VIA FRANCIGENA TAPPA 34
In questa tappa 34 della via Francigena proseguirò il cammino iniziato a Lucca i giorni precedenti. Se non hai visto le puntate precedenti di questo mio cammino sulla via Francigena, vai a vederle sul mio canale perché ti sei perso le migliori tappe della via Francigena in Toscana.
SCORRI TRA LE TAPPE
⬅️TAPPA 33 – TAPPA 35 ➡️
Di seguito ti riassumo quanto fatto e se non lo hai visto vai a vedere il mio video su YouTube qui sotto e se ti piace lasciami un “mi piace”. 👍 Questo mi aiuterà a crescere ed a far conoscere questi video a più persone. Grazie! 😄
Non fatevi ingannare dalla lunghezza del post. Ci sono tantissime immagini!
Partiamo! La credenziale del pellegrino l’avevo già acquistata in precedenza all’info point a San Miniato, città che dista solo 20 chilometri da casa mia. Se non sai cosa è la credenziale, ti invito a leggere questo primo post sulla via Francigena che ti spiega esattamente che cosa è il cammino e tutto ciò che gli ruota attorno in termini di credenziali, timbri e testimonium.
INDICE
VIA FRANCIGENA TAPPA 34
ALTIMETRIA

DATI TECNICI
💪 Difficoltà: Media 🟡🟡🟡
📍 Partenza: Piazza del Campo (Siena)
📍 Arrivo: Centro Cresti (Ponte D’Arbia)
🛣️ Distanza: 25,8 chilometri
⏱️ Tempo di percorrenza a piedi: 6.20 h
🚰 Quanta acqua portare: 1 litro
↗️ Dislivello in salita: 234 m
↘️ Dislivello in discesa: 408 m
⬆️ Quota massima: 318 m
Strade pavimentate: 30%
Strade sterrate e carrarecce: 69%
Mulattiere e sentieri: 1%
🚴♂️ Ciclabilità: 100%
Come arrivare al punto di partenza: Linee FS Siena-Grosseto e Empoli-Siena-Chiusi, stazione Siena
SIENA
Buongiorno a tutti! Stamattina sono di nuovo a Siena, città in cui due mesi fa ho concluso il mio cammino sulla Via Francigena. Riparto da qui per arrivare, anzi “spero di arrivare” fino a Roma.

Prima di partire però facciamo un piccolo giro in centro per vedere e raccontarvi come sempre un po’ di curiosità su Siena. Siete pronti? Andiamo.
BIANCO E NERO DELLA BALZANA
Siena ha una storia legata agli Etruschi ed agli antichi romani. Tuttavia, la nascita della città è stata sempre collegata a credenze popolari e leggende che con il passare del tempo hanno finito per far passare in secondo piano la realtà storica.

Tra le leggende relative alle origini della città del Palio, la più famosa è sicuramente quella che ci racconta che i figli di Remo e nipoti di Romolo abbiano fondato Siena dopo essere fuggiti in Toscana per cercare riparo dalle intenzioni omicide dello zio a Roma. Al momento della fuga Senio (o Seno) montava un Cavallo Bianco e suo fratello Aschio (o Ascanio) uno nero. Ed ecco spiegato perché lo stemma cittadino chiamato BALZANA presente su tutti gli edifici comunali è di colore Bianco e Nero.
I due fratelli da Roma portarono con loro una statua della lupa, erigendola poi a simbolo della nuova città. Senio come dice il nome fondò Siena e mentre più a sud il fratello Ascanio fondò Asciano.
IL FIUME FANTASMA
Adesso cambiamo argomento ma restiamo in tema di leggende e parliamo di acqua. Sul Pian dei Mantellini, nella zona della chiesa di San Niccolò del Carmine, la zona ad altitudine più bassa rispetto a tutte le altre zone collinari, fin dal medioevo durante il silenzio della notte c’è chi giura che si potesse udire il rumore dello scorrere dell’acqua.

Quasi tutte le pareti delle cantine di questa zona emanavano tantissima umidità e questo spinse i Senesi a pensare che sotto alla città scorresse un fiume.

Siena, lo sappiamo tutti, non è bagnata da nessun fiume, sfruttava la rete di acquedotti sotterranei chiamati bottini per portare l’acqua alla popolazione.

In molti pensavano che questo corso d’acqua scorresse da Porta Ovile a Porta San Marco fino ad immettersi nel fiume Tressa all’altezza dell’attuale zona di Massetana.

È stata dedicata anche una via al fiume cioè via della Diana. Diana, infatti, era il nome che i Senesi avevano dato a questo fiume fantasma.

La sua fama aumentò quando Dante inserì la leggenda nel canto Purgatorio della Divina Commedia e su questa strada si trova anche una lapide con i versi del poeta.
Tu li vedrai tra quella gente vana
che spera in Talamone, e per dargli
più di speranza ch’a trovar la Diana;
ma più vi perderanno li ammiragli
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XIII, 151-154.)
Le ricerche di questo corso d’acqua iniziarono nel 1176 dai frati del convento di San Niccolò del Carmine che scoprirono una vena d’acqua sulla quale costruirono il pozzo della Diana, ancora presente ed in ottimo stato.

I frati non si fermarono qui e nel 1295 assieme al comune proseguirono gli scavi creando dei cunicoli sotterranei chiamati i bottini. Queste gallerie sotterranee si estendono per 25 chilometri, ancora oggi praticabili. Due sono i rami principali: quello più antico il Bottino maestro di Fontebranda ed il Bottino maestro di Fonte Gaia che alimenta anche la fonte di Piazza del Campo ed altre fonti minori.

Gli scavi alla ricerca del fiume, proseguirono per due secoli senza successo e con il passare degli anni furono abbandonate ma non il suo ricordo.

Non so se avete mai assistito o visto il Palio di Siena ma durante la passeggiata storica il giorno del Palio, il rullo dei tamburi che viene fatto si chiama proprio passo della Diana in onore del leggendario corso d’acqua che si pensava bagnasse Siena.
IL QUADRATO MAGICO
Adesso sono in piazza del Duomo per vedere un oggetto molto misterioso e quasi magico.

Sulla parete esterna a sinistra della facciata del Duomo, di fronte al Palazzo Arcivescovile (vai a vedere il video per capire meglio dove si trova), c’è una piccola epigrafe in latino composta di cinque parole, ciascuna formata da cinque lettere: “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”.

So che qualcuno la conosce già ma questa frase palindroma cioè una frase che ha lo stesso significato leggendola da sinistra a destra e viceversa. Ma guardandola bene si nota che può essere letta dall’alto in basso, dal basso in alto, da destra a sinistra o da sinistra a destra con il medesimo risultato. Al centro del quadrato si forma una croce palindromica incentrata nel ”Tenet”.

L’anagramma delle lettere, inoltre, forma la parola “Paternoster” incrociata e poste tra le lettere A ed O: le lettere Alfa ed Omega, come scritto nel libro dell’apocalisse: “Io sono l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine, colui che è, che è stato e che sarà”.
Incredibile come questo piccolo quadrato magico, all’apparenza così semplice, possa in realtà nascondere così tanti segreti. Nel Medioevo veniva posto a Sigillo su Chiese o costruzioni perlopiù sacre, collegabili all’Ordine dei Templari e in seguito tramandato dai Maestri Costruttori a testimonianza delle capacità nella costruzione di Cattedrali e Palazzi nel rispetto dell’armonia celestiale.

Non è l’unico posto in cui possiamo trovare questo simbolo, lo si trova anche a Santiago di Compostela, in altre chiese italiane, in Mesopotamia, in Cappadocia, in Ungheria ed Egitto.
Insomma cercatelo con pazienza tra le pietre della parete esterna sinistra del Duomo, di fronte al palazzo arcivescovile perché può portarvi fortuna per un buon cammino sulla via Francigena.
PIAZZA DEL CAMPO
Passando da Piazza Campo saluto la torre dei Mangia, la terza più alta d’Italia e la sua campana voce roca tanto cara alla città suona le ore sette e questo mi fa capire che è venuto il momento di partire.

La tappa numero 34 della via Francigena è molto suggestiva, saranno quasi 27 km con un paesaggio uniforme e lineare completamente coltivato a grano e quasi privo di alberi. Arriverò quasi a toccare il confine con la bellissima Val D’Orcia ma il primo impatto dopo Siena è la zona industriale di Isola D’Arbia dove prevalentemente c’è cemento.

Porterò con me solo 1LT di acqua per fare il pieno più avanti a Grancia di Cuna ovvero l’unico punto che troverò sul percorso per fare rifornimento di liquidi. Ho fatto il peno alla Fontane presente in Piazza del Campo dove l’acqua è totalmente potabile.
VIA ROMA E PORTA ROMANA
La Via Francigena passa da Via Roma per poi passare attraverso la bellissima Porta Romana.

Usciti da Porta Romana, si gira subito a Sinistra e si scende dalla scalinata. La strada per i prossimi chilometri sarà tutta così con asfalto.

Dopo qualche chilometro girandosi verso destra si può ammirare Siena da lontano e scattare qualche bella foto se avete le macchine fotografiche adeguate. La giornata è calda oggi, ci sono già 26 gradi e non sono nemmeno le 9 del mattino. Le temperature massime oggi danno 41 gradi. Devo accelerare il passo in modo da arrivare prima delle 14 ed evitare le ore più calde.

La strada asfaltata inizia a scendere e la Via Francigena si trasforma in sentiero bianco.

Si gira a Destra verso una zona industriale dove sono presenti aziende di recupero dei materiali e riciclo. Passato il viale alberato si gira a destra e poi a sinistra sulla rotonda.

Alla rotonda si deve proseguire sul sentiero sterrato che costeggia la strada asfaltata. La carreggiata delle auto ve la dovete lasciare sulla destra mentre proseguite avanti vesto Isola D’Arbia.
ISOLA D’ARBIA
Qua io ho trovato una parte di sentiero chiuso per dei lavori di manutenzione straordinaria ed ho proseguito passando dentro alla zona industriale di Isola D’Arbia su asfalto per poi svoltare a destra sul ponte che porta dopo un chilometro a costeggiare la stazione e attraversare il passaggio a livello.

Dopo il passaggio a livello sei entrato ad Isola D’Arbia. Il centro del paese è formato da un gruppo di case. Gli unici due bar che si troverete nella tappa di oggi sono questi due in paese, uno subito dopo il passaggio a livello e l’altro alla fine del paese prima di svoltare a destra nel sottopasso della ferrovia.

L’unica Chiesa che si trova a Isola D’Arbia è la Chiesa romanica di Sant’Ilario ad Isola documentata a partire dall’anno 1081.
A proposito, sapete perché Isola D’Arbia ha questo particolare nome? Perché si trova in una piana tra il torrente Arbia ed il torrente Tressa ed in qualche modo sembrava isolata dal resto della terraferma, come a formare un’isola.

In questo tratto poco prima di arrivare al piccolo e bellissimo Bogo chiamato Grancia di Cuna, incontro Manuela, la prima pellegrina che percorreva anche lei a piedi la Via Francigena.

Anche lei è Toscana come me e se siete curiosi di sapere la sua storia vi consiglio di vedere il mio video su Youtube.
GRANCIA DI CUNA
Dopo Isola D’Arbia arrivo al piccolo Borgo chiamato Grancia di Cuna un complesso fortificato del 12 secolo. Questa era anticamente una fattoria, rimasta intatta nei secoli ed immersa nella campagna toscana, sormontata da torri e caratterizzata da una chiesetta all’ingresso, intitolata ai Santi Giacomo e Cristoforo.

Ricordatevi che qui nel paese c’è una fontana dove potete rinfrescarvi e fare rifornimento d’acqua, la prossima la troverete più avanti a Quinciano.

Si potrebbe fare una deviazione di 1,5 km ed arrivare a Monteroni D’Arbia ma non me la sento di allungare la tappa che già di per sé è bella lunga e tosta e la temperatura di oggi è già abbondantemente sopra i 30 gradi e siamo solo alle 10:30 del mattino!
Manuela si è avviata avanti perché io avevo la necessità di fare le riprese col drone a Grancia di Cuna, dicendole che poi l’avrei raggiunta. Proprio mentre stavo mettendo dentro il drone e riprendere il cammino, incrocio Davide.

Parlando scopro che è di Padova ed abita molto vicino ad una ragazza che ho frequentato per un anno circa. Se volete conoscere di più, dovete guardarvi il video.
VAL D’ARBIA
Uscito dal piccolo Borgo, la campagna toscana compare di nuovo sullo sfondo ed è difficile spiegarla a parole perché ti trasmette sensazioni forti e uniche. Anche se non è la val d’Orcia, è tutto molto bello.

Solitamente il vento qui non soffia proprio mentre si scende dalle colline ma oggi sembra alleviare l’afa che sta pian piano aumentando. Il sole è bello alto nel cielo e ci sbatte prepotentemente in testa.
Inizia un saliscendi tra le colline in aperta campagna. Il Sentiero termina ad una sbarra che ne delimita l’ingresso sulla strada asfaltata. Io e Davide percorriamo pochi metri su asfalto per poi riprendere il sentiero delimitato dall’insegna Val D’Arbia. Questo tratto è davvero spettacolare nonostante il caldo. Tutto attorno a noi distese enormi di campi gialli, strade delimitate dai cipressi.

Incrociamo sulla destra un laghetto e pochi metri dopo un casale di campagna con un fienile enorme. Approfitto dell’ombra per tirare su il drone ed anche Davide si mette a sedere al fresco. Accanto a noi, al fresco c’è una donna. Da lontano pensavo fosse Manuela ma una volta avvicinati non sembra molto propensa a fare amicizia. All’inizio pensavamo fosse italiana ma dopo capiamo che non lo era. Pensavamo fosse Francese ma nei giorni seguenti capiremo che è del Belgio.

Sembra di essere stati catapultati nel film del Gladiatore anche se in realtà non siamo ancora in Val D’Orcia.
Riprendiamo la marcia e proseguiamo dritti al bivio che ci si presenta davanti, attraversando il viale alberato sempre sotto al caldo torrido.
QUINCIANO
La tappa 34 della Via Francigena attraversa la strada di Greppo dove sono presenti alcune piccole case antiche, alcune ancora in fase di ristrutturazione. Una di queste è un B&B nel caso ti interessi fare sosta qui.
Il sentiero sempre su strada bianca prosegue dritto fino ad un piccolo paesino chiamato Quinciano. Da lontano scorgiamo una serie di alberi e un po’ di fresco. Riesco a scorgere un gruppo di persone dove è presente anche Manuela.
Io e Davide ci fermiamo qui a bere dell’acqua fresca e ci sediamo sulle panchine per riprendere fiato.


Dopo una breve sosta ripartiamo a passo svelto, il caldo si fa sempre più intenso ed iniziamo a sudare anche stando fermi. La via Francigena prosegue costeggiando la ferrovia dove però passa solo un piccolo treno regionale ogni ora. Non è delimitata da staccionata per cui non fate come quello in foto sotto che non so chi sia.

Voi lo conoscete?
LA FERROVIA
All’inizio i binari sono alla nostra sinistra ma dopo poco il sentiero si sposta dalla parte opposta ed i binari ce li troviamo sulla destra. Da questo punto mancano 2,7 chilometri ovvero meno di 40 minuti alla fine della tappa numero 34 della Via Francigena.

Iniziamo ad accusare i 40 gradi che ormai avvolgono il sentiero. La terrà è diventata un forno e nemmeno il vento riesce più a darci sollievo ma sembra diventato un asciugacapelli caldo. Si respira a fatica. Ci facciamo forza l’un l’altro e lo sprint definitivo ce lo danno le more che troviamo al lato della ferrovia. Davide, Manuela ed io abbiamo percorso quasi 26 chilometri in una delle giornate più calde d’Agosto. Riteniamoci fortunati.

Incrociamo un casale sulla sinistra, sopra la collina, con delle mucche che se ne stanno al sole come se nulla fosse. Finalmente su una pietra collocata sul lato destro del sentiero leggiamo “Benvenuti“.

Siamo arrivati a Ponte D’Arbia ma dobbiamo fare presto perché sono le 13:15 ed il ristorante il Ponte chiude alle 14:30. Passiamo davanti a delle Fattorie dove torneremo nel tardo pomeriggio.
PONTE D’ARBIA
Arriviamo al ristorante il Ponte, stanchi ma felici, ordiniamo subito da bere e dei Pici all’Aglione e pomodoro come primo piatto e dopo alcune bruschette al pomodoro. Avrei mangiato anche il tavolo e le sedie oggi dalla fame che avevo.

Nel ristorante abbiamo mangiato bene e decidiamo di tornarci anche per cena. Si sono fatte le 15:30 ed attraversiamo la strada per arrivare davanti al Centro Cresti.
CENTRO CRESTI
L’esterno a primo impatto può non piacere per via che non è ben tenuto ma all’interno il centro Cresti è ben organizzato.

Suoniamo alla signora che ci apre e ci fa entrare un paio alla volta, per effettuare il check-in e tutte le procedure a cui dobbiamo attenerci in questo periodo. Con noi ci sono due ragazze di Roma, una coppia di pellegrini di Padova Arianna e Alessandro, e poi io e Davide che entreremo dentro al Centro Cresti per ultimi. Manuela invece aveva prenotato al B&B da Cri ed è distante 500 metri da noi.

Il tempo di sistemarci e fare una doccia ed arrivano altri pellegrini, Cristiano che abita a 10 chilometri da me in un paesino vicinissimo a San Miniato, un ragazzo spagnolo che è partito da Roma in direzione di Santiago che fa il cammino senza soldi offrendo il suo lavoro come pagamento e Giuseppe detto Pino che si unirà a noi dopo. La sera arriveranno altre persone che conoscerete nei prossimi post più avanti.

Il centro Cresti è un ottimo posto dove stare. Al piano terra si accede con un codice al portone d’ingresso. Attraversando il corridoio sulla sinistra c’è un’ampia sala dove si potrebbe mangiare tutti assieme, due bagni divisi per uomo e donna alla destra del corridoio, un grande lavandino dove lavare i panni e una lavatrice ed un’asciugatrice. Salendo le due rampe di scale si arriva alle numerose camere dove è presente un altro bagno con doccia.
Sempre qui al primo piano c’è la cassetta dove si può donare la quota per l’uso del centro Cresti. La cifra essendo a donativo è a vostra scelta. Io ho lasciato 15 euro e spero possano servire a migliorare la struttura che ha enormi potenzialità.

Nel giardino sul retro del Centro Cresti, c’è la possibilità di lavare i panni e stenderli. Volendo se portate la tenda potete anche piantarla in questo cortile. Altri due ragazzi avevano fatto proprio così.
ALPACA
Ci riposiamo qualche ora ed assieme a Pino e Manuela ci dirigiamo alla Fattoria Pernici per vedere una cosa molto particolare e legata ai trekking ed ai cammini. Alla Fattoria ci aspetta Virginia che ci presenta i suoi amici Alpaca.

Virginia si è organizzata per darvi la possibilità di fare trekking con gli Alpaca, oppure organizza compleanni per bambini o semplicemente per chi vuole fare qualcosa di diverso rispetto alla solita festa.

Adatto anche a chi vuole fare un’esperienza diversa a contatto con animali che non sono originari delle nostre zone ma che comunque non soffrono in nessun modo la lontananza dal loro punto d’origine.

Molto brava e preparata Virginia, vi consiglio di guardare il video che ho caricato su YuoTube per conoscere qualche curiosità in più su questi splendidi animali. Qui vi lascio il contatto della Fattoria Pernici gestito da Virginia.
FINE TAPPA
Dopo la visita alla Fattoria con Manuela e Pino ci siamo fiondati a Cena sempre nel ristorante il Ponte, davanti al Centro Cresti, dove abbiamo pranzato alle 13:30 formando il quartetto con Davide.

Tutti e quattro abbiamo festeggiato e brindato a questo Ferragosto, il più caldo che mi ricordi (abbiamo sfiorato i 43 gradi nel pomeriggio) consapevoli di aver fatto tanti chilometri in una delle giornate più calde di questo agosto 2021. Ci siamo fatti forza l’un l’altro, questo ci ha permesso di superare in parte il nostro limite. Ancora non lo sapevamo ma si stava formando un bel gruppo molto affiatato.

Dopo cena abbiamo accompagnato Manuela davanti al suo alloggio passando davanti al Bar H (BarAcca) dove avremo fatto colazione la mattina successiva perché apre molto presto.
Il centro di Ponte d’Arbia è tutto qui: un’alimentari (piccolo ma ben fornito), un bar, un ristorante e alcune case. Un piccolissimo paesino di provincia insomma.

La giornata termina nel buio delle camere del Centro Cresti con Davide, Cristiano e Marco. Dopo un paio di parole affondiamo nei letti. Erano ancora 28 gradi alle ore 22:00 e nonostante non tirasse un filo di vento sono riuscito ad addormentarmi in fretta. Ma questo ormai l’avete capito che sono in grado di dormire ovunque dopo la transiberiana.
Non perdetevi la prossima tappa. Ciao!
DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE
Potrei darvi tantissime indicazioni su dove dormire e dove mangiare ma come sapere questi posti dove pernottare o dove fare ristoro sono in continua evoluzione e in continuo cambiamento. Ho trovato molti luoghi dopo Siena chiusi dopo la pandemia e che non hanno mai più riaperto.
Per cui vi rimando direttamente al sito ufficiale in questa pagina dove terranno costantemente aggiornati gli ostelli, i ristoranti, gli alberghi e tanto altro. In questo modo sono sicuro di darvi informazioni aggiornate sempre e non rischiare di farvi perdere del tempo telefonando a strutture chiuse.
Ricordati di vedere anche il video di questa tappa della Via Francigena. Ti rimetto il video sotto e ti chiedo di sostenermi, con l’iscrizione ai miei vari social come Instagram o Youtube. Ci metto passione, cuore e tempo libero. Grazie se vorrai sostenermi. Non perderti la prossima tappa! Ciao
Vi ringrazio se siete rimasti con me fino ad ultimo se vi è piaciuta questa tappa numero 34 della via Francigena, lasciami un like oppure iscriviti per non perdere i miei prossimi video. Non perderti mi raccomando la prossima tappa. Alla prossima ciao e buon cammino!
SCORRI TRA LE TAPPE
⬅️TAPPA 33 – TAPPA 35 ➡️
Se hai dubbi o domande non esitare a contattarmi tramite i miei canali social sotto. ciao!
HERMITAGE SAN PIETROBURGO INFO
A Zonzo Con Zazzu 
Pingback: 📌 VIA FRANCIGENA TAPPA 33 MONTERIGGIONI SIENA
Pingback: 📌VIA FRANCIGENA TAPPA 35 PONTE D'ARBIA SAN QUIRICO D'ORCIA
Pingback: 📌VIA FRANCIGENA TAPPA 36 SAN QUIRICO D'ORCIA RADICOFANI
Pingback: 📌 VIDEO VIA FRANCIGENA 2022
Pingback: 📌 VIDEO VIA FRANCIGENA