobre è aperta dalle 09:00 alle 19:00. Dalle 7:00 alle 9:00 l’ingresso al parco è sempre gratuito.
Da Novembre ad Aprile è possibile entrare gratuitamente all’interno del parco.
Nei restanti mesi invece l’ingresso ha il seguente costo:

  • Adulti 1,80 euro (150 rubli)
  • Studenti sopra i 16 anni 0,96 euro (80 rubli)
  • Bambini sotto i 16 anni etrano gratuitamente.

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PARCO DI ALESSANDRO

Il parco di Alessandro ha una superficie di circa 200 ettari e confina con il Palazzo Tsarskoe Selo. L’ingresso principale al parco si trova di fronte al Palazzo di Caterina. Il parco può anche essere raggiunto anche attraverso il cancello del Palazzo di Alessandro Palace o lungo la strada che porta al Palazzo di Caterina. L’ingresso si può fare ogni giorno dalle 10:00 alle 23:00. L’ultimo accesso si può fare alle 20:30. Il parco è gratuto durante tutto il periodo dell’anno.

Questi sono gli ingressi attivi per il parco:




COME ACQUISTARE I BIGLIETTI

Non ti consiglio di prendere i biglietti lo stesso giorno della visita. Compra i biglietti online sul sito. In questo modo sarai sicuro di entrare. Nei mesi di alta stagione, l’attesa in coda per il palazzo di Caterina può durare da una fino a quattro ore!

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TOUR ORGANIZZATI CON GUIDA

Se non vuoi acquistare i biglietti sul sito ma vuoi avere una guida (certificata) che ti accompagna per tutto il tour esistono vari tour sul sito di get your guide che è possibile prenotare:
Questo è il primo. Questo tour non comprende il ritiro al tuo alloggio ma dovrai presentarti a Pushkin nell’orario e nella data da te prenotata.
Questo è il secondo tour che comprende anche il prelievo al tuo albergo o alloggio, la visita al palazzo ed al parco e il ritorno al tuo alloggio a San Pietrburgo. Ovviamente questa seconda opzione costa di più.

HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO


Spero che questa guida ti sia stata utile. Sul mio sito trovi altre guide in merito a San Pietroburgo e sulla Russia. Ciao!

HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO

L’incrociatore aurora è una nave da guerra russa costruita nei cantieri navali di San Pietroburgo, varata l’11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico.

Incrociatore Aurora, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo fu varato l'11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico

Oggi è stato trasformato in museo galleggiante, restaurato e ridipinto nel 2014 ha ripreso posto nel 2016 lungo il fiume Bolshaya Nevka, cioè uno dei bracci del Fiume Neva ad est della Fortezza di Pietro e Paolo.
Nei weekend viene preso d’assalto dai bambini di ogni età.

LINK UTILI:
▶️ SITO UFFICIALE ◀️


INDICE

STORIA

Nel 1904-1905 prese parte alla guerra russo-giapponese che vide una schiacciante vittoria giapponese. Questo bellissimo incrociatore fu una delle poche navi russe superstiti e dopo la guerra venne usata come unità di addestramento.

Incrociatore Aurora, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo fu varato l'11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico

Nel 1911 questa bellissima nave venne inviata in Italia in rappresentanza della Flotta del Baltico per una tre giorni (dal 1º al 3 marzo) per cerimonie e commemorazioni a ricordo dei soccorsi portati alla popolazione di Messina e Reggio Calabria, colpite dal terremoto del 1908.
Durante la prima guerra mondiale, prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico.
L’incrociatore, nell’ottobre del 1917 sparò il colpo che diede il segnale per la conquista del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo durante la Rivoluzione russa.

Incrociatore Aurora, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo fu varato l'11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico

Nella seconda guerra mondiale, durante l’assedio di Leningrado, venne affondata. I suoi cannoni vennero rimossi e usati in prima linea nelle difese della città. Nel luglio del 1944 venne finalmente recuperata.
Cessò il servizio come nave d’addestramento nel 1961 ma già dal 1950 si iniziò a trasformarla in nave museo, diventando parte del Museo navale militare centrale nel 1956.
I colori ed i dettagli rispecchiano perfettamente lo stile iniziale di questa bellissima nave da guerra.





DOVE SI TROVA

L’incrociatore Aurora, come detto in precedenza, si trova lungo il fiume Bolshaya Nevka che non è altro che un braccio del fiume Neva..

Le fermate della metropolitana più vicine sono ad ovest la Gorkovskaya sulla linea blu oppure ad est la Ploschad Lenina sulla linea rossa.

Dalla fermata Gorkovskaya puoi prendere il bus numero 6 o il numero 40 mentre dalla fermata Ploschad Lenina puoi prendere il bus numero 6.
In alternativa, sei hai voglia e vuoi ammirare il panorama circostante, puoi farla a piedi come ho fatto io.

Incrociatore Aurora, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo fu varato l'11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico


Se vuoi sapere come fare per utilizzare i mezzi di trasporto pubblici di San Pietroburgo ti consiglio di visitare questa pagina del sito in cui ti spiego come fare ad usare la metro, i bus, taxi, aliscafi e moti altri.

Se vuoi utilizzare un taxi puoi guardare questo articolo che ti spiega come utilizzare Yandex Taxi all’interno della Russia.

In questo riquadro sopra ti ho messo il punto esatto su google maps, in questo modo puoi salvarlo nelle tue mappe personali.


Qui sopra in questo riquadro potrai avere una panoramica sull’incrociatore, grazie alla mappa di Yandex maps.




ORARI E CHIUSURE

L’incrociatore Aurora è chiuso il Lunedì ed il Martedì. Potrai comunque passare di lato ed ammirarlo ormeggiato lungo il fiume Bolshaya Nevka anche in questi due giorni di chiusura. Il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica è possibile salire a bordo e visitare l’interno, il ponte e la cabina di comando.
Ovviamente come per tutte le altre attrazioni turistiche di San Pietroburgo è chiuso durante tutte le feste nazionali. Ovvero il 1 Gennaio, 23 Febbraio, 8 Marzo, durante la Pasqua Ortodossa (varia di anno in anno ed è in date quasi sempre diverse rispetto a quella cristiana), 1 maggio, 9 Maggio, 12 giugno ed il 4 Novembre. Qunidi tieni d’occhio il calendario!

Incrociatore Aurora, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo fu varato l'11 maggio 1900. Partecipò alla prima guerra mondiale cioè prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico

Riepilogo orari settimanali:

Lunedì: CHIUSO
Martedì: CHIUSO
Mercoledì: aperto dalle 11:00 alle 18:00
Giovedì: aperto dalle 11:00 alle 18:00
Venerdì: aperto dalle 11:00 alle 18:00
Sabato: aperto dalle 11:00 alle 18:00
Domenica: aperto dalle 11:00 alle 18:00

La biglietteria chiude alle 17:15. Oltre tale orario non è più possibile entrare.




TIPI DI BIGLIETTI




ADULTI

Il costo d’accesso per una persona adulta è di circa 7,49 euro (cioè 600 rubli).
I biglietti per l’ingresso si possono acquistare direttamente sul posto perché non ci sarà molta fila.





BAMBINI E STUDENTI

I bambini sotto ai sei anni non pagano ed entrano gratis.
I bambini dai 7 ai 18 anni pagano 4,99 euro (400 rubli).





FOTO E VIDEO

Fino al 2018 per entrare si pagava 300 rubli (la metà di adesso) ma per fare foto o filmati c’era un costo aggiuntivo. Da capire se nel biglietto standard, visto l’aumento di prezzo, è già compreso o meno la possibilità di fare foto e video.




SITO WEB UFFICIALE

Non c’è la possibiità di acquistare i biglietti direttamente sul sito ufficiale. Il sito è solo in Inglese o in Russo.




VISITE GUIDATE

Per gruppi di persone numerose o per gruppi di bambini numerosi vi consiglio però di accordarvi per un prezzo totale scontato.


Spero che questa guida ti sia stata utile. Sul mio sito trovi altre guide in merito a San Pietroburgo e sulla Russia. Ciao!

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La Cattedrale di Kazan, in stile neoclassico, è il principale edificio religioso della città. La costruzione iniziò nel 1801 e terminò nel 1811. Il progetto iniziale dell’architetto Andrej Voronichin prevedva due arcate ma a casua dei problemi finanziari ne fu realizzata solo una. A differenza di tutti gli altri edifici religiosi è stata costruita solo con materiali e monodopera russa. Quindi è una delle poche cattedrali made in Russia.

In questa enorme cattedrale semicircolare il poderoso colonnato corinzio abbraccia un giardino ornato da statue come il monumento a Kutuzov od il monumento a Barclay de Tolly. Sotto alla maestosa cupola alta 80 metri è conservata l’icona più venerata nella capitale ovvero la Madonna di Kazan. I fedeli fanno la fila ed attendono di baciare l’icona di Nostra Signora di Kazan, copia di una delle raffigurazioni sacre di Kazan. Attualmente è la sede del vescovo ortodosso di San Pietroburgo.

Dall’immagine che sicuramente avrai visto, lo stile di questa cattedrale ti sembrerà molto simile ad una Basilica Italiana. Il tuo intuito non sbaglia perché l’imperatore Paolo I, ordinò la costruzione della cattedrale seguendo appunto il modello della Basilica di San Pietro a Roma.



Alcuni storici ritengono che lo Zar Pietro I, intendesse costruire una chiesa gemella sull’altro lato della prospettiva Nevskij. La Chiesa ortodossa russa però disapprovava con fermezza il progetto di costruire nell’allora capitale dell’impero russo una replica di un edificio di culto cattolico. Molti uomini di corte di quell’epoca supportarono le scelte dell’imperatore e dell’architetto Voronichin, che rispondevano cioè al desiderio di unire la chiesa cattolica a quella ortodossa.

LINK UTILI:
▶️ SITO UFFICIALE ◀️





INDICE





DOVE SI TROVA

La cattedrale di Kazan sorge sulla riva del Canale Gribaedov all’angolo con la Prospettiva Nevskij. Il canale Gribaedov o Gribaedova è lo stesso canale che trovate vicino alla Chiesa del Salvatore Sul Sangue Versato.

In questo riquadro sopra ti ho messo il punto esatto su google maps, in questo modo puoi salvarlo nelle tue mappe personali.


Qui sopra in questo riquadro potrai avere una panoramica sulla chiesa, grazie alla mappa di Yandex.

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COME RAGGIUNGERLA

Il modo più semplice è arrivando in metropolitana puoi scendere alla fermata Nevskiy Prospekt sulla linea blu oppure alla fermata Gostinyy Dvor sulla linea verde. Entrambe le stazioni della metropolitana distano circa 4 minuti dalla Cattedrale di Kazan. Se non sai come funziona la metropolitana a San Pietroburgo ti consiglio di leggere questo articolo che ti riassume a grandi linee il funzionamento di una delle più profonde metropolitane del mondo.

Nel caso tu invece voglia raggiungere questo edificio religioso con il Taxi dovrai farti portare fino a Piazza Kazan numero 2. In questo articolo ti spiego come fare per utilizzare l’app Yandex Taxi, l’opzione più economica per prendere un Taxi in Russia.




ORARI E CHIUSURE

La cattedrale di Kazan è aperta tutti i giorni dalle 7.00 fino all’ultimo servizio liturgico, che avviene alle 18.00. Questo orario è riservato a chi vuole partecipare alle preghiere.
Per i turisti o visitatori è aperta tutti i giorni dalle 11:30 alle 19:30.

Qui sopra puoi fare un tuor interno alla cattedrale sfruttando le mappe di Yandex maps.

A differenza degli altri edifici religiosi, la cattedrale di Kazan è principalmente una chiesa ortodossa funzionante a tutti gli effetti. Mi raccomando non dimenticare di rispettare la preghiera delle persone e cerca di fare silenzio una volta dentro.

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SITO WEB UFFICIALE

Il sito della Cattedrale di Kazan è solo in Russo, non ho trovato la sezione in inglese.


Spero che questa piccola guida ti sia stata utile. Sul mio sito trovi altre guide in merito a San Pietroburgo e sulla Russia. Ricorda che tutto è gratuito, l’unica cosa che ti chiedo è di mettere un mi piace, sul sito, su instagram, su youtube o dove preferisci. Grazie e Ciao!

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