VIA FRANCIGENA TAPPA 38
In questa tappa 38 della via Francigena proseguirò il cammino iniziato a Lucca i giorni precedenti. Se non hai visto le puntate precedenti di questo mio cammino sulla via Francigena, vai a vederle sul mio canale perché ti sei perso le migliori tappe della via Francigena in Toscana.
SCORRI TRA LE TAPPE
⬅️TAPPA 37 – TAPPA 39 ➡️
Di seguito ti riassumo quanto fatto e se non lo hai visto vai a vedere il mio video su YouTube qui sotto e se ti piace lasciami un “mi piace”. 👍 Questo mi aiuterà a crescere ed a far conoscere questi video a più persone. Grazie! 😄
Non fatevi ingannare dalla lunghezza del post. Ci sono tantissime immagini!
Partiamo! La credenziale del pellegrino l’avevo già acquistata in precedenza all’info point a San Miniato, città che dista solo 20 chilometri da casa mia. Se non sai cosa è la credenziale, ti invito a leggere questo primo post sulla via Francigena che ti spiega esattamente che cosa è il cammino e tutto ciò che gli ruota attorno in termini di credenziali, timbri e testimonium.
INDICE
VIA FRANCIGENA TAPPA 38
ALTIMETRIA

DATI TECNICI
💪 Difficoltà: Medio-Bassa 🟡🟡🟡
📍 Partenza: Chiesa del Santo Sepolcro (Acquapendente)
📍 Arrivo: Bolsena (Basilica di Santa Cristina)
🛣️ Distanza: 23 chilometri
⏱️ Tempo di percorrenza a piedi: 5.50 h
🚰 Quanta acqua portare: 1 litro
↗️ Dislivello in salita: 271 m
↘️ Dislivello in discesa: 366 m
⬆️ Quota massima: 509 m (San Lorenzo Nuovo)
Strade pavimentate: 31%
Strade sterrate e carrarecce: 49%
Mulattiere e sentieri: 20%
🚴♂️ Ciclabilità: 97%
Come arrivare al punto di partenza: Stazione FS Buonconvento e linea SR19 per Acquapendente, oppure Autolinee Cotral
ACQUAPENDENTE
Buongiorno. Ho dormito benissimo nell’appartamento stanotte e sono bello riposato e carico per affrontare la tappa numero 38 della Via Francigena.

Devo raggiungere Davide e Manuela che alloggiano vicini alla piazza principale di Acquapendente. Non mi ricordo di preciso dove ma anche loro hanno dormito in una struttura privata.

Una gatto grande e grigio mi aspettava davanti la porta stamani mattina e come ogni gatto che ho incrociato sulla via Francigena vuole farsi coccolare.

Remì, il ragazzo francese che avevamo incontrato a San Quirico D’Orcia e che ha condiviso la camera con me stanotte, è partito molto presto stamattina in direzione di Bolsena. Lui farà anche la tappa Bolsena Montefiascone e quindi ha molta più strada da fare di noi. Anche Cristiano oggi proseguirà verso Montefiascone come Remì e speriamo di incontrarlo per l’ultima volta su questa via Francigena.

Il cielo è spettacolare stamattina. Le nuvole sono colorate e variano dal rosa, al lilla ed al celeste. Il sole appena spuntato all’orizzonte illumina il borgo di Acquapendente in modo eccezionale e rende ogni cosa d’orata.

Inizio a camminare nel borgo per poi discendere lungo la via che passa davanti al ristorante il Borgo dove abbiamo cenato ieri sera.

Manuela è già seduta al Bar, sulla piazza centrale ed ha già fatto colazione. Al contrario di qualcun altro (Davide! 😀) Manuela è sempre puntualissima. Faccio colazione anche io e mi faccio mettere il Timbro sulla credenziale che ieri mi ero dimenticato. Arriva anche Davide. Oggi lui è bello carico e pronto ad affrontare la strada che ci porterà fino a Bolsena, fiducioso delle sue nuove solette comprate in farmacia.

Mi aspettano circa 23 km sulla via Francigena. Arriverò a costeggiare il lago di Bolsena. Tappa senza elevati saliscendi e abbastanza semplice se paragonata a quelle fatte fino ad ora.

Come acqua oggi porterò solo un litro con me. L’unico punto dove fare rifornimento è a San Lorenzo Nuovo e per i primi 10 chilometri non troverò fontanelle. Valuta tu in base a quanto bevi di solito.
PARTENZA
Appena usciti dalla città, dopo una breve salita, inizia la parte di percorso su una strada bianca che attraversa alcune coltivazioni. Il paesaggio è abbastanza monotono quindi c’è poco da descrivere e vedere se non qualche campo di pannocchie e di grano.

Dopo poco incrociamo sul cammino un ragazzo di nome Moreno anche lui di Padova come il nostro Davide. Lui è partito da Radicofani ed arriverà fino a Viterbo per poi concludere la sua vacanza sulla costiera Amalfitana.

Ci racconta un po’ di cose mentre proseguiamo sulla strada che ci porterà a San Lorenzo Nuovo.
PATATE
Il paesaggio attorno a noi, come detto in precedenza, è molto monotono ma per fortuna incrociamo un contadino della zona che stava raccogliendo le patate col trattore.

Aveva appena finito di riempire una cesta di legno enorme.

Ci racconta che la zona tutta qua attorno è piena di coltivazioni di patata perché il terreno vulcanico presente in questa zona si presta a questo tipo di coltura. Erano quasi le 10 del mattino e quando inizia a descriverci l’utilizzo delle patate iniziamo a sentire un po’ di fame.

Riprendiamo il cammino e la strada inizia a girare sempre a zig-zag tra i campi di patate.

Quando la strada inizia a costeggiare delle abitazioni, poco dopo arrivo su asfalto e davanti a me appare il cartello con scritto San Lorenzo Nuovo.

La tappa numero 38 della via Francigena adesso è su asfalto per un paio di chilometri, fino al primo centro abitato di San Lorenzo Nuovo.
SAN LORENZO NUOVO
La Francigena fino ad ora mi ha sempre posto davanti città Medievali. San Lorenzo nuovo invece presenta una struttura neoclassica e di origine più recente. Fu costruita, infatti, alla fine del Settecento per far trasferire in un luogo più sano gli abitanti di San Lorenzo alle Grotte ovvero una città a due chilometri da qui e vicino al lago di Bolsena.

Attorno al Settecento il livello delle acque del lago di Bolsena si alzò rapidamente e la zona di San Lorenzo alle Grotte si riempì di paludi diffondendo rapidamente la malaria. Nel 1779 tutti gli abitanti furono trasferiti in modo da proteggerli anche dalle ripetute frane del terreno.

L’architetto di San Lorenzo Nuovo fu Francesco Navone che, ispirandosi alla famosa piazza Amalienborg di Copenaghen, realizzò nel 1774 un vero e proprio paese modello, il cui centro è la grande piazza Europa di forma ottagonale, il cuore della comunità e spazio monumentale su cui affaccia la chiesa di San Lorenzo martire.

Tutto intorno alla piazza si distribuisce un reticolo viario ordinato, composto da case e edifici di servizio e commerciali. Piazza Europa è divisa dalla via Cassia e al suo interno si svolge il tradizionale mercato e la Sagra degli Gnocchi in agosto.
È considerata una delle più belle e caratteristiche piazze della Tuscia e del Lazio. Il paese sorge su una collina a 503 metri d’altitudine sulla catena settentrionale dei monti Volsini ai confini con Umbria e Toscana.
COSA VEDERE
La chiesa di San Lorenzo è uno degli edifici più alti che si trova in paese ed è possibile visitarla. Al suo interno un crocifisso del 300 di Maitani e due tele di Jacopo Zucchi.

Ogni quindici anni, precisamente il 14 settembre, avviene una processione ed il crocifisso che si trova dentro la chieda, viene portata a spalla per le vie del paese, finemente ornata per l’occasione. È in occasione di questa quindicennale ricorrenza che tutto il paese si appresta a vivere un’estate ricca di eventi, manifestazioni, feste tradizionali e incontri.
SOSTA
Decidiamo di fare sosta poco prima della piazza di San Lorenzo Nuovo.

Una volta ai tavolini prendiamo qualcosa da mangiare e riempiamo le borracce. C’è una fontanella d’acqua potabile fuori dal bar ed i pellegrini possono usarla comodamente, come ci ha detto gentilmente il titolare del locale.

Mentre sostiamo al bar, arrivano anche Francesca e Demian con la figlia Arianna. Una coppia della provincia di Brescia che sta facendo il cammino a piedi e che abbiamo già incrociato più volte lungo le tappe precedenti. La figlia che è con loro non è a piedi ma in bici.

Poco dopo arriva anche Cristiano che è sempre stato presente da inizio tappa. Cristiano la mattina si sveglia solitamente sempre più tardi di noi ma ci supera sempre ogni tappa. La sua sosta sarà breve ed alla fine lo salutiamo in modo definitivo ma non sapevamo che l’avremo ritrovato a Bolsena sul lago. Lo vedrete più avanti.
VERSO BOLSENA
Dopo circa una ventina di minuti di sosta riprendiamo la marcia verso Bolsena. Passiamo nel centro di San Lorenzo Nuovo e sulla bellissima piazza ottagonale.

Su questa collina alta 503 metri sul livello del mare si inizia ad intravedere il Lago di Bolsena.
Usciti dal paese si curva a sinistra, per poi attraversare la strada asfaltata che sfocia su strade sterrate in un leggero saliscendi. Il paesaggio successivo sarà un alternarsi di uliveti, prati e boschi.

La vista del lago che s’intravede sullo sfondo rende tutto il cammino molto più magico e bello. Incredibile la notevole differenza tra inizio tappa e questa parte finale.

La prima incredibilmente monotona e che non aveva nulla da offrire e adesso è diventata un susseguirsi di paesaggi splendidi e sempre diversi. Il bello del cammino è anche questo.

Finito il bosco inizia l’ultima parte del cammino di oggi lungo strade di campagna per arrivare poi alle prime case di periferia di Bolsena, il tutto condito sempre dal bellissimo sfondo del lago.

Mi manda un messaggio e un video Pino dove mi informa che è appena arrivato a Viterbo.

Al chilometro 20 come scritto sulla colonna della fontana si trova acqua potabile e tutti approfittiamo per riempire le borracce.

La tappa numero 38 della via Francigena per noi termina dietro alla rocca Monaldeschi della Cervara.

BOLSENA
Scendiamo dietro alla Rocca e qui troviamo Cristiano che aveva appena finito di pranzare. Ci aveva scritto anche Remi e ci aveva detto di essere a pranzo sul Lago.

Scendiamo quindi dalla Rocca per arrivare nella parte bassa della città, proprio sul piccolo porticciolo.

La strada sembra breve ma in realtà dopo tanti chilometri, il lago sembrava non arrivare mai. Troviamo Remi che stava mangiando al tavolino proprio di fonte alla piccola spiaggia libera del lago.

Ero indeciso se pranzare o fare il bagno. Cristiano mi consiglia in modo scherzoso di prendere il pranzo e mangiare mentre facevo il bagno, dopo le risate generali lo salutiamo definitivamente. Cristiano come vi avevo detto in precedenza ripartirà in direzione di Montefiascone.

Anche Remi poco dopo ci saluta e riparte.
Provo a chiedere al cameriere del ristorante se fosse possibile pranzare ma mi viene detto che prima delle 15 non avranno tavoli liberi. Qui capiamo che dobbiamo approfittare del tempo a disposizione in attesa del tavolo al ristorante per fare prima un tuffo nel lago.

L’acqua ci rimette in sesto. Il sole pulsava forte sulle nostre teste e un po’ di fresco ci voleva proprio. Dopo un po’ di relax ci viene dato il tavolo e finalmente riusciamo a metterci qualcosa nello stomaco.

Parliamo con Moreno per conoscere che percorso ha fatto e ci dirigiamo dopo ognuno ai propri alloggi.

Io a questo giro sono da solo nella Casa di Preghiera di Santa Cristina mentre il resto dei ragazzi pernotteranno dalle suore davanti alla Basilica di Santa Cristina.

Ci riposiamo un paio d’ore per poi uscire e visitare il borgo alto attorno alla Rocca.
COSA VEDERE
Il Borgo di Bolsena si raccoglie intorno a via Degli Adami e alla Rocca Monaldeschi della Cervara la costruzione più antica della città.

Nella parte alta del paese la “Chiesa di San Salvatore” ed il “Castello Rocca Monaldeschi” (che abbiamo già incontrato appena entrati in paese) dominano il paesaggio.

Il biglietto di ingresso al Castello costa solo 5€ e permette di visitare il Museo Territoriale del Lago di Bolsena ed i torrioni con vista lago.

Consiglio assolutamente di andarci perché vale tutto il prezzo del biglietto, specialmente in orario di tramonto.

Nella parte bassa si trova la Basilica di Santa Cristina che sorge sulle antiche catacombe e luoghi di culto rupestri pagani dove fu rinvenuto il sarcofago di Santa Cristina.

Santa Cristina è la patrona della città di Bolsena. Ma perché fu nominata Santa?

SANTA CRISTINA
Cristina era una figlia di un prefetto romano, un accanito persecutore dei cristiani. Quando la ragazza si convertì al cristianesimo, il padre tutto infuriato iniziò a sottoporla a terribili torture, speranzoso di far cambiar idea alla figlia. Vedendo però che Cristina non voleva assolutamente cambiare idea, il padre tutto infuriato ordinò di gettarla definitivamente nel lago con un masso legato al collo.

La leggenda ci dice che Cristina una volta gettata dentro al lago, galleggiò anziché affondare.

Le terribili torture però a cui fu sottoposta, non le permisero di sopravvivere a lungo. La pietra che era stata legata al collo alla ragazza venne conservata ed oggi si trova nella Cappella del Miracolo.

Sopra ci sono ancora le orme dei piedi dei Cristina. Qui alla Tomba di Santa Cristina partono le catacombe di cui vi parlavo prima e che si possono visitare.
MIRACOLO DEL CORPUS DOMINI
La pietra presente nella Cappella del Miracolo fu artefice anche di un altro evento legato al Corpus Domini.

Un prete chiamato Pietro da Praga soggiornò qui a Bolsena e celebrò la messa proprio sopra l’altare di Santa Cristina. Il prete nutriva dei dubbi sulla presenza di Cristo nell’ostia e nel vino come corpo ed sangue di cristo durante l’eucarestia. Si racconta, infatti, che da un’ostia iniziò ad uscire del sangue.

Alcuni ritengono che dietro l’opera di questo sanguinamento ci sia stata la mano divina mentre altri ritengono che sia stato lo spirito della Santa.

A giugno si celebra con una grande infiorata per le vie della città la festa di Santa Cristina in memoria appunto di questo miracolo del Corpus Domini.
LA PINSA
Una specialità della zona è la Pinsa. La conoscevi? A prima vista la Pinsa potrebbe sembrare una semplice pizza allungata ma al assaggiandola è un’altra cosa.

La lievitazione dura oltre 24 ore. L’impasto viene fatto con lievito madre ed un mix di farine di miglio, orzo e farro. Infine, l’alto contenuto di acqua la rende molto più digeribile rispetto sua cugina pizza.
Si crede che la ricetta fu ideata addirittura dagli Antichi Romani, i quali le diedero il nome “pinsa” dal verbo latino “pinsere” cioè allungare. Stai a vedere che la pizza alla fine non l’hanno inventata i napoletani. Ma quante cose che mi sta insegnando questa via Francigena? Pazzesco.
FINE TAPPA
Finita la visita alla Basilica di Santa Cristina ed al castello, ritroviamo Moreno che ci attendeva proprio su una panchina sotto alla Rocca.

Assieme a lui facciamo la conoscenza di un suo amico di Padova che si chiama Giacomo. Lui sta facendo la Palermo Padova in Bici.

Ci arriva una video messaggio di Pino che ci avvisa di essere a Viterbo a cena e di sentire la nostra mancanza.

Dopo un po’ di chiacchiere decidiamo di andare tutti assieme a mangiare qualcosa al ristorante e nonostante non avessi prenotato nulla troviamo un ristorante molto carino chiamato Borgo Dentro. Brindiamo tutti assieme al Cammino di ognuno.

La serata finisce davanti alla Basilica per poi salutarci davanti al convento delle suore. Torno da solo alla Casa di Preghiera di Santa Cristina ma solo dopo aver mangiato un ottimo gelato comprato lungo il tragitto di ritorno.

Non perdetevi la prossima tappa perché arriveremo fino a Montefiascone e ci sono tante altre cose da scoprire. Ciao!
DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE
Potrei darvi tantissime indicazioni su dove dormire e dove mangiare ma come sapere questi posti dove pernottare o dove fare ristoro sono in continua evoluzione e in continuo cambiamento. Ho trovato molti luoghi dopo Siena chiusi dopo la pandemia e che non hanno mai più riaperto.
Per cui vi rimando direttamente al sito ufficiale in questa pagina dove terranno costantemente aggiornati gli ostelli, i ristoranti, gli alberghi e tanto altro. In questo modo sono sicuro di darvi informazioni aggiornate sempre e non rischiare di farvi perdere del tempo telefonando a strutture chiuse.
Ricordati di vedere anche il video di questa tappa della Via Francigena. Ti rimetto il video sotto e ti chiedo di sostenermi, con l’iscrizione ai miei vari social Instagram o Youtube . Ci metto passione, cuore e tempo libero. Grazie se vorrai sostenermi. Non perderti la prossima tappa! Ciao
Vi ringrazio se siete rimasti con me fino ad ultimo se vi è piaciuta questa tappa numero 34 della via Francigena, lasciami un like oppure iscriviti per non perdere i miei prossimi video. Non perderti mi raccomando la prossima tappa. Alla prossima ciao e buon cammino!
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HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO
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